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Infortuni a scuola: chi citare, risarcimento INAIL, normativa

Gli infortuni a scuola non sono così infrequenti come si può immaginare. Gli incidenti a studenti e insegnanti nelle scuole pubbliche e private hanno avuto un picco nel 2019 con 81.839 casi tra gli studenti e una riduzione a 41.766 incidenti denunciati nel 2021, complice il periodo di sospensione delle attività didattiche in presenza dovuto alla fase pandemica. La più alta concentrazione di infortuni, sia tra studenti che tra insegnanti, avviene nelle scuole pubbliche del Nord-ovest, staccate nettamente da quelle di Sud e isole. Ma come ci si deve comportare in caso di danno? Vediamolo qui.

 

Infortuni a scuola: la normativa

Se uno studente si fa male a scuola nell’orario che va dall’ingresso all’uscita dall’istituto, quest’ultimo è ritenuto responsabile e deve risarcire i danni. Gli insegnanti hanno infatti l’obbligo di custodia e vigilanza sugli alunni. A stabilirlo è l’articolo 2048 comma 2 del codice civile, secondo cui “i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza”. È per questo motivo che la legge obbliga le scuole a sottoscrivere una polizza assicurativa sugli infortuni presso l’INAIL per ogni singolo studente. L’assicurazione scolastica serve a coprire l’istituto dalle eventuali richieste di risarcimento avanzate da genitori e tutori o dall’alunno stesso qualora maggiorenne.

È sempre la scuola a dover eventualmente dimostrare che l’incidente non c’è stato oppure è avvenuto per una causa non imputabile all’istituto o all’insegnante. Gli infortuni più frequenti sono le lesioni auto inferte, quelli che avvengono accidentalmente durante l’ora di educazione fisica, causati da un altro compagno oppure dovuti alla mancata manutenzione dell’edificio. La responsabilità è sempre della scuola per le lesioni auto inferte (caduta dalle scale, inciampo o scivolone sul pavimento, chiusura della mano in una porta, utilizzo scorretto degli strumenti di gioco e sportivi) e per la mancata manutenzione dell’edificio scolastico (un vetro rotto non segnalato, il pavimento dissestato, un gradino sconnesso). Diverso il caso dei danni subìti dal comportamento di un altro studente come risse, spintoni, cadute e violenze durante le pause o le ore di eduzione fisica: in queste situazioni, sono chiamati a risponderne la scuola, l’insegnante e i genitori dell’alunno responsabile del danno.

Gli infortuni a scuola riguardano anche gli insegnanti, che per l’assistenza possono rivolgersi ai patronati o all’INPS. La tutela sugli infortuni è disciplinata dal D.P.R. n. 1124 dei 30 giugno 1965, il Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. L’articolo 4 comma 5 specifica che ad essere coperti sono “gli insegnanti e gli alunni delle scuole o istituti di istruzione di qualsiasi ordine e grado, anche privati, che attendano ad esperienze tecnico-scientifiche od esercitazioni pratiche, o che svolgano esercitazioni di lavoro; gli istruttori e gli allievi dei corsi di qualificazione o riqualificazione professionale o di addestramento professionale anche aziendali, o dei cantieri scuola, comunque istituiti o gestiti, nonché i preparatori, gli inservienti e gli addetti alle esperienze ed esercitazioni tecnico-pratiche o di lavoro”.

Il D.P.R. stabilisce all’articolo 53 comma 1 che il datore di lavoro (la scuola e il dirigente) deve presentare all’INAIL la denuncia per tutti gli infortuni accaduti ai lavoratori che siano prognosticati non guaribili entro tre giorni, indipendentemente da ogni valutazione clinica sulla ricorrenza degli estremi di legge per l’indennizzabilità. La denuncia va presentata insieme al certificato medico già trasmesso all’INAIL entro due giorni da quello in cui la scuola ha avuto notizia dell’infortunio.

 

Chi citare in caso di infortuni a scuola?

La scuola: l’istituto è l’unico soggetto ad avere sempre una responsabilità aggravata per gli infortuni degli alunni (e dei professori) durante l’orario scolastico. Si parla di culpa in vigilando, ovvero di colpa nel vigilare da parte dell’insegnante e quindi della scuola. È all’istituto che si può chiedere il risarcimento dei danni subiti per la violazione di quest’obbligo. L’insegnante diventa responsabile diretto solo nei casi di incidenti dovuti alla condotta violenta di un altro studente, insieme ai genitori di quest’ultimo.

Per ottenere il risarcimento dall’INAIL, il genitore dello studente che ha subìto l’incidente deve dimostrare:

  • il fatto storico, ovvero l’incidente (caduta, scivolone e qualsiasi altro episodio da cui è derivato l’infortunio);
  • la tempistica e il luogo, quindi che il fatto è avvenuto durante l’orario scolastico e all’interno del’istituto;
  • il nesso di causalità, ossia la dimostrazione che il danno fisico è conseguenza del fatto storico indicato;
  • il danno, cioè i documenti (i verbali di pronto soccorso, le relazioni dei medici) che provano una lesione permanente o temporanea dell’integrità fisica dello studente.

 

La procedura per il risarcimento INAIL

Il genitore di uno studente che ha avuto un infortunio a scuola deve accompagnarlo immediatamente al pronto soccorso e conservare il verbale di ingresso che riporta tutti i dati relativi. I medici procedono a refertare le lesioni riportate: a quel punto, al momento delle dimissioni, è utile tenere il foglio di dimissioni con il referto (fondamentale per provare il nesso di causalità), la terapia da seguire, gli eventuali esami da effettuare e la prognosi.

Non bisogna mai cestinare i certificati e i referti del medico di famiglia, le fatture e i ticket sanitari pagati perché saranno tutti risarciti. La visita medico legale servirà per calcolare il danno e stabilire i postumi. Sulla base di questa quantificazione, si può procedere alla richiesta di risarcimento con una lettera scritta, inviata alla scuola e al suo dirigente in collaborazione con un legale. A questa lettera è bene allegare la documentazione medica completa. Sarà la scuola ad accogliere la richiesta di risarcimento o a respingerla se ritiene di aver operato correttamente.

L’onere della prova è a carico della scuola. Le richieste di risarcimento per un incidente avvenuto nel perimetro dell’istituto e negli orari didattici sono respinte soltanto se si ritiene che il danno si è verificato a causa di un evento imprevedibile ed inevitabile o che insegnanti e personale hanno adottato tutte le misure necessarie a garantire la massima sicurezza degli studenti. Il risarcimento e i costi per le spese legali sono pagati in genere dall’INAIL, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro che garantisce la copertura per gli infortuni nelle scuole. Infine, se la scuola si rifiuta di pagare il risarcimento, è possibile citare in giudizio l’istituto e procedere ad una causa civile che si concluderà con una sentenza. In questi casi, sarà un giudice a decidere sulla controversia.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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