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Invesco guarda ai Treasury di lungo termine, ecco il nuovo ETF

Uno stemma del Tesoro USA

Il ritrovato interesse degli investitori per le obbligazioni trova risposta nelle proposte degli asset manager. I titoli obbligazionari, dopo aver accumulato ingenti perdite nel corso dell’anno, quotano ora su livelli molto bassi. Per esempio l’indice Bloomberg US Long Treasury Index, che raccoglie le obbligazioni statunitensi a tasso fisso con scadenza superiore ai dieci anni, quota sui livelli di sette anni fa. L’ indice è stato scelto come benchmark da Invesco per l’Invesco US Treasury Bund 10+ Year UCITS ETF. Il fondo passivo aggiunge un tassello alla gamma del gestore lungo la curva dei rendimenti dei titoli di Stato USA, che già prevede ETF sulle scadenze 0-1 anni, 1-3 anni, 3-7 anni e 7-10 anni.

 

Le caratteristiche dell’ETF proposto da Invesco

L’Invesco US Treasury Bund 10+ Year UCITS ETF punta a replicare la performance di Bloomberg US Long Treasury Index che misura la performance del debito nominale a tasso fisso denominato in dollari USA emesso dal Tesoro statunitense su scadenze superiori ai 10 anni. Da inizio anno l’indice ha una performance negativa del 30%
L’ETF obbligazionario è identificato dall’ISIN IE00BKWD3743 e ha una commissione di gestione dello 0,06%, un minimo per i bond su Treasury in Europa. La composizione al 18 ottobre 2022 vede una maggioranza assoluta di obbligazioni a lunghissimo termine, con scadenza pari o superiore ai 20 anni, che rappresentano il 65,8% del peso complessivo mentre il 34% dell’asset allocation è costituita da bond con scadenza compresa tra 10 e 20 anni.

 

Le prospettive per il mercato obbligazionario

Ci sarà ancora da soffrire ma per la metà del 2023 potrebbero esserci le prime schiarite. Potrebbero essere riassunte così le previsioni del tempo sui mercati obbligazionari del team Global Investment Grade Credit di Invesco. Nell’outlook di metà anno, Invesco dichiara di attendersi un rallentamento della crescita economica a causa della stretta delle condizioni finanziarie. Ciò significherebbe che “stiamo entrando nelle fasi avanzate del ciclo economico in cui i titoli di Stato e le obbligazioni societarie investment grade di norma sovraperformano le asset class più rischiose, come per esempio le azioni”. Dopo un periodo difficile gli analisti dell’asset manager ripongono maggiore ottimismo nell’asset class che ora mostra rendimenti che non si vedevano dai tempi della crisi del debito sovrano nel 2011.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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