Quattro milioni di turisti e 3,9 miliardi: Malta chiude il 2025 da record e alza l’asticella

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

C’è un’anomalia nei numeri del turismo mediterraneo del 2025, e si chiama Malta. In un anno in cui le grandi destinazioni del Mediterraneo hanno misurato gli effetti collaterali delle tensioni geopolitiche, dell’inflazione crescente sui costi di trasporto e di una domanda turistica europea in cerca di rassicurazioni, l’arcipelago maltese ha archiviato il proprio anno migliore di sempre: 4.022.310 turisti, con una crescita del 12,9% rispetto al 2024. Una progressione che, se letta in prospettiva decennale, assume i contorni di una trasformazione strutturale: nel 2019, anno di riferimento pre-pandemia, i turisti erano stati 2.753.239. In sei anni Malta ha aggiunto quasi un milione e trecentomila visitatori. E non si è fermata.

I dati pubblicati da Malta Tourism Authority (MTA) a febbraio 2026 fotografano una destinazione che non solo cresce in volumi, ma cresce meglio: la spesa turistica totale ha raggiunto 3,9 miliardi di euro, con un incremento del 18,6% rispetto all’anno precedente, un ritmo quasi doppio rispetto alla crescita degli arrivi. La spesa pro capite è salita da 924 euro nel 2024 a 971 euro nel 2025, e la spesa per notte ha toccato 153 euro, rispetto ai 144 dell’anno prima e ai 115 del 2019. La traiettoria è chiara: Malta non si limita ad attrarre più turisti, riesce ad attrarne di più abbienti e disposti a spendere.

 

In questo articolo:

  • Malta, non solo una meta estiva
  • I mercati: Italia al secondo posto
  • Il profilo del turista di Malta
  • “È nei momenti difficili che emerge chi sa reggere”: la parola a VisitMalta Italia
  • L’offerta si trasforma

 

Malta, non solo una meta estiva

Uno degli elementi più significativi della performance maltese è la distribuzione stagionale del flusso. Tradizionalmente, i mesi tra luglio e settembre rappresentano il cuore dell’estate mediterranea, con le altre stagioni a fare da appendice. Malta ha scelto una strategia diversa: destagionalizzare in modo sistematico. I dati lo confermano con precisione: la quota di turisti nel primo trimestre (gennaio-marzo) è cresciuta dal 15% del 2019 al 17% del 2025, mentre il quarto trimestre (ottobre-dicembre) è passato dal 22% al 24%. La stagione estiva, pur restando dominante con il 32% del totale, ha perso due punti percentuali di quota rispetto al 2019. Significa, in termini assoluti, che la crescita si concentra nei mesi cosiddetti deboli, quelli che nell’industria alberghiera determinano la redditività annuale complessiva.

I numeri del solo mese di dicembre 2025 sono emblematici: 225.104 turisti, il 17% in più rispetto allo stesso mese del 2024, con una spesa di 162,9 milioni di euro (+15,8%). E il 2026 ha già superato ogni record storico proprio nei mesi storicamente più difficili: nel primo trimestre di quest’anno sono arrivati sull’isola 806.563 turisti, il 16,3% in più rispetto al primo trimestre 2025, ovvero 113.000 arrivi aggiuntivi. Rispetto al primo trimestre del 2015, la crescita è addirittura del 222%. La spesa turistica nei soli tre mesi di gennaio, febbraio e marzo 2026 ha raggiunto 585 milioni di euro, con un aumento di oltre 76 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025.

I mercati: Italia al secondo posto

La mappa geografica dei flussi racconta storie diverse e talvolta sorprendenti. Il Regno Unito si conferma primo mercato con una quota del 20,9% e 841.397 turisti, in crescita del 19,5%. Ma la vera rivelazione è la Polonia: con 386.654 arrivi nel 2025, una crescita del 46,2% sull’anno precedente e una quota del 9,6%, Varsavia e dintorni stanno trasformando la loro presenza sull’arcipelago da fenomeno emergente a terzo mercato consolidato. Un dato tanto più significativo se si considera che nel 2019 i turisti polacchi erano appena 104.228. Nel solo primo trimestre 2026, la Polonia ha contribuito con 37.000 turisti aggiuntivi, il contributo più alto in assoluto tra tutti i mercati.

