Materie prime: perché i prezzi di platino e palladio stanno scendendo?
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Materie prime: perché i prezzi di platino e palladio stanno scendendo?

Materie prime: perché i prezzi di platino e palladio stanno scendendo?

Il settore delle materie prime quest’anno è sulla buona strada per registrare la più grande performance dal 2016. L’indice S&P GSCI misura l’andamento composto di 24 tipologie di contratti futures negoziati in Borsa in 5 settori che riguardano beni fisici, compresi metalli preziosi e per uso industriale. Quest’anno tale paniere ha visto una salita del 27%. Sono diverse le ragioni che hanno spinto al rally delle materie prime, in testa l’aumento della domanda generata dalla ripresa post-pandemica che ha nel contempo segnato la scarsità di offerta e la crisi degli approvvigionamenti in molti settori.

 

Materie prime: in calo platino e palladio, ecco perché

Il momento di grazia delle materie prime però non è stato seguito da platino e palladio, che quest’anno sono in perdita rispettivamente del 13% a 935,20 dollari l’oncia e del 29% a 1.753,50 dollari l’oncia, prendendo in considerazione l’ultima chiusura borsistica del 1° dicembre. Se dovesse continuare questa tendenza il platino registrerebbe la sua prima perdita annuale dopo 3 anni, mentre il palladio andrebbe incontro al suo primo calo dopo 6 anni.

Il motivo principale per cui le quotazioni di entrambi i metalli si sono ridotte è legato alla carenza globale dei chip che ha frenato la produzione industriale in alcuni settori come quello automobilistico dove platino e palladio vengono utilizzati. Il platino è richiesto soprattutto nei convertitori catalitici per auto diesel, mentre il palladio più in quelli a benzina. Questo spiega il motivo per cui il calo dei prezzi del platino è stato meno marcato, essendo che vi sono meno auto diesel in circolazione rispetto ai veicoli a benzina.

 

Le previsioni per platino e palladio

Secondo il rapporto trimestrale pubblicato il novembre 24 del World Platinum Investment Council, l’offerta mineraria di platino si è ripresa gradualmente dopo le interruzioni pandemiche dell’anno scorso, segnando un aumento che quest’anno si prevede essere del 19% a 8,235 milioni di once. La domanda invece dovrebbe aumentare del 14% nel settore automobilistico e del 26% nel settore industriale. Tuttavia, quella per gli investimenti nel metallo dovrebbe subire un crollo annuale dell’86%.

In considerazione di questi dati, per lo studio vi sarà un eccesso di offerta di platino di 769 mila once nel 2021 e 637 mila nel 2022. Ad ogni modo vi è un alto grado di incertezza per il prossimo anno, che dipende da tutta una serie di fattori, tra cui subentra la ripresa della produzione dei veicoli quando la carenza dei semiconduttori si sarà attenuata. Ciò però non esclude che molte tendenze dell’anno in corso continuerebbero anche per quello venturo.

Quanto al palladio il rapporto prevede che i prezzi saranno forti in quanto le case automobilistiche cinesi acquisteranno il metallo sul mercato spot, con una crescita dell’offerta che sarà limitata esattamente come per quella del platino. Il rimbalzo del prezzo potrebbe essere molto sostenuto se il chip shortage farà sentire meno i suoi effetti.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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