La guerra continua: Cina, dazi su 75 miliardi di dollari di prodotti Usa

DAZI CINA-USA, LA GUERRA CONTINUA

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Crollano i mercati. Petrolio sotto quota 54 $, tutti gli indici europei negativi. Trump: “Fed, tocca a te”

Avrà pure indossato le vesti del pompiere, Donald Trump, in queste settimane, proclamando i passi avanti effettuati nelle trattative commerciali con la Cina. Ma a Pechino, evidentemente, la pensano in maniera diversa. E così il Dragone torna a sputare fuoco. Lo fa annunciando nuovi dazi su 75 miliardi di dollari di beni “Made in Usa”. Una risposta alle tariffe del 10% che gli Stati Uniti, dal canto loro, imporranno dal primo settembre su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi, anche se Trump ha deciso di posticipare parte delle sanzioni al 15 dicembre. Ma non come segnale di tregua per Pechino. Ma per salvare lo shopping natalizio dei consumatori americani, dato che i prodotti interessati sono anche quelli tecnologici, e quindi smartphone, tablet, monitor assieme ai giocattoli, videogiochi e abbigliamento.

LA REAZIONE DEI MERCATI
Alla pubblicazione della notizia dei nuovi dazi, i mercati hanno subito una netta inversione. Gli indici europei hanno virato in territorio negativo, in particolare il Ftse Mib ha raggiunto un rosso di un punto percentuale. Il petrolio è sceso sotto i 54 dollari al barile ai minimi dal 9 agosto scorso, mentre l’oro si è riportato sopra i 1.500 dollari l’oncia. Anche Wall Street ha aperto debolmente mentre il dollaro si è indebolito, passando da 1,1056 a 1,1070 tra le 14 e le 16.

LA REAZIONE DI TRUMP
Fin troppo prevedibile anche la risposta del presidente americano Donald Trump, che a trenta minuti circa dall’apertura di Wall Street ha pubblicato un tweet con su scritto: “Now the Fed can show their stuff!”, che si potrebbe tradurre liberamente: “Fed, adesso tocca a te”. Il riferimento è al presidente della Federal Reserve Jerome Powell, alle 16 atteso a un suo intervento da Jackson Hole, dove è in corso il super vertice tra i leader delle banche centrali di tutto il mondo. Da settimane, Trump ha avviato un forte pressing nei confronti del numero uno della Fed affinché riduca sensibilmente il costo del denaro per sostenere il rallentamento americano. Uno stimolo però di cui Powell non sente il bisogno, vista l’ottima salute dell’economia Usa. I dazi annunciati dalla Cina potrebbero influenzare in questo senso la decisione del presidente della banca centrale americana.

 

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