Kering: volano i conti grazie a Gucci, azioni da comprare?
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Kering: volano i conti grazie a Gucci, azioni da comprare?

Kering: volano i conti grazie a Gucci, azioni da comprare?

Tornano ai livelli pre-pandemia i conti di Kering grazie al boom del marchio Gucci. Nello specifico il gruppo francese del luxury ha realizzato nel 2021 un utile netto di 3,17 miliardi di euro (+47% rispetto al 2020 e +37% rispetto al 2019) realizzando un giro d’affari di 17,6 miliardi di euro, in crescita del 35% sul 2020 e superando con un +13% i risultati pre-pandemici.

Forte lo slancio nel canale retail (compreso l’e-commerce), che è avanzato del 40%, con un rimbalzo del 18% anche sul 2019. Le vendite online, in particolare, hanno continuato a registrare performance in crescita (+55%), tanto che negli ultimi due anni il canale ha raddoppiato le sue entrate e ora rappresenta il 15% dei ricavi della rete al dettaglio.

Come anticipato in precedenza la sorpresa a livello di marchi è stata Gucci, brand di punta che da solo rappresenta il 60% dei ricavi del gruppo e circa il 70% dei suoi profitti: nel 2021 il marchio italiano ha realizzato ricavi per 9,73 miliardi di euro (+31% sul 2020 e oltre i livelli del 2019), con un decisivo balzo in avanti nel quarto trimestre (+32% sul 2020 e +18% sul 2019) dopo un terzo trimestre in leggera contrazione.

Tra le case di moda, Yves Saint Laurent, il secondo marchio più importante ha guadagnato un +46%, arrivando a 2,52 miliardi di euro, mentre Bottega Veneta ha generato ricavi per 1,5 miliardi di euro (+ 25%). Con tutte le case che superano i livelli di vendita del 2019, l’amministratore delegato, Francois-Henri Pinault, ha dichiarato che il gruppo è fiducioso di continuare questo percorso anche nel 2022. Pronto anche un dividendo che sarà pari a 0,12 centesimi per azione per il 2021.

 

 

Azioni Kering: analisi tecnica e strategia operative

In scia agli ottimi risultati e alle buone prospettive per il nuovo anno, Kering potrebbe prendere in considerazione importanti acquisizioni per aumentare il suo portafoglio e competere meglio con il suo diretto “avversario” Lvmh che lo scorso anno si è espanso con l’acquisizione di Tiffany.

Il trend ribassista innescatosi ad inizio 2022 dai 740 euro si è arrestato all’inizio di questa settimana a contatto con i forti supporti e minimi di ottobre 2021 in area 600 euro; il rimbalzo che si è innescato da questi livelli, che si sta rafforzando con il recupero odierno, potrebbe spingere il titolo verso i 700 euro oltre i quali le quotazioni potrebbero andare a mettere sotto pressione i massimi del 2022.

Al contrario segnali di debolezza arriverebbero con ritorni sotto i 640 euro aprendo in questo modo la strada per un ritorno sui minimi di periodo posizionati sui 600 euro. Importante sarà a quel punto la tenuta di questi livelli per evitare una fase correttiva più profonda che avrebbe un ulteriore target ribassista posto nei pressi dei 560 euro.

 

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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