ETF Bitcoin: Fidelity lancia il suo primo prodotto spot in Canada

In Canada arriva un nuovo ETF su Bitcoin. Il Paese Nord americano sta diventando un mercato degli ETF sulle criptovalute sempre più affollato. Attualmente sono 23 i fondi che investono in Bitcoin ed Ethereum, con 7 gestori che rappresentano un patrimonio complessivo di 5,6 miliardi di dollari. Al momento operano Accelerate Financial Technologies, 3iQ, CI First Asset, Evolve ETF, Horizon ETF, Ninepoint Partners e Purpose Investments. Da oggi si aggiunge Fidelity Investment, il quarto più grande gestore patrimoniale del mondo con 4.200 miliardi di dollari amministrati, che lancerà un ETF su Bitcoin spot a Toronto. Il fondo applicherà una commissione di gestione annuale dello 0,40%, inferiore alla maggior parte dei suoi rivali, con un rapporto spese di gestione stimato al massimo dello 0,95%.

 

ETF Bitcoin spot: la SEC aveva bocciato la richiesta di Fidelity

Al prodotto non potranno avere accesso molti investitori statunitensi perché in USA non sono consentiti ETF cripto sul prezzo spot. Infatti Fidelity aveva 8 mesi fa chiesto alla Securities and Exchange Commission l’autorizzazione per il lancio negli Stati Uniti, ma la richiesta è stata respinta. L’atteggiamento della massima Authority di Borsa americana ha sempre trovato giustificazione nella necessità di voler proteggere gli investitori e l’interesse pubblico da atti e pratiche fraudolente e manipolative.

Questa posizione è stata molto contestata dai fondi, in quanto sostengono che non vi siano le basi per affermare che  ETF su future Bitcoin invece approvati dalla SEC  siano un’attività accettabile per gli investitori. In realtà il derivato presenta alcune criticità che alla lunga potrebbero anche farlo risultare poco conveniente per chi lo detiene.

Prima tra tutte l’effetto contango, che si manifesta quando i future giungono a scadenza e dovranno essere rollati con altri a scadenza più lunga, di norma di prezzo più elevato. Un altro svantaggio deriva dalla tassazione. I contratti futures infatti sono tassati anche sulle plusvalenze non realizzate, di conseguenza le tasse verranno applicate anche se il prezzo di Bitcoin sale ma il derivato non viene venduto.

 

Cosa può rappresentare il lancio di Fidelity?

Il lancio di Fidelity di ETF Bitcoin spot potrebbe avere un seguito in altri grandi gestori che potrebbero presto sviluppare altri prodotti. Invesco ad esempio la scorsa settimana ha servito uno strumento simile sulla Deutsche Börse, l’Invesco Physical Bitcoin ETP. Mentre poco prima lo stesso gestore aveva ritirato la quotazione di un ETF futures Bitcoin negli Stati Uniti. Secondo alcune indiscrezioni anche UBS e State Street Global Advisors si stanno preparando per entrare nel mercato dei contratti spot riguardo le criptovalute.

Le valute digitali ormai sono viste dai principali operatori come strumenti in grado di migliorare il profilo rischio-rendimento del portafoglio d’investimento. Toby Sims di Fidelity International ha affermato che Bitcoin sta assumendo sempre più un ruolo che prima era riservato ad alcuni assets tradizionali come l’oro. La differenza con il denaro stampato dalle Banche Centrali è che ha una quantità limitata e quindi conserverà nel tempo il suo valore. Inoltre possiede la caratteristica di essere più facilmente negoziabile rispetto all’oro.

La presenza di un prodotto regolamentato per Sims è un’ulteriore rassicurazione verso quegli investitori che avrebbero paura a entrare invece in un mercato senza regole come per l’investimento in Bitcoin tout court. Kelly Creelman, vicepresidente senior, prodotti e marketing di Fidelity Investment Canada, sostiene che l’ETF Bitcoin promosso da Fidelity può rappresentare un’ottima diversificazione di un portafoglio tradizionale costituito da azioni e obbligazioni in quanto offre un’esposizione a una tecnologia emergente.