Investire in Cina adesso? Ecco cosa pensano le banche d'affari
Cerca
Close this search box.

Investire in Cina adesso? Ecco cosa pensano le banche d’affari

Investire in Cina adesso? Ecco cosa pensano le banche d'affari

E’ giunta l’ora di investire in Cina? Fino a poco tempo fa gli investitori stranieri stavano lontani dalle azioni della Cina. La ragione era semplice: il Paese si trovava nel pieno di una repressione normativa come poche altre volte si è visto nel territorio cinese. A essere colpita una serie diffusa di settori di attività: dal tecnologico ai videogames, ai tutor scolastici, all’immobiliare. Le motivazioni sono state le più disparate ma tutte convergenti a un unico grande obiettivo: fare della Cina uno Stato dove la ricchezza deve essere equamente distribuita tra la popolazione. In questo si inquadra il mantra della prosperità comune portato avanti da Xi Jinping e che da oggi in avanti farà da sfondo a qualsiasi azione delle Autorità istituzionali. Il prezzo che il Dragone ha dovuto pagare è stato caro. Gran parte delle società tecnologiche colpite al cuore dalla regolamentazione ha dimezzato la propria capitalizzazione e gli azionisti hanno perso una fetta importante dei loro investimenti. Il settore immobiliare sta vivendo una crisi che rischia di essere senza ritorno e di fare metastasi sul sistema finanziario. E molte aziende hanno frenato i loro piani di sviluppo evitando di diventare pubbliche per paura che dallo scranno del giudice implacabile calasse la mannaia regolamentare. Tutto ciò ha generato inevitabilmente un rallentamento della crescita che ha preoccupato non poco la People’s Bank of China, prodigatasi in misure di allentamento monetario per cercare di rilanciare l’economia.

 

Investire in Cina: le opinioni delle banche d’affari

Adesso però la situazione sembra essersi acquietata e l’impressione è che, passata la buriana, il Paese sia pronto a ripartire come prima, ma con una crescita più sana. Giocoforza gli investitori stranieri tornano a investire in Cina, guardandola con occhi diversi rispetto a qualche mese fa. 

Credit Suisse ha portato i titoli cinesi a sovrappeso nel suo rapporto sulla strategia azionaria globale per il 2022, invertendo il giudizio rilasciato circa un anno fa. Il motivo del cambio di visione deriva dalla politica monetaria. La banca svizzera sottolinea come mentre in altri Paesi viene inasprita, in Cina viceversa è allentata. 

Inoltre Credit Suisse prevede che tutta l’incertezza normativa che si è vissuta fino ad oggi tenderà ad affievolirsi a marzo, dopo che sarà effettuata la riunione parlamentare nazionale. La situazione rimarrà stabile fino al Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese che si terrà in autunno, dove presumibilmente verrà consegnato il terzo mandato a Xi Jinping per la guida del Paese. 

Esattamente della stessa opinione risulta essere Goldman Sachs che, oltre ai fattori derivanti dalla politica monetaria accomodante e dalla stabilità normativa citati da Credit Suisse, mette in luce un altro possibile catalizzatore per i titoli cinesi, ossia il prezzo conveniente rispetto agli utili attesi dopo la caduta dello scorso anno. 

Sulle stesse posizioni anche Bernstein, che nel rapporto pubblicato a gennaio aveva esplicitamente indicato come le azioni cinesi non siano più non investibili. Al riguardo la banca tedesca ha citato 6 motivi chiave che giustificano l’investimento: le aspettative di crescita dei nuovi finanziamenti, l’allentamento della politica monetaria, le valutazioni azionari più interessanti, l’affluenza di capitali esteri, i maggiori profitti attesi e una vasta scelta di titoli.

Ci sono però anche alcuni che non sono così ottimisti nei confronti della Cina, almeno non per il momento. Ad esempio BackRock mantiene un linguaggio cauto, dichiarando che i multipli dovrebbe iniziare a crescere prima di considerare le aziende cinesi una puntata vincente. Ancora più netto è il giudizio degli analisti di Bank of America, che affermano come in alcun settori vi siano opportunità d’investimento, tuttavia le attese sono che la crescita degli utili aziendali in tutto il Paese deceleri. L’istituto finanziario ha anche puntualizzato che le azioni impiegano un certo tempo a salire dopo gli stimoli monetari, come è avvenuto ad esempio nel 2016, quando la reazione vi è stata alcuni mesi dopo.

 

AUTORE

Picture of Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *