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ENI: triplica il contributo sugli extra-profitti e Gazprom taglia le forniture di gas

ENI: triplica il contributo sugli extra-profitti e Gazprom taglia le forniture di gas

ENI ha vissuto alcune sedute di deciso calo recentemente. A mandare al tappeto il titolo della società guidata da Claudio Descalzi la rideterminazione da parte dell’azienda, rispetto a quanto calcolato a giugno, del contributo straordinario per gli extraprofitti che dovrà versare per finanziare il caro bolletta. Ora a carico di ENI la quota è quasi triplicata a circa 1,40 miliardi di euro, mentre due mesi fa la cifra si aggirava intorno ai 550 milioni di euro.

L’ascesa incontenibile del prezzo del gas ha variato l’entità del contributo, a seguito della circolare n.25/E dell’11 luglio e del successivo parere del 12 agosto da parte dell’Agenzia delle Entrate, che si è espressa su un interpello presentato da ENI riguardo le operazioni prive del requisito di territorialità. Sulla base del  nuovo importo, il Cane a sei zampe il 31 agosto ha dovuto effettuare un’integrazione di 340 milioni di euro dell’acconto del 40% versato a giugno. Al calo in Borsa di ENI si è aggiunta un’autentica debacle delle altre società energetiche come Enel (-2,45%), Snam (-2,75%), Terna (-4,36%) Italgas (-3,11%), Hera (-6,02%), Iren (-5,52%) e Acea (-4,55%).

 

Tassa su extraprofitti: cosa prevede il Decreto Aiuti

Il decreto legge 50/2022, conosciuto come “Decreto Aiuti” ha incrementato dal 10% al 25% l’aliquota del contributo che le società energetiche devono versare sul saldo delle operazioni attive e passive ai fini IVA nel periodo ottobre 2021-aprile 2022, rispetto a quello ottobre 2020-aprile 2021. Questo per cercare di alleggerire l’impatto del rincaro delle bollette di luce e gas. Le imprese colpite dal decreto avrebbero dovuto versare il 40% dell’acconto entro il 30 giugno e il saldo entro il 30 novembre.

Con questa misura il Governo aveva stimato un introito di 4,2 miliardi di euro. Nelle casse dello Stato però è arrivato meno di un miliardo di euro, in quanto molte aziende non hanno onorato l’impegno. Per questa ragione, l’Esecutivo ha attuato una stretta con il “Decreto aiuti bis” stabilendo sanzioni ridotte sulla somma non versata per chi regolarizzerà la posizione entro il 31 agosto e una sanzione del 60% dal 1° settembre in poi.

 

ENI: Gazprom taglia le forniture di gas

Notizie negative per ENI sono arrivate anche dalla Russia. Gazprom ha annunciato di aver ridotto i flussi giornalieri di gas verso l’Italia da 27 a 20 milioni di metri cubi. La mossa si unisce alla chiusura per tre giorni dal 31 agosto del gasdotto Nord Stream, porta principale per l’arrivo di gas alla Germania, adducendo lavori di manutenzione della struttura. Il provvedimento fa il paio anche con l’azzeramento temporaneo sempre per la stessa ragione delle forniture al gruppo francese Engie.

La strategia di Mosca probabilmente è orientata a mantenere alte le quotazioni del gas, ma le intenzioni annunciate da parte dell’Europa di attuare un tetto al prezzo del gas ha contribuito a una diminuzione di valore alla Borsa di Amsterdam. Per evitare una nuova ondata rialzista, è importante che i Paesi dell’Unione Europea diano seguito concretamente al piano, raggiungendo un accordo condiviso durante la riunione del 9 ottobre dei Ministri dell’Ambiente.

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