Nel secondo trimestre del 2019 rallenta la disoccupazione in Italia

ITALIA, RALLENTA LA DISOCCUPAZIONE NEL II TRIMESTRE

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La disoccupazione italiana su base trimestrale è diminuita nel secondo trimestre dell’anno passando dal 10,3% al 9,9%, registrando il nono calo trimestrale di fila. In diminuzione anche l’inattività e in aumento l’occupazione che ha registrato nel trimestre un +0,6% (130.000 persone). Il dato si inserisce in una fase di ristagno dell’attività economica, confermata da una variazione nulla del Pil nell’ultimo trimestre.

ANALISI
Il dato si è attestato all’interno di un trend discendente della disoccupazione su base trimestrale, la rilevazione odierna risulta essere la più bassa da aprile 2012. La rilevazione maggiore degli ultimi 5 anni è stata effettuata a novembre 2014 quando il tasso di disoccupazione su base trimestrale era pari al 12,8%.

DETTAGLI
Il calo della disoccupazione è dovuto principalmente all’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato (+97.00, +0,7%). Sono aumentati in misura minore gli occupati a tempo determinato (+16.000 unità, cioè +0,5%) mentre per i lavoratori indipendenti l’aumento è stato dello 0,3%, cioè di 17 mila unità. L’incidenza dei lavoratori a tempo determinato scende quindi dello 0,2% in un anno al 17,2%. Per quel che riguarda il lavoro a tempo determinato è aumentata l’incidenza del lavoro part time involontario, che è stimata al 64,8%.

Osservando per macro-regioni, il Nord ha evidenziato una crescita occupazionale dello 0,7% mentre il centro dello 0,1%. Al sud invece l’occupazione diminuisce per il terzo trimestre consecutivo segnando un -0,3%.

Dal punto di vista delle imprese è stata evidenziata una contrapposizione tra la crescita della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni dipendenti pari all’1,5% su base annua e la riduzione delle ore lavorate per dipendente pari allo 0,9% su base annua. Al contempo il costo del lavoro è aumentato del 2,4% rispetto il secondo trimestre del 2018. L’aumento del costo del lavoro è dovuto sia all’aumento delle retribuzioni (+1,6% su base annua) che degli oneri sociale (+4,5%)

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