Il mercato turco del risparmio gestito cambia volto. Azimut ha firmato un accordo vincolante per rilevare il 100% di Yapı Kredi Portföy Yönetimi, la società di gestione patrimoniale di Yapı ve Kredi Bankası, quarto gruppo bancario privato del Paese. Nasce così una piattaforma da circa 29 miliardi di euro di masse gestite, che porta il gruppo milanese al secondo posto tra gli asset manager turchi.
L’operazione, annunciata il 29 luglio 2026, si accompagna a un’alleanza distributiva esclusiva della durata di 15 anni, che apre ad Azimut le porte di una rete da oltre 18 milioni di clienti.
In questo articolo:
- Azimut si prende il secondo posto nel mercato turco
- Azimut apre la porta a 18 milioni di clienti
- Il track record di Azimut Portföy dal 2011 a oggi
- I numeri dietro l’operazione
- Il semestre che vale un anno
Azimut si prende il secondo posto nel mercato turco
Fondata nel 2002 e con sede a Istanbul, Yapı Kredi Portföy gestisce una gamma di 136 fondi (119 comuni e 17 pensionistici) che servono clienti retail e istituzionali in tutta la Turchia, per un patrimonio complessivo che a giugno 2026 superava i 25,9 miliardi di dollari, pari a un’8% di quota di mercato e al quinto posto nel settore del risparmio gestito locale.
Il team di 70 professionisti della società confluirà nella struttura di Azimut al closing dell’operazione. Con il perfezionamento della transazione, le masse gestite complessive del gruppo in Turchia saliranno a circa 29 miliardi di euro (33 miliardi di dollari), un livello che colloca Azimut al secondo posto tra gli asset manager del Paese e rende la Turchia il terzo mercato del gruppo a livello globale per patrimoni gestiti.
Il corrispettivo dell’operazione ammonta a circa 305 milioni di euro (349 milioni di dollari), esclusa la cassa a bilancio di YKP al closing e una componente di earn-out legata alla crescita futura, per un multiplo prezzo/utile pari a 7 volte l’utile netto atteso per il 2026. Alessandro Zambotti, ceo e cfo di Azimut, ha definito l’operazione “un impiego di capitale altamente efficiente”, sottolineando come generi “un contributo stimato all’utile netto combinato pro-forma compreso tra 65 e 75 milioni nel 2026”.
Azimut apre la porta a 18 milioni di clienti
Al perfezionamento della transazione, Azimut e Yapı Kredi sigleranno un accordo di distribuzione esclusiva della durata di 15 anni, il primo del suo genere nel mercato turco del risparmio gestito. L’intesa garantirà ad Azimut l’accesso alla rete nazionale della banca, composta da oltre 730 filiali, più di 5.000 relationship manager dedicati e una base di oltre 18 milioni di clienti, sostenuta da una solida offerta digitale.
Yapı ve Kredi Bankası, fondata nel 1944 come prima banca privata turca a presenza retail nazionale, conta oltre 14.000 dipendenti e più di 6.000 sportelli automatici; a marzo 2026 l’istituto ha riportato un patrimonio totale consolidato di 85 miliardi di dollari, un risultato operativo annualizzato di 7,8 miliardi e un utile netto di 1,9 miliardi di dollari, con un RoATE del 31,5% e un Cet1 del 9,7%.
Gökhan Erün, ceo di Yapı Kredi, ha commentato: “Crediamo che questa partnership strategica, prima nel suo genere nel mercato del risparmio gestito in Turchia, creerà un valore significativo per i nostri clienti, unendo la forza distributiva di Yapı Kredi con l’esperienza internazionale negli investimenti di Azimut”, aggiungendo che l’alleanza “libera un immenso potenziale di crescita”.
Il track record di Azimut Portföy dal 2011 a oggi
Presente in Turchia dal 2011 attraverso la controllata Azimut Portföy Yönetimi (AZP), il gruppo ha costruito negli anni una rete proprietaria di 44 consulenti finanziari dedicati all’offerta di soluzioni di asset management nei mercati pubblici e privati. La piattaforma gestisce oggi oltre 6 miliardi di euro di masse attraverso 152 fondi, al servizio di oltre 45.600 investitori e di circa 1.700 clienti retail e istituzionali, ed è stata la prima società di gestione del risparmio indipendente del Paese ad aprire uffici regionali ad Ankara, Smirne, Bursa e Bodrum.
Tra il 2019 e giugno 2026 le masse gestite da AZP sono cresciute di 11 volte, superando i 6 miliardi di euro, mentre l’utile netto è aumentato di 22 volte fino a raggiungere 24 milioni di euro. Giorgio Medda, ceo di Azimut, ha ricordato che dal 2011 il gruppo ha “creduto fermamente nella potenzialità dell’economia turca, costruendo da zero un team altamente qualificato e leader di mercato composto da oltre 100 professionisti”, definendo l’operazione la “seconda importante partnership strategica” del gruppo con una banca di primo piano nel mercato di riferimento.
I numeri dietro l’operazione
L’operazione si inserisce in un mercato turco del risparmio gestito che ha registrato un’espansione superiore a 5 volte in dollari dal 2020, secondo i dati dell’Associazione dei mercati dei capitali turchi, superando i 300 miliardi di dollari di masse totali grazie a una popolazione numerosa e giovane e alla stabilizzazione dei mercati finanziari locali. Secondo Medda, una volta perfezionata l’operazione porterà il contributo del business internazionale “a circa il 50% delle nostre masse totali core e a circa il 30% degli utili attesi”, in linea con il piano strategico Elevate 2030 e con un posizionamento che il manager descrive come quello di “una piattaforma globale di consulenza finanziaria multigenerazionale che assiste oltre 2,5 milioni di clienti”.
L’acquisizione è supportata da un finanziamento interamente garantito sottoscritto da Citibank, con un debito lordo pro-forma che si prevede resterà ben al di sotto di 1 volta l’ebitda dell’esercizio 2025. Citigroup Global Markets Europe AG ha agito come advisor finanziario esclusivo di Azimut. Il closing è atteso entro dicembre 2026, subordinatamente alle approvazioni regolamentari e alle consuete condizioni sospensive.
Il semestre che vale un anno
Il capitolo turco si intreccia con un momento di slancio più generale per il gruppo, testimoniato dai numeri del semestre appena chiuso. Nel mese di giugno 2026 Azimut ha registrato una raccolta netta totale di 508 milioni di euro, di cui 898 milioni destinati alle soluzioni gestite, portando il dato cumulato del primo semestre a 8,1 miliardi di euro, pari all’81% della guidance annuale fissata a 10 miliardi.
Le masse totali del gruppo hanno raggiunto i 157,9 miliardi di euro, in crescita del 12,1% da inizio anno, con un contributo particolarmente robusto dall’area EMEA, salita a 13,2 miliardi (+24,1%), e dalle masse gestite nei private markets turchi, attestatesi a circa 220 milioni di dollari.
“La performance di giugno dimostra ancora una volta la validità del nostro modello di business, globale e diversificato”, ha dichiarato Zambotti aggiungendo che la raccolta nelle soluzioni gestite rappresenta “un chiaro segnale della fiducia che i clienti continuano a riporre in noi”. Il manager ha inoltre richiamato il perfezionamento dell’acquisizione strategica di Unifinance nelle Americhe, che permette al gruppo di “potenziare i servizi a una clientela di alto profilo, facendo leva su una piattaforma globale integrata”, definendo il risultato semestrale un percorso chiaro verso “un ulteriore anno di crescita significativa per i nostri stakeholder”.









