Le borse europee tengono il rimbalzo. Ma ora tocca alla Bce

BORSE EUROPEE, IL RIMBALZO TIENE. MA ORA TOCCA ALLA BCE

borse europee

Aspettando Wall Street le borse europee resistono. Gli investitori concentrano gli acquisti soprattutto su Yen e Franco Svizzero. Petrolio oltre i 48 dollari al barile

 

L’indecisione dell’apertura delle borse europee è durata poco. Già dopo un paio d’ore dall’avvio delle contrattazioni, trascinate da Piazza Affari, i mercati hanno preso il vento in poppa, accelerando i guadagni fino a un massimo del 2,2% prima di ritracciare leggermente, aspettando Wall Street. C’è da dire che tutti i principali benchmark stanno scambiando entro i valori della vigilia, e quindi il trend nel breve periodo rimane negativo ma, dopo l’intervento improvviso della Fed, per il quale forse ci si attendeva una reazione più ottimistica dei mercati, c’è attesa per le prossime mosse della Bce: in questo senso Schroders prevede un taglio dei tassi da -0,5% a -0,8%. Gli investitori auspicano in realtà anche e soprattutto stimoli dal punto di vista fiscale, che di fatto dalla Federal Reserve non sono arrivati.

 

EQUITY

Dax 12.1522 (+1,4%)

Indice Pmi composito deludente: il 50,7 di febbraio è inferiore ai 51,1 del consensus e i 51,2 di gennaio. Anche l’indice dei direttori degli acquisti nel settore servizi, pur restando sopra i 50, è inferiore alle stime del mercato: 52,5 contro i 53,3 previsti e i 54,2 del mese precedente. Guadagni entro i valori della vigilia, riuscendo a mantenersi al di sopra i 12.000 punti.


Grafico Dax by TradingView

 

Ftse Mib 22.016 (+1,6%)

Negativi i dati sul Pil, in contrazione su base mensile e in rallentamento su base annuale, decisamente migliori i dati relativi all’indice Pmi composito e dei servizi. Al giro di boa frena i guadagni ma si mantiene superiore all’1,5%, appena sopra i 22.000 punti, importante target di supporto.

Cac 40 5.470 (+1,42%)

Come Madrid aggiorna i minimi, poi risale in linea con i valori della vigilia. Cresce intanto l’indice Pmi Markit: 52 a febbraio, leggermente al di sopra delle attese (51,9), quasi di un punto superiore al dato di gennaio (51,1). Settore terziario in crescita rispetto al mese precedente (52,5 contro 51,1) ma inferiore di un decimo di punto rispetto alle previsioni del mercato.

Ibex 6.822 (+1,55%)
Cresce meno rispetto a gennaio l’indice Pmi dei servizi: il 52,1 di febbraio è inferiore al 52,3 precedente e anche al 52,5 del consensus.

 

VALUTE

L’emergenza implicita lanciata dalla Fed con il suo intervento, ha sollecitato una sorta di paura agli investitori perché la mossa può essere interpretata come una preparazione a crescenti difficoltà e rischi per la crescita economica sia degli Stati Uniti che del resto del mondo. E così la reazione è affidarsi allo Yen e in generale i beni rifugio. Euro e Sterlina arretrano, si consolida il Franco Svizzero mentre il Dollaro rimane sotto quota 98 nel proprio indice di riferimento. La buona notizia per il biglietto verde è che altre banche centrali probabilmente seguiranno l’esempio della Fed e annunceranno presto misure di stimolo e il che dovrebbe fornire un po’ di sollievo alla valuta americana. Non incide più di tanto il dato sulle vendite al dettaglio dell’Eurozona: il +0,6% su base mensile a gennaio rappresenta un buon rimbalzo dopo il -1,1% di dicembre seppur in linea con le attese mentre il +1,7% su base annuale batte le previsioni pari all’1,1% e conferma l’1,7% del mese precedente.

Euro Dollaro 1,1126 (-0,28%). Euro Sterlina 0,8671 (-0,49%). Euro Franco Svizzero 1,0641 (-0,39%)


Grafico Euro Dollaro by TradingView

 

MATERIE PRIME

L’oro è balzato dopo la decisione della Federal Reserve recuperando il profondo rosso di venerdì. Oggi ha raggiunto il massimo delle ultime 4 sedute a 1.652 dollari l’oncia. La scelta della Fed manterrà i tassi bassi a lungo termine, trasmettendo un che di ansia agli investitori che si trasforma facilmente in tuffo nei beni rifugio. In caso di superamento della soglia psicologica di 1.645, possibili nuovi rialzi con 1.575 ultimo target di supporti.  Conferma i valori rialzisti della vigilia il petrolio, che supera i 48 dollari al barile, in rialzo dell’2%. Rame a 2,58 dollari per libbra, continua il calo del palladio: dal 27 febbraio a oggi ha perso quasi il 16%, ai minimi degli ultimi 20 giorni a quota 2.465 $.


Grafico Oro by TradingView

 

TASSI D’INTERESSE

Il bund decennale tedesco è uno degli osservati speciali: il rendimento è crollato durante il panic selling di fine settimana scorsa, ma non sta seguendo i rialzi degli indici dopo l’intervento della Fed. Il titolo di stato della Germania si mantiene in area -0,61%, vicino ai minimi di settembre. Scende ancora il rendimento del btp, che sembra lontano dall’1%. A metà seduta delle borse europee viaggia intorno allo 0,95%.


Grafico Bund by TradingView

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