L’Italia mantiene la seconda posizione con una quota del 14,5% e 583.323 turisti, anche se registra un calo del 5,4% rispetto al 2024, quando aveva raggiunto 616.326 presenze. Un arretramento che gli operatori del settore leggono con molta attenzione, soprattutto alla luce del fatto che la spesa media degli italiani per notte rimane tra le più basse tra i mercati principali: 118 euro, contro i 175 degli inglesi, i 180 degli irlandesi o i 249 degli americani. Il dato italiano riflette in parte le difficoltà del comparto aviazione registrate nel corso dell’anno, con alcune rotte ridotte o riorganizzate. La Francia, del resto, ha sofferto lo stesso problema in modo ancora più evidente: -10.562 turisti nel 2025, -3,6%, proprio a causa della riduzione della capacità aerea nel primo trimestre. Una lezione che conferma quanto la connettività aerea sia, per una destinazione insulare come Malta, una variabile strategica non negoziabile.

A compensare eventuali erosioni dei mercati europei tradizionali arriva la crescita robusta dei mercati extra-Ue, passati da 1.169.301 nel 2024 a 1.390.832 nel 2025, con un incremento del 18,9%. Gli Stati Uniti segnano +22,3% e una spesa pro capite di 1.494 euro, la più alta tra tutti i mercati monitorati. L’Irlanda fa registrare la crescita più esplosiva in termini relativi: +48,8%, con 88.707 arrivi. Cresce anche la Svizzera (+6,9%) con una spesa per notte tra le più elevate (191 euro), a testimoniare che Malta intercetta sempre di più il turista europeo di fascia alta, non solo quello budget.

 

Il profilo del turista di Malta

L’analisi demografica degli arrivi del 2025 rivela un cambiamento di profilo che ha implicazioni economiche dirette. La fascia d’età 45-64 anni ha registrato una crescita del 21,6% (+226.899 arrivi) e quella degli over 65 del 23,8% (+81.981 arrivi): complessivamente, i turisti con più di 45 anni hanno rappresentato il 67,3% dell’intera crescita degli arrivi nell’anno, guadagnando 3,2 punti percentuali di quota. Questo non è un dettaglio demografico neutro: i viaggiatori maturi viaggiano più spesso in periodi off-peak, soggiornano più a lungo e spendono di più. Nel solo primo trimestre 2026, la fascia 45+ ha contribuito al 52% degli arrivi aggiuntivi, confermando che la destagionalizzazione e il profilo di spesa elevato si alimentano a vicenda.

La quasi totalità dei turisti (93,1%, pari a 3.744.773 persone) ha visitato Malta per vacanza, con una crescita del 13,8% rispetto al 2024. Il turismo d’affari, con 176.328 arrivi e il 4,4% del totale, cresce del 2,2%. Interessante anche la dinamica relativa alla tipologia di alloggio: la quota di turisti che utilizza l'”altro alloggio in affitto” (appartamenti, farmhouses, affitti brevi) è passata dal 25,9% del 2019 al 31,1% del 2025, con una crescita del 16,8%, segnalando come la riqualificazione verso offerte più esperienziali e autentiche risponda a una domanda reale di mercato. I turisti che si fermano in queste strutture rimangono in media 7,2 notti, contro le 5,5 degli hotel collettivi: un contributo significativo sia in termini di notti che di spesa distribuita sul territorio.

“È nei momenti difficili che emerge chi sa reggere”: la parola a VisitMalta Italia

Per comprendere il ritmo di crescita di Malta in un contesto internazionale tutt’altro che semplice, Borsa&Finanza ha intervistato Ester Tamasi (in foto), Direttrice di VisitMalta Italia, che da Roma coordina le strategie promozionali per il mercato italiano. Il contesto di partenza è quello di un’industria dell’aviazione internazionale sotto pressione, tra costi operativi cresciuti, consolidamenti di rotte e instabilità geopolitica che ridisegna i flussi di viaggio. “È proprio nei momenti più complessi che emergono le destinazioni capaci di garantire solidità, continuità e capacità di adattamento”, afferma Tamasi. “Malta e Gozo oggi rappresentano una soluzione estremamente competitiva grazie a una connettività aerea ben strutturata da tutta Italia, tempi di volo contenuti e un sistema turistico in continua evoluzione.”

La breve distanza dall’Italia – meno di due ore di volo dai principali scali del Nord – è un argomento economico preciso: voli brevi significano costi di carburante inferiori per le compagnie e prezzi contenuti per i passeggeri, un vantaggio strutturale che non dipende dai cicli di mercato. Sul tema della connettività, Tamasi è esplicita quanto alle priorità operative: “Stiamo monitorando attentamente il mercato insieme ai partner del settore e alle compagnie aeree. L’obiettivo comune è continuare a sostenere la destinazione e garantire continuità operativa e attrattività commerciale.”

