La Dichiarazione dei redditi 2026 entra ufficialmente nel vivo con la pubblicazione delle bozze dei modelli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Un passaggio atteso da professionisti, imprese e contribuenti, perché consente di anticipare le regole della prossima campagna dichiarativa e comprendere come le novità fiscali introdotte nel 2025 si rifletteranno sui conti del 2026.
Le versioni non definitive dei modelli rappresentano, di fatto, una mappa preliminare delle scelte operate dal legislatore, soprattutto in materia di lavoro dipendente, detrazioni e redditi d’impresa. Cosa cambia rispetto allo scorso anno? Quali sono le principali novità da conoscere subito? Scopriamolo insieme.
In questo articolo:
- Dichiarazione dei redditi 2026: perché le bozze contano già ora
- Modelli 730 e Redditi Persone Fisiche: nuove regole su lavoro e detrazioni
- Società, Iva e altri modelli: le novità più rilevanti della campagna 2026
Dichiarazione dei redditi 2026: perché le bozze contano già ora
La pubblicazione delle bozze dei modelli per la Dichiarazione dei redditi 2026 segna l’avvio formale della nuova stagione fiscale. Anche se i testi non sono ancora definitivi, il loro rilascio anticipato ha una funzione ben precisa. Consente agli operatori di analizzare le modifiche, aggiornare software e procedure e prepararsi per tempo a gestire adempimenti che, come ogni anno, coinvolgeranno milioni di contribuenti.
Le bozze recepiscono un anno particolarmente intenso sul fronte normativo. La riforma dell’Irpef, il nuovo assetto del taglio del cuneo fiscale, gli incentivi al lavoro dipendente e il riordino delle detrazioni trovano ora una traduzione concreta nei quadri dichiarativi. Non si tratta di semplici ritocchi formali, ma di interventi che incidono direttamente sul calcolo delle imposte e sulle scelte da compiere in fase di dichiarazione.
Per questo motivo, la Dichiarazione dei redditi 2026 non può essere affrontata come una mera ripetizione degli anni precedenti. La struttura dei modelli cambia, così come cambiano alcune logiche di calcolo, rendendo necessaria una lettura attenta già in fase di bozza.
Modelli 730 e Redditi Persone Fisiche: nuove regole su lavoro e detrazioni
Le principali novità della Dichiarazione dei redditi 2026 riguardano i redditi delle persone fisiche. Nei modelli 730 e Redditi Persone Fisiche viene pienamente recepito il nuovo meccanismo di sostegno ai lavoratori introdotto dal 2025. Per i contribuenti con redditi fino a 20.000 euro è previsto il riconoscimento di una somma aggiuntiva, esclusa dalla base imponibile Irpef, che può arrivare fino a 960 euro. Per chi si colloca nella fascia compresa tra 20.000 e 40.000 euro, invece, trova spazio una nuova detrazione dall’imposta lorda, pensata per accompagnare gradualmente l’uscita dai benefici.
Ampio spazio è riservato anche alla detassazione delle somme legate alla mobilità lavorativa. Nei modelli viene disciplinata la non imponibilità, entro un limite annuo, delle somme anticipate o rimborsate dai datori di lavoro per canoni di locazione e spese di manutenzione sostenute dai lavoratori neoassunti a tempo indeterminato. Una misura che punta a favorire i trasferimenti per lavoro e che richiede attenzione nella corretta compilazione dei quadri.
Non meno rilevante è il riordino delle detrazioni. La Dichiarazione dei redditi 2026 recepisce nuove limitazioni per i contribuenti con redditi più elevati, introducendo tetti agli oneri detraibili e criteri legati alla composizione del nucleo familiare. Cambiano anche le regole sulle detrazioni per figli e familiari, con effetti che possono incidere in modo sensibile sull’imposta finale.
Società, Iva e altri modelli: le novità più rilevanti della dichiarazione dei redditi 2026
Accanto ai modelli per le persone fisiche, la Dichiarazione dei redditi 2026 introduce diverse novità anche per imprese ed enti. Nei modelli Redditi delle società trova spazio l’Ires premiale, con l’aliquota ridotta applicabile per il solo periodo d’imposta 2025, mentre dal 2026 entra in scena il nuovo iperammortamento, destinato a incidere sugli investimenti.
Rilevanti anche le modifiche legate al concordato preventivo biennale. Le bozze aggiornano i quadri dedicati, introducendo nuovi campi e rafforzando le cause di esclusione, con l’obiettivo di rendere il regime più selettivo e coerente con le finalità di compliance fiscale.
Sul fronte Iva, il modello 2026 viene adattato alle novità normative intervenute nel 2025, soprattutto per quanto riguarda alcune prestazioni di servizi nei settori della logistica e dei trasporti, dove cambia la gestione del versamento dell’imposta. Anche il modello 770 e il modello Iraè accolgono aggiornamenti mirati, legati alla gestione dei crediti e alle agevolazioni per la crescita economica.








