Flat tax super ricchi: quanto potrebbe incassare lo Stato

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Da 100.000 a 200.000 euro. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto omnibus contenente il provvedimento. La flat tax per i super ricchi introdotta nel 2017 dal governo Renzi per attirare i capitali dei più ricchi in Italia potrebbe raddoppiare. Un salasso per i poveri paperoni, all’apparenza. Bisognerebbe infatti essere a conoscenza dei redditi prodotti dai super ricchi per avere un’idea precisa di quanto, in realtà, stiano risparmiando rispetto a un ipotetico assoggettamento all’Irpef che pagano i non ricchi. Il problema è che numeri che permettano di fare questi calcoli non ce ne sono.

 

L’obiettivo della flat tax (fallito?)

L’obiettivo della flat tax introdotta da Matteo Renzi, ovvero portare in Italia gli ultra ricchi strappandoli magari ad altre nazioni con una fiscalità di favore (per esempio la Gran Bretagna), è stato raggiunto. A partire dall’anno di introduzione un crescente numero di paperoni si è installato nella Penisola. Dai 98 del 2017 si è arrivati a superare quota 1.000 nel 2022, 1.136 per la precisione, dei quali 818 capifamiglia e 318 familiari. Ai primi viene applicato un prelievo di 100.000 euro, ai secondi di 25.000 euro, per un incasso totale di 89,8 milioni di euro. Con il raddoppio lo Stato otterrebbe un gettito di 180 milioni di euro circa. Per una nazione in cerca di risorse fresche è una cifra che, come si dice “fa brodo”.

È tuttavia più difficile da capire se l’obiettivo recondito del provvedimento sia stato raggiunto. Questi capitali dove sono andati? In cosa sono stati investiti? Anche in questo caso non ci sono informazioni da esaminare, né tantomeno è previsto un obbligo di investire in Italia. Secondo Knight Frank, almeno in parte sono confluiti nel mercato immobiliare di pregio, in particolare nella città più ambita, Milano. Altre cifre sono state investite in opere d’arte, vini, i cosiddetti passion assets. Poi c’è il wealth management e ci sono i family office, chiamati a gestire le imponenti risorse dei super ricchi. In questo caso tra le scelte di investimento non possono mancare i prodotti finanziari.

Secondo il Wealth Report 2024 di Knight Frank, oltre all’immobiliare di lusso e ai beni “culturali” gli ultra ricchi guardano all’oro (+15%) nel 2023 rispetto al 2022 e alle criptovalute, che lo scorso anno hanno registrato un incremento di investimenti da parte di questa fetta di popolazione del 155%. E poi ci sono i titoli di Stato, che sono stati molto gettonati con i tassi di interesse elevati che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

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Redazione

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