Un tema particolarmente rilevante se si considera che il calo del mercato italiano nel 2025 (-5,4%) è attribuibile in larga misura proprio alle difficoltà di connettività aerea, e che la ripresa nel primo trimestre 2026 – con 14.000 turisti italiani aggiuntivi rispetto allo stesso periodo del 2025 – suggerisce che il problema sia in corso di risoluzione. Il ruolo di Virtu Ferries, che mantiene i collegamenti marittimi tra Malta e la Sicilia, viene citato come elemento di resilienza del sistema: non solo per il turismo, ma per la logistica complessiva dei flussi tra l’isola e l’Italia meridionale.
Il discorso si sposta poi sull’evoluzione qualitativa dell’offerta. “In un mercato sempre più dinamico e attento alla gestione della spesa, Malta continua a mantenere un prezzo medio competitivo rispetto a molte altre destinazioni mediterranee e internazionali”, spiega Tamasi.

“Questo rappresenta oggi un vantaggio importante sia per il mercato leisure sia per il segmento last minute, sempre più presente nelle dinamiche di prenotazione.” Un dato che i numeri supportano: la crescita del 17,6% nel segmento dei turisti con pacchetto organizzato (da 887.778 nel 2024 a 1.043.988 nel 2025) suggerisce che il trade tradizionale ha ritrovato fiducia nella destinazione, mentre la crescita ancora più sostenuta del segmento non-package (+11,3%, per un totale di 2.978.321 turisti indipendenti) fotografa una domanda matura e fidelizzata che sa come muoversi autonomamente.

L’offerta si trasforma

Dietro i numeri aggregati c’è una trasformazione dell’offerta che Tamasi descrive con precisione. Negli ultimi anni Malta e Gozo hanno visto una significativa crescita qualitativa del parco ricettivo: nuove aperture di boutique hotel, ristrutturazione di farmhouses tradizionali in strutture di charme, sviluppo di esperienze di fine dining, rooftop venues con vista sul Mediterraneo, beach club di fascia alta e proposte di escursionismo in barca verso le acque turchesi dell’arcipelago. Un processo di upgrading che si riflette nei dati di spesa: la componente “altra spesa” -quella discrezionale, legata a ristoranti, esperienze, acquisti – è cresciuta del 15,5% nel 2025 su base annua, e nel solo primo trimestre 2026 ha accelerato al +15,5%. Significa che i turisti non solo arrivano in numero maggiore, ma una volta sull’isola spendono di più.

Gozo, la seconda isola dell’arcipelago, emerge come uno degli asset strategici più interessanti. Nel 2025, 2.305.968 turisti hanno visitato Gozo e Comino, il 57,3% del totale degli arrivi a Malta, con una crescita del 13,3%. Il miglioramento delle infrastrutture di mobilità interna, inclusi i nuovi sviluppi del collegamento Sliema-Buġibba-Gozo Ferry Service, rende l’integrazione tra le due isole sempre più fluida. Il visitatore che arriva a Malta trova di fatto un’offerta duplice: la vivacità cosmopolita e culturale dell’isola principale, con Valletta capitale europea, e la quiete più autentica e naturale di Gozo, dove i ritmi sono diversi e il paesaggio racconta millenni di storia agricola e marinara.

È proprio questa varietà d’offerta al centro dell’ultimo argomento sviluppato da Tamasi, quello della capacità intergenerazionale della destinazione. “Uno degli aspetti più apprezzati è la possibilità di vivere vacanze diverse all’interno di un unico viaggio: mare, cultura, outdoor, gastronomia, heritage, nightlife e lifestyle convivono in modo naturale”, spiega la responsabile di VisitMalta Italia. “Malta e Gozo hanno una fortissima capacità intergenerazionale. Famiglie, nonni, genitori, figli e nipoti, gruppi di amici possono condividere la stessa vacanza vivendo esperienze diverse ma complementari. È una risposta concreta alla crescente richiesta di viaggi condivisi, ma personalizzabili secondo ritmi e passioni differenti.” Un posizionamento che torna nei dati: la crescita delle fasce over 45 non avviene a scapito dei giovani, ma si somma a una crescita, seppur più contenuta (+3,1%), della fascia 0-24.

È taggato in:

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari