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Intel compra Tower Semiconductor per 5,4 miliardi

Intel compra Tower Semiconductor per 5,4 miliardi

La crisi dei chip ha spinto Intel a fare shopping e ad acquistare la società israeliana Tower Semiconductor per 5,4 miliardi di dollari. Nel dettaglio Intel pagherà 53 dollari per azione rispetto ad un closed di ieri sera a Wall Street di  33,13 dollari.

Tower Semiconductor realizza chip di radio frequenza, di potenza, soluzioni in silicio-germanio (SiGe) e sensori industriali servendo settori ad alta crescita come quello mobile e automotive.

L’acquisizione dovrebbe permettere ad Intel di espandere la sua capacità produttiva all’interno della strategia IDM 2.0 che l’ha portata a varare nel 2021 i nuovi Intel Foundry Services (IFS), tramite i quali l’azienda si propone come produttore di chip per conto terzi mettendosi in competizione con realtà come TSMC e Samsung.

“Questo accordo consentirà a Intel di offrire un’ampia gamma di processi all’avanguardia e tecnologie speciali differenziate su processi maturi, sbloccando nuove opportunità per i clienti esistenti e futuri in un’era di domanda senza precedenti per i semiconduttori” ha affermato il Ceo Pat Gelsinger.

 

Azioni Intel: analisi tecnica e strategie operative

E’ un trend fortemente ribassista quello presente sul titolo Intel che, dopo aver toccato i top di periodo nel 2021 in area 68 dollari, in queste prime settimane del nuovo anno è sceso fin verso i forti supporti situati nei pressi dei 46-47 dollari .

Nel breve periodo importante sarà ora la tenuta di questi livelli per mettere in campo un rimbalzo che potrebbe spingersi in direzione delle prime resistenze poste nei pressi dei 50 dollari. Con l’eventuale break di questa fascia di prezzi il titolo andrebbe a disegnare un doppio minimo, figura di inversione rialzista, il quale aprirebbe le porte ad una prosecuzione del recupero che potrebbe anche spingersi verso i massimi del 2022 in area 56,20 dollari.

Al contrario discese sotto i 46 dollari confermerebbero il trend discendente in essere che a quel punto spingerebbe velocemente il titolo in prima battuta verso i 45 dollari e a  seguire in direzione dei minimi del 2020 posti tra i 43,50-44 dollari.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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