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ITA Airways: il MEF sceglie il gruppo guidato da Certares per la privatizzazione

ITA Airways: il MEF sceglie il gruppo guidato da Certares per la privatizzazione

Il Ministero dell’Economie e delle Finanze italiano ha reso noto di avere avviato trattative in esclusiva con la società di private equity Certares, a cui si aggiungono le compagnie aeree Delta Air Lines e Air France-KLM, per vendere la sua partecipazione di controllo in ITA Airways . Lo ha reso noto Via XX Settembre affermando che, delle due offerte pervenute a maggio, quella delle tre società citate risulta maggiormente corrispondente agli obiettivi del Governo.

Il MEF ha anche precisato che sarà raggiunto un accordo rilevante per rilevare la partecipazione dell’azienda emersa dalle ceneri della fallita Alitalia solo se “i negoziati soddisferanno pienamente le richieste del Tesoro“. Dopo il salvataggio della compagnia aerea nel 2021, Roma ha cercato di accelerare sulla privatizzazione cercando un acquirente. Le trattative però hanno trovato sempre qualche ostacolo e hanno finito per arenarsi.

 

Perché il Tesoro ha scelto il consorzio guidato da Certares

Fino ad oggi i gruppi più accreditati ad acquisire la quota di maggioranza erano stati la tedesca Lufthansa e il conglomerato italo-svizzero MSC. In particolare, la compagnia con sede a Colonia aveva ricevuto a gennaio di quest’anno un endorsement da parte del numero uno di ITA Airways, Alfredo Altavilla, che aveva definito “molto convincente” un eventuale accordo, per la possibilità del vettore italiano di espandersi a livello internazionale. L’Italia, inoltre, è il principale mercato estero di Lufthansa e sarebbe diventata l’hub meridionale del gruppo, stando alle dichiarazioni dell’amministratore delegato della compagnia tedesca, Carsten Spohr. Quanto a MSC, l’azienda puntava a espandersi nel trasporto aereo di merci, essendo il più grande gruppo di spedizione di container al mondo.

Il piano proposto al Governo italiano dal duo Lutfhansa-MSC verteva su una cifra di 800 milioni di euro per l’80% delle azioni della compagnia, dove MSC avrebbe conseguito una partecipazione del 60%, Lufthansa del 20% e il rimanente 20% sarebbe rimasto al MEF. L’offerta invece del fondo Certares si aggira intorno ai 600 milioni di euro per una quota del 55%, con il Tesoro che conserverebbe il 45%. Tuttavia in futuro vi sarebbe l’ingresso di Delta e Air France-KLM per circa il 10% del capitale.

Alla fine l’ha spuntata il trio Certares-Air France-Delta, nonostante abbia messo meno soldi sul tavolo. La chiave vincente sembra essere stata il fatto che il Tesoro conserverà un maggiore potere decisionale sulle strategie della compagnia, potendo contare su due consiglieri su cinque nel board e sul presidente nel ruolo non esecutivo. Al riguardo, Lufthansa ha affermato che in questo modo non sarà prevista una completa privatizzazione di ITA, ma si manterrà una certa influenza da parte dello Stato, ribadendo che l’accordo con la compagnia tedesca sarebbe stata la soluzione migliore.

 

ITA Airways: due ostacoli per la privatizzazione

La scelta degli offerenti guidati da Certares potrebbe finalmente porre fine a un periodo in cui si è rimasti in una posizione di stallo, ma le difficoltà ancora sono parecchie. Intanto, con il nuovo governo che spunterà dalle elezioni del 25 settembre la decisione di oggi potrebbe essere sovvertita o addirittura potrebbe essere bloccato tutto il processo di privatizzazione. I dettagli non sono stati ancora resi noti, ma sembrerebbe che, in base ai termini di offerta fino ad ora trapelati, lo Stato conserverebbe un certo potere di veto sulle nomine del management. Tuttavia, non si sa quali saranno gli sviluppi quando si insedierà il nuovo esecutivo.

In secondo luogo, vi è un problema relativo alle acquisizioni di Air France-KLM, fino a quando la compagnia franco-olandese non rimborsa i miliardi di euro di fondi statali ricevuti durante la pandemia. La Commissione Europea ha imposto infatti il divieto di acquisire oltre il 10% di un rivale, facendo riferimento ai rimborsi dei finanziamenti pianificati entro la fine di quest’anno. L’amministratore delegato della società ha affermato che il vettore potrebbe presto liberarsi di tale divieto, ma fino a questo momento ciò rappresenta un ostacolo di cui tenere conto.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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