Il viceministro Kukies: "Il pareggio di bilancio? In Germania è un valore"

IL PAREGGIO DI BILANCIO? IN GERMANIA E’ UN VALORE

Kukies

Così il viceministro delle Finanze tedesco Kukies: “Italia? Pochi spazi sul deficit”

Si raffreddano le aspettative di una politica fiscale ultra espansiva in Germania. L’atteggiamento appare riconducibile alle parola del Vice Ministro delle Finanze Tedesco Jörg Kukies. Che senso ha spingere la spesa pubblica in un contesto di disoccupazioni sui minimi? Ha indicato il numero 2 al dicastero dell’economia tedesca. Le dichiarazioni sono state raccolte dal Corriere della Sera nel corso della sua presenza nel week end scorso a Cernobbio.

Il politico ed ex banchiere tedesco commenta anche la possibile apertura dell’Unione Europea all’Italia in tema di deficit e debito. “Meglio che l’Italia si concentri sulle riforme di istruzione e giustizia, introdurre deroghe alle regole di bilancio rischia di complicarle ed invece dobbiamo semplificarle”.

Nella sostanza il semaforo verde al Governo Giallo Rosso dalla Germania su spesa pubblica in deficit oltre certi limiti non sembra arrivare. Il colori del Governo sono cambiati ma le regole e l’approccio macro rimane quello. Le speranze erano lievitate dopo che alcuni esponenti politici di rilievo europei avevano salutato con favore il nuovo esecutivo. Non da ultimo proprio le difficoltà economiche della Germania negli ultimi trimestri avevano contribuito ulteriormente all’idea di un maggiore allargamento della spesa pubblica in deficit.

Tornando proprio alla Germania ed alla questione della spesa pubblica al Ministero sembrano aspettare prima segnali incontrovertibili di debolezza dal mercato del lavoro per poi intervenire. Una politica fiscale ultra espansiva farebbe evidentemente lievitare i rischi di inflazione a fronte di una scarsa efficacia vista la piena occupazione.

La Germania, sempre secondo Kukies, sta già praticando una politica fiscale espansiva: “le scuole materne sono diventate gratuite, gli investimenti sono aumentati fino al 7% nel 2019 rispetto al 2018”.

I mercati hanno fatto affidamento nelle ultime settimane ad una manovra da 50 miliardi in Germania, con stimoli ai consumi interni ed maggiori investimenti.

Al momento in Germania il debito pil viaggia al 58%, anche con una manovra da 50 sarebbero sotto il 60% (l’obiettivo che si sono dati e stabilito dai trattati internazionali con l’Europa), Una manovra da 50 miliardi di euro porterebbe il rapporto debito pil al 59,5%, quindi comunque sotto l’asticella che si sono dati, da qui le pressioni interne ed internazionali.

Kukies esponente di primo piano

Le parole di Kukies vanno tenute in serie considerazione per 2 motivi. Il primo è che Kukies pur essendo il numero 2 all’economia vanta un cirriculum più tecnico rispetto al titolare dell’economia (Olaf Scholz). Kukies è stato responsabile del desk azionario e reddito fisso a Londra per Goldman Sachs e poi ad della stessa banca in Germania. Il secondo è che Kukies fa parte dell’Spd e può vantare una lunga militanza in questo partito, è stato perfino Segretario dei Giovani Socialdemocratici.

Se perfino i Socialdemocratici sono tiepidi su questi temi risulta complicato vedere nell’immediato una politica ultraespansiva. Di recente anche il numero uno della Banca Centrale Tedesca ha mostrato qualche riserva. Stop anche dall’altro partito componente la maggioranza in Germania, la Cdu tedesca.

Negli ultimi giorni la cancelliera, Angela, Merkel, ha ribadito dinanzi al parlamento tedesco che non intende derogare al principio del pareggio di bilancio.

A favore di politiche fiscali accomodanti rimane la Confidustria tedesca, la Cbi ed alcuni esponenti di Verdi ed Spd.

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