A distanza di soli tre giorni dall’avvio dei saldi in tutta Italia, oggi ha preso il via uno degli eventi più attesi per lo shopping online: l’Amazon Prime Day. Una quattro giorni di sconti in ogni settore (fino all’11 luglio) che, come da tradizione, “genererà miliardi di dollari in poche ore, trasformandosi in uno strumento per trainare abbonamenti, margini e quote di mercato”, spiega Gabriel Debach, market analyst di eToro.
Amazon Prime Day: le stime sulla spesa complessiva
Introdotto nel 2015 per celebrare il 20esimo anniversario dell’azienda, l’Amazon Prime Day coinvolge ventisei Paesi offrendo milioni di prodotti in promozione. Ma dietro la superficie dello sconto si nasconde molto di più: “Il Prime Day è diventato un indicatore della domanda globale, un banco di prova per la logistica, un osservatorio sullo stato reale dei consumi”, dice Debach che lo ritiene anche un test per lo stesso servizio Prime, definito “più di una leva promozionale”, un “ecosistema”.
Infatti, se nel primo trimestre 2016 i ricavi da abbonamento erano pari a 1,3 miliardi, nel primo trimestre del 2025 sono volati a 11,7 miliardi, rappresentando il 7,5% del fatturato e crescendo a un ritmo composto vicino al 25% annuo. Non è un caso se JP Morgan stima 350 milioni di abbonati entro fine anno, rispetto ai 200 milioni del 2021. Con ricavi annui superiori a Netflix, Spotify e Walmart, margini elevatissimi e uno scontrino medio doppio rispetto a un utente non Prime, “è l’asset più strategico dell’intero modello Amazon”, aggiunge Debach.
Secondo una previsione di Adobe Analytics pubblicata ieri, la spesa online durante l’Amazon Prime Day dovrebbe salire fino a 23,8 miliardi di dollari tra i rivenditori statunitensi, in quanto gli acquirenti cercheranno forti sconti su articoli per il rientro a scuola, dall’abbigliamento all’elettronica. Secondo il rapporto, le vendite dall’8 all’11 luglio dovrebbero aumentare del 28,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Durante lo scorsa edizione, per esempio, i rivenditori hanno registrato vendite online per 14,2 miliardi di dollari durante i due giorni.
Nel dettaglio, secondo le previsioni di Adobe Analytics, gli sconti più consistenti saranno quelli sull’abbigliamento, al 24%, rispetto al 20% dello scorso anno, mentre gli sconti sull’elettronica dovrebbero scendere leggermente al 22%. Si prevede inoltre un aumento delle vendite di zaini, cestini per il pranzo e articoli essenziali per l’università, tra cui cuffie e computer. Inoltre, la società prevede che l’utilizzo del buy now pay later aumenterà leggermente durante l’evento Prime Day, rappresentando l’8% della spesa online complessiva rispetto alla quota del 7,6% dello scorso anno.
Come reagiscono le azioni Amazon
Second0 l’analisi di eToro, dal 2015 a oggi la performance media del titolo Amazon nella giornata del Prime Day è negativa (-0,13%). Negli ultimi due anni la tendenza si è invertita, ma il dato storico pesa. Nel 2025, il titolo guadagna appena l’1,8% da inizio anno, ancora sotto i massimi. Eppure i numeri ci sono. Nel primo trimestre del 2025 ha visto ricavi in crescita del 10% a cambi costanti, utile operativo a 18,4 miliardi (+20%) e utile netto a 17,1 miliardi (+64%). La logistica ha segnato un nuovo record di consegne in giornata o il giorno successivo. La rete di fulfillment è ormai regionalizzata.
Se il retail è il volto pubblico di Amazon, il motore è altrove. È in Amazon Web Services. Nel primo trimestre, la divisione cloud ha generato 29,3 miliardi di dollari (+17%) con un margine operativo del 39,5%. AWS oggi vale più del retail Usa in termini di profitti. E continua a espandersi grazie all’AI generativa, ai chip proprietari (Trainium2), alla piattaforma Bedrock e all’assistente Amazon Q. Il business ha superato i 117 miliardi di run-rate annuale, e continua a crescere in tripla cifra sulle applicazioni AI. È AWS a sorreggere la valutazione del titolo, ed è lì che si gioca la vera competizione futura.
Anche la pubblicità corre: Amazon Ads ha generato 13,9 miliardi nel trimestre (+19%), grazie alla sua capacità di unire targeting, reach e ambienti ad alto engagement come Prime Video, Music, Twitch e sport in streaming. È una piattaforma full-funnel, scalabile e ad alta redditività. E poi c’è Alexa+. Il nuovo assistente AI è già operativo negli Stati Uniti. Capace di comprendere e agire, orchestrare dispositivi e routine, e offrire risposte conversazionali più naturali. Non è solo una novità tecnica. È il volto di una strategia più profonda: far convergere retail, AI e abbonamento in un’unica esperienza fluida.
Il confronto tra Amazon e Walmart
Amazon è oggi il primo retailer globale per capitalizzazione di mercato, con un valore di oltre 2.370 miliardi di dollari, quasi tre volte quello di Walmart, fermo a 792 miliardi. Ma se si guarda ai ricavi, la classifica si inverte: Walmart resta il numero uno per fatturato, con 685 miliardi di dollari negli ultimi dodici mesi, contro i 650 miliardi di Amazon.
Il colosso di Bentonville ha raggiunto 100 miliardi di dollari di ricavi dall’eCommerce nel 2024. E quest’anno ha esteso la durata dei suoi Walmart Deals a sei giorni, in risposta all’allungamento del Prime Day da due a quattro. Due modelli sempre più simili: Amazon ha Prime, Walmart ha Walmart+. Entrambi puntano sulla membership per fidelizzare e anticipare la spesa back-to-school, sottraendo domanda al terzo trimestre.









