Diem: Meta pronta a vendere proprietà intellettuale progetto
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Diem: Meta pronta a vendere proprietà intellettuale progetto

Diem: Meta pronta a vendere proprietà intellettuale progetto

Cosa sarà di Diem? Il progetto di Mark Zuckerberg di creare la sua stablecoin sarà destinato a naufragare per sempre. In questi giorni la Diem Association sta valutando di vendere la proprietà intellettuale riguardo la criptovalute Diem, sperimentata da un’iniziativa sostenuta da Facebook, ora Meta Platforms. Nel 2019 il gigante social aveva in mente di creare una rivoluzione sui servizi finanziari globali formando un consorzio finalizzato all’introduzione di Libra, poi divenuta Diem. 

Tra il sogno di Zuckerberg e la messa sul mercato della stablecoin però si è frapposta la regolamentazione mondiale, con il numero uno di Meta chiamato a testimoniare più volte di fronte alle Autorithy. A quel punto si è creato un tira e molla che ha spento l’entusiasmo dell’associazione, con il fondatore di Diem, David Marcus, che ha abbandonato Meta nel 2021.

 

Diem: cosa cercavano le Autorithy normative

Quando era stato raggiunto un accordo tra Diem Association e Silvergate Capital Corp, per emettere la stablecoin, si è messa di traverso la Federal Reserve. La Banca Centrale USA la scorsa estate infatti ha informato la Silvergate Bank, affiliata di Silvergate Capital, che non avrebbe dato alcuna assicurazione di autorizzare l’attività. 

A quel punto la banca ha desistito di emettere la Diem senza avere la garanzia che l’istituto centrale non avrebbe iniziato a esercitare un’attività repressiva. Soprattutto perché è ben noto come Washington non sia particolarmente avvezzo a supportare questo tipo di attività che riguardano le valute digitali.

Ma perché le Autorità di regolamentazione hanno acceso una spia sulla possibile emissione di Diem? A novembre 2021 i regolatori hanno chiarito pubblicamente la questione, dichiarando che chi emette stablecoin deve essere una banca regolamentata se la cripto viene utilizzata per acquistare e vendere beni. 

Inoltre hanno precisato quali sono i timori riguardo al fatto che gli utenti di una società tecnologica inizino a effettuare transazioni in una nuova valuta. In sostanza, il rischio è di una eccessiva concentrazione di potere economico nella combinazione tra tale società e l’emittente di una stablecoin.

 

Diem: verrà trovato un nuovo acquirente?

Con questo stato di cose, Diem ora sta discutendo con gli investitori sul progetto allo scopo di trovare il modo migliore per vendere gli assets e restituire il capitale impiegato. Meta ha in mano un terzo delle quote e il resto è di proprietà dell’associazione, che comprende membri come società di capitali d’investimento e società a carattere tecnologico.

Tra queste vi stanno Andreessen Horowitz, Union Square Ventures, Ribbit Capital e Thrive Capital, l’investitore statale di Singapore Temasek Holdings Pte, le società focalizzate sulle criptovalute come Coinbase Global Inc. e altre come Uber Technologies Inc. e la piattaforma di commercio Shopify Inc. 

Trovare un acquirente non sarà facile, perché ciò comporta l’apprezzamento della proprietà intellettuale di Diem e degli ingegneri che l’hanno sviluppata, trovando il modo per poter utilizzare la stablecoin tenuto conto delle difficoltà normative.

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Redazione

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