Il Giappone dimentica Fukushima e torna al nucleare, ecco perché - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Il Giappone dimentica Fukushima e torna al nucleare, ecco perché

Il Giappone dimentica Fukushima e torna al nucleare (Tokyo Electric Power)

Il Giappone elaborerà dei piani per il rilancio del settore nucleare entro la fine dell’anno, prevedendo la costruzione di nuovi impianti e anche il riavvio dei reattori bloccati dopo la catastrofe di Fukushima del 2011. Con questa dichiarazione il primo ministro giapponese Fumio Kishida ripropone l’energia nucleare come via d’uscita per il Paese del Sol Levante dalle difficoltà di approvvigionamento energetico.

 

“Da quando è scoppiata la guerra Russia-Ucraina, la situazione energetica globale è cambiata in maniera drastica, quindi bisogna fare il possibile per minimizzare l’impatto sulla vita delle persone”

 

ha affermato il capo di governo nipponico. Già nella prima parte dell’anno Kishida aveva annunciato il riavvio di alcune centrali nucleari dopo che il Giappone era arrivato vicino a un blackout elettrico. La costruzione di nuovi reattori segna un cambiamento di rotta rispetto alla politica governativa tenuta da oltre dieci anni sul nucleare. Il governo giapponese conta sul fatto che i nuovi impianti saranno molto più sicuri ed efficienti. Secondo le previsioni, entro i prossimi dodici mesi le centrali operative saranno portate da 17 a 33 e quelle esistenti vedranno un prolungamento dell’attività.

 

Perché il Giappone riparte dal nucleare

Dal giorno del violento terremoto a Fukushima, seguito dal devastante tsunami che fece saltare i reattori dell’impianto Daichi a Fukushima provocando migliaia di morti, in Giappone non è più stata costruita alcuna centrale nucleare. Ciò ha costretto la terza economia mondiale a utilizzare una maggiore quantità di combustibili fossili, nonostante l’impegno a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni di carbonio entro la metà del secolo. Il Giappone è una grande importatore di energia e ora l’aumento forsennato dei prezzi ha lasciato poche vie d’uscita.

Tom O’Sullivan, fondatore e managing director della società di consulenza energetica Mathyos, ritiene che questo sia il momento giusto per il rilancio del settore nucleare, in quanto Tokyo sta pagando per l’elettricità più della maggior parte dei Paesi del G7, con effetti negativi sulla competitività industriale della Nazione.

Di riaccendere i reattori di Fukushima se ne parla da diverso tempo ma le resistenze all’interno del paese asiatico sono state molto forti. Ora però, con lo scossone portato al mercato dell’energia dall’invasione militare dell’Ucraina, le priorità potrebbero essere cambiare. Il fabbisogno energetico della popolazione potrebbe prevalere sui timori e sui cattivi ricordi che Fukushima ancora suscita. Tanto che, secondo gli ultimi sondaggi, sembra che oltre il 60% dei giapponesi sia favorevole al riavvio delle centrali nucleari. Frank Ling, capo scienziato dell’Istituto antropocenico, addirittura ritiene che Tokyo potrebbe vendere tecnologie nucleari a tutto il sud-est asiatico, dove le necessità di sviluppo energetico sono impellenti.

 

Il Giappone modello per altri Paesi?

Se il Giappone porterà avanti il progetto di costruire nuove centrali nucleari, oltre alla riattivazione dei reattori spenti, potrebbe fare da battistrada per altri Paesi ancora riluttanti e che stanno soffrendo i tira e molla di Mosca sulle forniture del gas. La Germania, per esempio, è uno dei membri dell’Unione europea più esposti al ricatto russo e potrebbe abbandonare i piani di uscita definitiva dal nucleare. Potrebbe così sfilarsi dal cappio della dipendenza dal gas russo. Anche altre nazioni europee potrebbero seguire la svolta del Giappone. In Europa, finora, la Francia è l’unica a essere rimasta ancorata alla sua politica di sviluppo nucleare, riuscendo così a evitare la crisi energetica.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *