Quanto guadagna chi vince il Giro delle Fiandre? - Borsa e Finanza

Quanto guadagna chi vince il Giro delle Fiandre?

Vincitori 2021 Giro delle FIandre (maschile)

Il Giro delle Fiandre è la Classica Monumento che si corre in Belgio ogni anno la prima domenica di aprile dal 1913, quando venne lanciata come strumento promozionale per il quotidiano sportivo Sportwereld. La Ronde è la classica del pavé tanto amata e seguita dagli appassionati che, esclusa la parentesi del 1915-18, è stata disputata persino durante la Seconda guerra mondiale.

Un appuntamento diventato imperdibile grazie al caratteristico percorso fatto di salite corte, strappi ripidi e muri: il Muro di Grammont (in fiammingo Muur van Geraardsbergen, dalla località in cui sorge) è l’icona che ha reso famosa la gara (una rampa secca di 1000 metri e larga appena due che conduce a una cappella in cima ad una collina) e il simbolo della leggendaria corsa dal 1969, l’edizione vinta dal “cannibale” Eddy Merckx.

Dopo l’edizione del 2011, conquistata dal padrone di casa Nick Nuyens, gli organizzatori di Flanders Classics hanno deciso di mandare in pensione il Grammont, salvo ravvedersi qualche tempo dopo, travolti dalle critiche di fiamminghi e valloni insieme, e rimettere l’impervio Totem della Ronde nei circa 260 chilometri del percorso. La seconda delle tre Classiche del Nord è così leggendaria che per molti corridori non conta arrivare al traguardo o come, ma almeno esserci stati. Tuttavia, a conti fatti, quanto guadagna chi vince il Giro delle Fiandre?

Il montepremi delle gare

Il montepremi complessivo lordo del Giro delle Fiandre è di 50.000 euro: è il massimale stabilito dall’UCI (l’Unione Ciclistica Internazionale) e adottato anche da altre Classiche Monumento come la Milano-Sanremo. Come riportato dai documenti ufficiali del Cycling Vlaanderen, la federazione ufficiale fiamminga, i premi vanno ai primi 20 arrivati, distribuiti in questo modo:

  • 20.000 euro al vincitore
  • 10.000 euro al secondo classificato
  • 5.000 euro al terzo
  • 2.500 euro al quarto
  • 2.000 euro al quinto
  • 1.500 euro al sesto e al settimo
  • 1.000 euro all’ottavo e al nono
  • 500 euro dalla decima alla ventesima posizione.

L’imprevedibilità è il fascino della Ronde. Nell’albo d’oro dal 1913 ad oggi, l’italiano Fiorenzo Magni (da Monticello, nella Brianza) è il detentore di un record storico: è stato l’unico a vincere per tre volte consecutive la corsa nel 1949, 1950 e 1951, guadagnandosi il soprannome di Leone delle Fiandre. Ad aver vinto il Giro tre volte come Magni sono stati soltanto i belgi Eric Leman, Johan Museeuw e Tom Boonen e lo svizzero Fabian Cancellara.

Il Belgio è anche il Paese con più vittorie totali, 69 complessive, seguito dai Paesi Bassi a quota 12, dall’Italia a 11, dalla Svizzera a 4 e dalla Francia a 3. Dal 1913 al 1948, prima della tripletta di Magni, l’unico corridore a rompere il dominio dei padroni di casa era stato lo svizzero Heiri Suter, vincitore nell’edizione del 1923. Gli altri italiani che hanno vinto la Ronde sono Dino Zandegù nel 1967, Moreno Argentin nel 1990, Gianni Bugno nel 1994, Michele Bartoli nel 1996, Gianluca Bortolami nel 2001, Andrea Tafi nel 2002, Alessandro Ballan nel 2007 e Alberto Bettiol nel 2019.

La parità dei premi tra uomini e donne, novità 2022

La centoseiesima edizione della Classica dei muri sarà la prima con il montepremi della gara femminile identico a quello della prova maschile. È l’applicazione del progetto Closing the Gap, portato avanti per Flanders Classics Women dalla responsabile Maja Leye. La corsa femminile si svolge dal 2004 e soltanto a partire dall’edizione del 2022 gli organizzatori hanno deciso di eliminare il gender pay gap e pareggiare i montepremi: la vincitrice della gara percepirà quindi lo stesso emolumento del vincitore uomo.

L’obiettivo di Flanders Classics, come ha dichiarato l’amministratore delegato Tomas Van Den Spiegel al quotidiano De Tijd, è “pareggiare i montepremi di tutte le Classiche di Primavera a partire dal 2023”.

Professionismo è la parola chiave per KPMG e Flanders Classics. Qui non stiamo facendo un lavoro sociale. Le risorse sono investite per creare un ciclismo femminile più professionistico. Stiamo fronteggiando ancora tanti ostacoli, come i mancati pagamenti dei diritti televisivi delle corse femminili. Per gli introiti delle sponsorizzazioni e degli accessi VIP dipendiamo inoltre dalla gara maschile che si disputa lo stesso giorno. Invece dobbiamo creare un prodotto che può esistere il più possibile da solo.

