Fondi tematici: crescita eccezionale ma scarse performance, perché?

Fondi tematici: crescita eccezionale ma scarse performance, perché?

Fondi tematici: crescita eccezionale ma scarse performance, perché?

I fondi tematici hanno avuto un autentico boom negli ultimi 10 anni, con una quota di mercato che oggi è 3 volte quella di partenza e che ora occupa il 2,7% di tutti i fondi azionari. In maniera particolare sono l’intelligenza artificiale e la generazione Z i temi che si sono maggiormente messi in luce. In questo momento gli investimenti su questa tipologia di fondi ammontano a oltre 800 miliardi di dollari, una cifra esorbitante rispetto ai 71 miliardi di dollari di fine 2011. Dal 2019 a fine 2021, le attività sono passate da 255 a 806 miliardi di dollari, con afflussi rallentati dal picco del primo trimestre dello scorso anno.

Tra le varie aree continentali è l’Europa ad avere il primato della crescita più rapita, con un quota arrivata al 55%, in vistoso aumento in confronto al 15% del 2022. Negli Stati Uniti viceversa i fondi tematici sono scesi dal 51% al 21% nello stesso lasso di tempo. In termini numerici i lanci dello scorso anno sono stati da record: ben 589, oltre il doppio rispetto ai 271 del 2020, portando il numero complessivo a 1.952. Per quel che riguarda i singoli gestori, il più grande fondo tematico è il fondo svizzero Pictet Asset Management, con 66 miliardi di asset in gestione, seguito a breve distanza da BlackRock. L’ETF Ark Invest di Cathie Wood invece occupa la quinta posizione.

 

Fondi tematici: performance non in linea con la crescita

La crescita straordinaria dei fondi tematici tuttavia non si armonizza con i rendimenti ottenuti in tutti questi anni. In media infatti questi veicoli hanno sottoperformato le azioni. Secondo Kenneth Lamont, analista di fondi senior per le strategie passive di Morningstar, vi sono alcuni fondi che hanno realizzato performance eccezionali ma altrettanti sono stati disastrosi, portando la media generale a fare peggio delle azioni. I migliori risultati sono stati ottenuti all’inizio della pandemia, nel marzo del 2020. Questo ha permesso a oltre la metà dei fondi tematici di battere l’indice Morningstar Global Markets nei 3 anni fino al 2021.

Lamont però puntualizza che nel lungo termine il record non è molto convincente, dal momento che solo il 39% dei fondi tematici nei 5 anni supera l’indice. La statistica degli ultimi 15 anni poi non è molto incoraggiante, poiché più del 75% di tali fondi è stato chiuso e appena il 10% è sopravvissuto con sovraperformance. A cosa è dovuto tutto questo? Lamont ritiene che la ragione principale è da imputare al fatto che le commissioni tendono a essere più elevate se paragonate a quelle dei veicoli non tematici, il che determina una certa erosione dei rendimenti. A questo vi è da aggiungere la caratteristica di modificare le strategie d’investimento via via che i temi si evolvono.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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