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Dimissioni dal lavoro: esempi di lettera e modelli da seguire

Una lavoratrice scrive al computer la lettera di dimissioni dal lavoro

Nel 2023 un lavoratore italiano su tre ha scelto di cambiare la propria occupazione, rinunciando volontariamente a quella che aveva. È il fenomeno della Great Resignation (o Big Quit), le dimissioni volontarie dal lavoro con una lettera rispettosa della data di decorrenza e in cui si annuncia l’addio, che sia per le condizioni imposte (i turni massacranti, lo stress, lo stipendio basso, i compiti non corrispondenti al proprio profilo) o perché c’è semplicemente voglia di raggiungere una migliore qualità della vita.

 

Come scrivere una lettera di dimissioni dal lavoro

I dipendenti con contratto a tempo indeterminato che intendono cambiare lavoro e cominciare una nuova esperienza professionale, devono presentare una lettera di dimissioni volontarie prima di mollare il posto, ma non solo. Dal 2016 il modulo che sancisce il recesso volontario dal contratto di lavoro va inviato online (accedendo tramite SPID o CIE sulla piattaforma ClicLavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) oppure tramite i soggetti abilitati: patronati, sindacati, commissioni di certificazione ed enti bilaterali.

Prima delle dimissioni telematiche, il lavoratore o la lavoratrice deve inviare una comunicazione formale all’azienda, in cui fornisce una serie di dati e indica il preavviso, ovvero il tempo che intercorre tra la notifica delle dimissioni e l’ultimo giorno effettivo di lavoro. Il preavviso è obbligatorio per legge, pena la decurtazione dall’ultima busta paga di una somma di denaro corrispondente all’indennità sostitutiva. L’unico caso in cui ci si può dimettere senza preavviso è in presenza di una giusta causa come il demansionamento, il mobbing, il mancato versamento di stipendio o contributi, l’assenza di rispetto delle previste norme di sanità e sicurezza sul posto di lavoro.

La lettera di dimissioni volontarie deve essere diretta e concisa, semplice e professionale, corretta e trasparente. Può essere mandata via PEC, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o consegnata a mano in forma cartacea, sempre con firma in calce. Va scritta in carta semplice, inserendo una serie di dati essenziali:

 

  • le generalità (nome, cognome ed indirizzo di residenza) in alto a sinistra;
  • i dati dell’azienda (nome, indirizzo della sede legale, codice fiscale e così via) in alto a destra;
  • lo storico lavorativo e le mansioni svolte;
  • la tipologia del contratto di lavoro;
  • la data di decorrenza di fine rapporto;
  • l’ultimo giorno di presenza in azienda;
  • il luogo e la data di consegna o spedizione della lettera;
  • la firma in calce.

 

Occorre stampare due copie della lettera: una da consegnare all’azienda e una da conservare dopo che il datore di lavoro avrà proceduto con la firma. La comunicazione, infatti, deve essere sempre firmata sia dal dipendente dimissionario che dal datore di lavoro. Le dimissioni sono un diritto dei lavoratori e nella lettera non c’è l’obbligo di indicare i motivi che hanno portato a questa scelta. Allo stesso modo, l’azienda deve recepire e rispettare la richiesta del dipendente. L’importante, da ambo le parti, è uniformarsi a quanto previsto dal contratto individuale o dal CCNL della categoria di appartenenza.

 

Dimissioni, la lettera efficace: un esempio e i fac simile

Scrivere una lettera di dimissioni non è semplice, specie per quei dipendenti che troncano il rapporto di lavoro con un’anzianità importante alle spalle. Se il rapporto con i vertici dell’azienda è amichevole e improntato sulla fiducia reciproca, è meglio parlarne di persona prima di annunciare l’addio con una comunicazione. Inoltre, sarebbe opportuno riferirlo in anticipo a colleghi, clienti e fornitori. Per correttezza e per sgombrare il campo da qualsiasi accusa, è meglio continuare il lavoro con lo stesso impegno nei giorni di decorrenza precedenti all’ultimo e mostrarsi disponibili al passaggio di consegne con il datore e il sostituto che prenderà il posto lasciato vacante.

Trovare le parole giuste per una lettera di dimissioni non è un’impresa. In fondo, basta farlo nel modo più tranquillo, sincero e cordiale possibile. Non c’è un momento preciso nel quale consegnare il documento: lo si può fare sempre. Dopo aver scritto la lettera, occorre ricordare di controllare il testo per scovare eventuali errori di battitura e verificare che tutte le informazioni inserite siano corrette. Un modello di lettera deve sempre contenere i seguenti riferimenti:

 

Generalità del dipendente (nome, cognome, indirizzo e contatti)

Spett.le azienda (con i dati dell’azienda)

Oggetto: Lettera di dimissioni

Io sottoscritto (nome e cognome) dipendente dal (inserire la data di assunzione) con la mansione di (inserire l’incarico svolto) rassegno con la presente lettera le mie dimissioni, a norma dell’articolo (inserire il numero), comma (inserire il numero) del CCNL di categoria. L’ultimo giorno di lavoro sarà il (indicare giorno, mese e anno).

I miei più cordiali saluti.

Luogo e data

Firma del lavoratore

_______________

Per ricevuta e accettazione

Luogo e data

Firma del datore di lavoro

_______________

 

Nel caso di una lettera di dimissioni senza preavviso, bisogna ricordare di specificare la decorrenza a partire dalla data di invio (ossia quella del giorno in cui si scrive e manda la comunicazione) e l’impossibilità di prestare l’attività nel periodo di preavviso indicato dal contratto. Se il preavviso è da concordare, il dimissionario deve comunicare la propria disponibilità a continuare il lavoro durante il periodo di preavviso previsto dal contratto ed eventualmente di prolungarlo per una durata da concordare, in modo da permettere all’azienda di perfezionare il passaggio delle consegne.

Una lettera di dimissioni per giusta causa deve esplicitare i motivi dietro questa decisione e chiedere la fine effettiva del rapporto di lavoro a partire dalla data della comunicazione. Chi intende procedere con una modalità informale, può ringraziare il datore di lavoro per la fiducia che gli è stata accordata nel corso del periodo trascorso in azienda, per le competenze acquisite e i traguardi raggiunti insieme e per l’opportunità di crescita personale e professionale che gli è stata concessa.

Per evitare brutte sorprese e non farsi trovare impreparati, è utile conoscere ogni riferimento alla disciplina giuridica delle dimissioni. Il recesso dal contratto a tempo indeterminato è regolato dall’articolo 2118 del Codice civile; quello per giusta causa dall’articolo 2119. I CCNL di settore sono sottoscritti per la parte lavoratrice dai sindacati Conf.A.I.L. e CONFSAL – FESICA: i principali contratti collettivi nazionali attualmente in vigore sono nei settori agricoltura, alimentari e agro-industriale, amministrazione pubblica, aziende di servizi, chimici, commercio, credito assicurazioni, edilizia, enti e istituzioni private, industria, meccanici, poligrafici e spettacolo, tessili e trasporti. Infine, le disposizioni sulle modalità di comunicazione delle dimissioni e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro sono stabiliti dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 15 dicembre 2015.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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