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Materie prime: l’India taglierà l’export dello zucchero del 20%

Materie prime: l'India taglierà l'export dello zucchero del 20%

L’India potrebbe tagliare del 20% le esportazioni dello zucchero nel mercato delle materie prime. Ciò avverrà nel periodo che va da ottobre 2022, quando è iniziata la produzione, fino a settembre 2023. Lo riportano alcune testate giornalistiche, sulla base di informazioni fornite da certe persone che hanno conoscenza della questione e che hanno chiesto di rimanere anonime. La terza potenza asiatica spedirebbe quindi 9 milioni di tonnellate della materia prima, una cifra inferiore rispetto agli 11,2 milioni che ha esportato nella stagione 2021-22. In verità il Governo aveva pianificato l’export solo di 8 milioni di tonnellate nella scorsa primavera, ma un surplus interno più ampio ha fatto optare per incrementare il livello.

Dei 9 milioni di tonnellate, 6 milioni dovrebbero partire in una prima tranche e 3 milioni in una seconda, in funzione di quanto sarà il ritmo di produzione. Quindi, i commercianti hanno bisogno di un’autorizzazione speciale per poter effettuare ogni esportazione. L’obiettivo da un lato è quello di controllare il tasso di inflazione interno, arrivato al 7,41% secondo le ultime rilevazioni dell’ufficio di statistica nazionale a causa di una domanda domestica che è molto elevata; dall’altro quello di spostare parte della produzione nella lavorazione dell’etanolo, che ha un ruolo importante anche dal punto di vista energetico.

 

Materie prime: cosa significa il taglio dell’export dello zucchero

Nuova Dehli è il secondo produttore mondiale di zucchero, alle spalle del Brasile, oltre che il più grande consumatore del pianeta. Le sue esportazioni raggiungono gli Stati Uniti e l’Europa in primis, ma anche l’Indonesia, la Malesia, gli Emirati Arabi Uniti e il Bangladesh. Quest’anno l’India dovrebbe produrre complessivamente circa 35,5 milioni di tonnellate di zucchero, in base alle previsioni realizzate dall’Indian Sugar Mills Association.

Il calo delle forniture rispetto allo scorso anno potrebbe essere un problema non da poco conto per l’approvvigionamento globale, in quanto in Brasile le piogge che si sono verificate in alcune aree hanno rallentato il ritmo di frantumazione della canna da zucchero. La buona notizia è che le restrizioni che attuerà il Governo indiano non si applicheranno allo zucchero che verrà esportato nell’Unione Europea e negli Stati Uniti sulla base di alcune quote prestabilite. Oggi le quotazioni dei future sullo zucchero in scadenza marzo 2023 nel mercato delle materie prime viaggiano a circa 18 dollari, con una variazione dall’inizio dell’anno di circa il -5%. Il timore è che le restrizioni delle Autorità indiane possano innescare un aumento del prezzo che alimenta ancora di più l’inflazione a livello generale.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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