Le trimestrali del settore lusso sono piaciute ai mercati e il punto di forza è stata la tenuta dei consumi cinesi, nonostante tutte le difficoltà della ripartenza economica dopo-Covid. Le prospettive del comparto nella view degli analisti di di Vontobel Certificati nella loro Newsletter settimanale (Clicca QUI per iscriverti).
Sono giorni caldi per i titoli del comparto del lusso, chiamati a diffondere al mercato i dati trimestrali. Risultati che finora sono piaciuti, vedendo la reazione dei singoli titoli e del comparto in generale. I timori che hanno penalizzato in Borsa il settore nel 2023 sembrano essere alle spalle grazie alla tenuta del mercato cinese. In questa direzione si inseriscono i conti presentati da Richemont, da Tod’s e da LVMH. La prima ha visto il fatturato salire dell’8%, nel caso della società italiana il dato ha evidenziato un +12% mentre in quello del colosso francese il giro d’affari è aumentato di 10 punti percentuali.
Una Cina che peraltro potrebbe trasformarsi nel punto di forza per il lusso. Quello che è ormai considerato il Paese più importante al mondo per il settore potrà infatti beneficiare nei mesi a venire di un atteggiamento più accomodante da parte di Pechino e della sua Banca centrale. La scorsa settimana è stato annunciato un piano da 278 miliardi di yuan volto a fermare il rallentamento economico e il calo dei mercati azionari. Un’inversione di tendenza che potrebbe riportare fiducia tra i consumatori, risollevando anche i consumi del ceto più abbiente.
Per il mercato questo vuol dire maggior visibilità sui risultati delle aziende del lusso. A livello settoriale per il 2024 gli analisti di Barclays prevedono una crescita da parte delle società di lusso di fascia alta del 5%, dato comunque in calo rispetto al +9% dell’anno scorso e alla crescita a due cifre nei due anni precedenti. In un contesto in cui la spesa di americani ed europei rimane contenuta, l’evoluzione dell’economia cinese potrà dunque rappresentare il tassello per continuare a crescere anche nel 2024 nonostante l’incerto contesto macroeconomico e geopolitico.









