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I diamanti non brillano in Borsa, l’effetto sulle azioni Anglo American

Un trasporto di grandi dimensioni per miniere di Anglo American

Se un diamante non brilla, allora non è un diamante. E tuttavia, in questi ultimi mesi, i diamanti hanno smesso di brillare, almeno in Borsa. Il Global Rough Diamond Price Index, che misura il prezzo dei diamanti grezzi, ha segnato un calo negli ultimi mesi che ha portato le quotazioni a 18 punti percentuali di distanza rispetto ai massimi storici del febbraio 2022. Brutte notizie per le società produttrici, come la più famosa di tutte, De Beers, controllata dal colosso delle materie prime Anglo American.

Anche perché gli osservatori del mercato prevedono che il valore della pietra preziosa sia destinato a scendere ulteriormente. “Un diamante naturale da un carato di qualità leggermente superiore alla media costava 6.700 dollari un anno fa, oggi questo stesso diamante viene venduto a 5.300 dollari” ha dichiarato alla Cnbc Paul Zimnisky, ceo di Paul Zimnisky Diamond Analytics.

Dopo aver registrato prezzi elevati durante la pandemia di Covid-19 e aver raggiunto il picco all’inizio dello scorso anno in quanto i consumatori erano ricchi di liquidità grazie alla vivacità dei mercati dei capitali e ai programmi di stimolo economico, quando l’economia ha iniziato a ripartire i prezzi dei diamanti hanno iniziato a calare. Secondo gli esperti del settore, poi, la concorrenza dei diamanti artificiali, il rallentamento della ripresa economica cinese e l’incertezza del contesto macroeconomico sono stati altri fattori che hanno contribuito a un mercato poco “brillante”.

Nello scenario ribassista, si prevede che nei prossimi dodici mesi i prezzi dei diamanti naturali registreranno una flessione compresa tra il 20% e il 25% rispetto ai prezzi attuali, con un calo del 40% rispetto al picco di febbraio.

 

Azioni Anglo American: le quotazioni violano il doppio minimo in area 2.210

Quotato sul mercato London Stock Exchange, il titolo Anglo American (la cui società mineraria possiede il famoso marchio dei diamanti De Beers) è decisamente impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance molto negativa registrata nella seduta di ieri (-4,72%). Dopo un’apertura in gap down (rimasto aperto nell’intraday sul livello 2.260), infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo a quota 2.147,50, andando a chiudere sul finale a 2,161,5 sterline.

Il doppio massimo toccato a metà giugno sul livello 2.610 è stato fatale per l’azione, che da quel momento ha iniziato a scendere con forza senza mai alcun tentativo di rimbalzo. Ma non solo. Proprio ieri è stato violato al ribasso anche l’importante supporto presente in area 2.210 e rappresentato da un doppio minimo creatosi il 28 e 29 giugno scorsi. Tutto può succedere, ma la struttura grafica del titolo è decisamente compromessa tant’è che la discesa potrebbe continuare ancora a lungo. Al momento, infatti, non è possibile ipotizzare alcun rimbalzo né la possibilità che si manifestino figure di inversione.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è assolutamente sconsigliata, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 2.178,5 con obiettivo molto vicino al livello 2.094. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti il 20 giugno. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato ancora nell’area di “neutralità” vicino al livello 35.


L’andamento di breve termine del titolo ANGLO AMERICAN

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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