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Intel: 20 miliardi di dollari dal governo USA per produrre chip

Intel: in arrivo 20 miliardi di dollari dagli USA per la produzione di chip

Intel riceverà dal governo americano circa 20 miliardi di dollari per espandere le sue fabbriche di chip. Il denaro sarà distribuito sotto forma di sovvenzioni per 8,5 miliardi di dollari e di prestiti per 11 miliardi di dollari, secondo quanto comunicato dal Dipartimento del commercio USA. Ciò servirà a sostenere un progetto di investimenti negli Stati Uniti per oltre 100 miliardi di dollari, dispiegati nella produzione di semiconduttori di fascia alta, e nella ricerca e  sviluppo di attrezzature e progetti di packaging. Si aggiunge inoltre la previsione di un credito di imposta che potrebbe coprire fino al 25% delle spese in conto capitale.

Intel ha dichiarato che utilizzerà i fondi per fabbriche e centri di ricerca in Arizona, Ohio, New Mexico e Oregon. Gli stanziamenti avverranno in diverse tranche, dopo una fase di due diligence. L’entità dell’importo sarà stabilita sulla base degli obiettivi di produzione e di altri parametri che verranno definiti dal Dipartimento del commercio. Le prime erogazioni potrebbero essere effettuate verso la fine del 2024, ha comunicato il Dipartimento. Si stima che, grazie ai progetti di Intel, verranno creati oltre 30 mila posti di lavoro nel settore edile e manifatturiero. Il primo degli impianti in Arizona dovrebbe essere avviato quest’anno, mentre Intel prevede che in Ohio la costruzione terminerà a fine 2026.

 

Intel: cosa significano i fondi per l’azienda

il segretario del Dipartimento del commercio, Gina Raimondo ha dichiarato: “Sarà la più grande sovvenzione per i produttori di chip mai effettuata”. Il Chips Act USA ha finora stanziato  circa 39 miliardi di dollari in sovvenzioni, che si uniscono a 75 miliardi di dollari in prestiti e garanzie. L’obiettivo è  di attirare i produttori di chip per costruire stabilimenti negli Stati Uniti, invertendo uno spostamento verso l’Asia che dura da decenni. Raimondo ha precisato che il 20% dei semiconduttori avanzati a livello mondiale dovranno essere prodotti in USA entro il 2030 e in questo contesto Intel ha un ruolo fondamentale.

Il progetto per l’azienda con sede a Santa Clara, California, significa molto dopo che negli ultimi anni è aumentata la distanza dalle rivali Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. e Samsung Electronics, che si stanno espandendo negli Stati Uniti e che riceveranno gli stanziamenti del Chips Act nelle prossime settimane. In precedenza hanno ricevuto fondi anche BAE Systems Plc, Microchip Technology e GlobalFoundries. Ora in lizza vi sono oltre 600 aziende.

Intel ha bisogno quindi del cambio di marcia nell’ambito della strategia dell’amministratore delegato Pat Gelsinger di rendere l’azienda più competitiva. Recentemente, l’a.d. ha intensificato gli sforzi per aumentare l’offerta, creando anche un’attività di produzione di chip per altre aziende e assicurandosi il gigante Microsoft come cliente. Tuttavia, Gelsinger ritiene che ci sia bisogno di un “Chips Act II” per sostenere il settore.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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