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Materie prime: 4 fondi per investire sfruttando il rally

Materie prime: 4 fondi per investire sfruttando il rally

La guerra Russia-Ucraina ha innescato un rally portentoso delle materie prime, soprattutto di quelle legate al settore energetico. La Russia è il più grande produttore ed esportatore di gas in Europa e il secondo produttore ed esportatore di petrolio a livello globale dopo l’Arabia Saudita. La crisi che si sta vivendo con il rincaro dei prezzi energetici fa risaltare maggiormente l’andamento dei 2 combustibili, dove in particolare il greggio ha raggiunto livelli che non si vedevano dal 2013.

In realtà Mosca primeggia anche in altre forniture che riguardano più da vicino le materie prime dei generi alimentari come il grano e il mais, nonché quelle come palladio, platino e alluminio più legate al settore automobilistico. Il trend rialzista ha coinvolto pure i minerali a stretto contatto con l’economia green come il litio e il cobalto, fondamentali nella costruzione delle batterie per le auto elettriche.

Alcuni investitori stanno cercando di sfruttare il momento d’oro delle materie prime inserendole in portafoglio come strumento di copertura sia contro il sell-off che ha colpito le azioni e le obbligazioni, sia contro la svalutazione di molte valute che non fungono da bene rifugio tipo l’euro e la sterlina. La grande società d’investimento americana PIMCO raccomanda di inserire le materie prime nella classica strategia di portafoglio 60/40 in questo periodo storico, dove le obbligazioni non riescono a compensare il calo delle azioni per via dell’alta inflazione che abbatte il rendimento reale.

 

 

Materie prime: come investire attraverso i fondi

Un modo per poter sfruttare lo straordinario rally delle materie prime è farlo attraverso i fondi d’investimento. Quest’anno gli ETF hanno già visto nel complesso un afflusso di 9 miliardi di dollari e ne sono attesi ancora molti per i prossimi mesi, soprattutto se la situazione rovente sul fronte Russia-Ucraina non darà cenni di quiete. Al riguardo segnaliamo 4 fondi che possono fornire ottime opportunità, come di seguito.

 

Optimum Yield Diversified Commodity

Optimum Yield Diversified Commodity rappresenta il più grande ETF sulle materie prime, con 7,5 miliardi di dollari investiti. Oltre il 50% delle partecipazioni è impiegato nei futures su petrolio e gas naturale, il resto è ripartito tra metalli e prodotti agricoli. L’anno scorso il fondo ha funzionato bene fino a ottobre quando aveva piazzato una performance annuale del 55% battendo il 90% degli altri fondi, poi ha avuto un rallentamento. Il difetto di tale fondo è che è molto concentrato sui prodotti energetici, mentre gli investitori magari vorrebbero una maggiore diversificazione per diminuire la correlazione con azioni e obbligazioni. Il ticker è PDBC e il fondo presenta una commissione dello 0,68%.

 

First Trust Global Tactical Commodity

First Trust Global Tactical Commodity è un ETF da 3,5 miliardi di dollari con una presenza nel settore energetico inferiore a un terzo del portafoglio, mentre investe parecchio su nichel e platino. Negli ultimi 12 mesi il fondo, con ticker FTGC, ha avuto un ritorno del 38,43% e prevede una commissione dello 0,95%.

 

WisdomTree Continuous Commodity Index Fund

WisdomTree Continuous Commodity Index Fund, con ticker GCC, gestisce 300 milioni di dollari e lo scorso anno ha persino assunto una posizione del 3% nei futures Bitcoin, essendo il primo ETF USA a farlo. Il Chief Investment Officer, Jeremy Schwartz, ha motivato questa decisione con la convinzione che la criptovaluta sia una riserva di valore come l’oro. Le commissioni addebitate dal fondo ammontano a 0,55% e nell’ultimo anno il rendimento è stato del 29,39%.

 

Pimco CommodityRealReturn

Pimco CommodityRealReturn è un fondo da 8,2 miliardi di dollari che investe in crediti di carbonio in base a un programma volto alla riduzione delle emissioni in USA ed Europa. Il fondo ha avuto una performance di circa il 38% a un anno e addebita una commissione dell’1,44%. Il ticker è PCRAX.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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