La missione dal 2023 è quindi uguagliare i montepremi per tutte le corse di Flanders Classics: oltre al Fiandre, la Omloop Het Nieuwsblad, la Gent-Wevelgem, la Dwars door Vlaanderen (Attraverso le Fiandre), lo Scheldeprijs e la Freccia del Brabante. Complessivamente 180.000 euro moltiplicati per due.

Perché il montepremi femminile è uguale a quello maschile?

È la scelta dell’organizzazione per garantire la parità di genere, dare maggiore attenzione e uguaglianza al movimento femminile e colmare l’enorme disparità retributiva tra i professionisti maschi e le professioniste femmine. Flanders Classics vuole spronare tutto l’ambiente (la federazione, i corridori, le squadre, i media, il pubblico e i cicloturisti) a considerare di pari livello sia il ciclismo professionistico maschile che quello femminile e riuscire a trovare i mezzi e le risorse finanziarie per garantire montepremi identici anche quando il ritorno economico di una competizione non è lo stesso delle altre.

Il dibattito in Belgio e Olanda è nato quando il team ciclistico femminile InternationElles ha condiviso sui social un grafico da ProCyclingStats sui premi in denaro dell’edizione 2021 della Omloop Het Nieuwsblad. Il vincitore della corsa maschile, il canturino Davide Ballerini, ha vinto 16.000 euro; Anna van der Breggen, l’olandese vincitrice della gara femminile, appena 930 euro. In pratica, meno di un sedicesimo del montepremi del collega.

Maja Leye ha specificato in un’intervista a CyclingTips che colmare il gender pay gap è soltanto il primo passo. Se vuole davvero crescere, il movimento femminile ha bisogno di offrire una piccola quota di partenza alle squadre per tutte le gare, incrementare la visibilità mediatica per attirare nuovi sponsor e partner e pareggiare il calendario aggiungendo le gare femminili a quelle corse che ancora non ce l’hanno.

Le gare femminili sono sempre belle da vedere, spettacolari ed emozionanti. Speriamo che tutta l’attenzione si concentri anche su questo, oltre alle polemiche. Dobbiamo usare questa energia e questo slancio a nostro vantaggio.

Podio femminile GIro delle Fiandre
Vincitrici Giro delle Fiandre (c) Flanders Classics

Quanto prendevano prima le donne che vincevano il Giro delle Fiandre?

Per fare un esempio, la vincitrice dell’edizione 2021 della Ronde, l’olandese Annemiek van Vleuten, ha guadagnato 1.300 euro di premio. Tra gli uomini ha vinto il danese Kasper Asgreen (per la seconda volta dopo il primo trionfo del 2011) e il suo premio è stato di 20.000 euro.

Lo stesso vale per Marta Bastianelli. Nel 2019 la ciclista laziale ha vinto nella categoria donne élite con un premio da neanche 1.300 euro, meno del settimo classificato tra gli uomini che ha preso 1.500 euro. “Noi cicliste meritiamo di più, e non è solo questione di montepremi”, è stato lo sfogo della ciclista di Velletri dalle pagine di Repubblica.

Quando Bettiol ha vinto il Fiandre nel 2019, al suo primo trionfo in cinque anni da professionista, è stato insignito del Gonfalone d’argento dal Consiglio regionale della Toscana. In occasione della cerimonia a Palazzo del Pegaso, il ciclista di Poggibonsi ha usato parole durissime rispetto ai montepremi e alla disparità tra professionisti uomini e donne.

Se ti fermi a pensare a quanto guadagni non uscirai in bici. Con i nostri contratti guadagniamo molto ma i montepremi sono davvero bassi. Il vincitore del Giro delle Fiandre prende solo 20.000 euro. Per le donne è anche peggio, Marta Bastianelli ha vinto solo 1.265 euro. È vergognoso e ingiusto perché ha sofferto proprio come me o forse anche di più e il ciclismo femminile è ormai una realtà consolidata. Spero che in un futuro l’UCI si svegli e guardi anche al movimento femminile che nel ciclismo è sempre più presente.

Perché i vincitori guadagnano così poco?

La vittoria al Giro delle Fiandre, come alle altre Classiche Monumento, ha un valore simbolico: tagliare per primi il traguardo serve soprattutto per lanciare la carriera. Ma dietro i guadagni bassi delle corse in linea ci sono anche il massimale stabilito dall’UCI e la complessa amministrazione dei pagamenti. Dal 2019 l’UCI gestisce i montepremi con un sistema centralizzato e trasparente chiamato CPM (Cash Prize Money), voluto per pagare più velocemente i corridori e dal 2022 allargato anche alle donne.

Le organizzazioni delle corse versano i montepremi alla CPA (l’Associazione Internazionale dei Corridori), che si occupa di distribuire i premi ai rispettivi vincitori in base alle classifiche d’arrivo. Tuttavia il CPA, rispetto ai montepremi lordi già decurtati dalle tasse, trattiene il 13,82% tra transition fund (il fondo per l’assistenza previdenziale ai corridori post-ritiro), spese di gestione, quote alle associazioni corridori e contributi alla lotta al doping e spese antidoping. La cifra restante va ai ciclisti, ma bisogna considerare che se il corridore vuole ricevere i soldi direttamente sul proprio conto corrente deve versare altri 2.500 euro a stagione al CPA per le spese amministrative. Se il premio finisce nelle casse della squadra, la quota stagionale si abbassa invece a 1.000 euro.

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