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Meme stock: da gennaio 2021 raccolti quasi 5 mld $, ma i profitti non crescono

Meme stock: da gennaio 2021 raccolti quasi $5 mld , ma i profitti non crescono

Oggi si parla meno di meme stock rispetto a gennaio 2021, quanto titoli come GameStop, AMC Entertainment e molti altri oscillavano violentemente a Wall Street con movimenti di oltre il 100% giornaliero in piena frenesia di social trading. Tuttavia, da allora le aziende che stavano dietro queste azioni hanno raccolto complessivamente 4,7 miliardi di dollari, secondo i dati raccolti dal Financial Times.

Tutto ciò ha permesso a queste società di usufruire di nuovi capitali che altrimenti avrebbero fatto fatica a raccogliere, soprattutto perché in quel periodo una schiera nutrita di hedge fund stava puntando contro le aziende con corpose posizioni allo scoperto, scommettendo su un collasso imminente. Questi però non avevano fatto i conti con una massa indefinita di investitori retail che si erano coalizzati per far saltare i grandi fondi, in una lotta intestina di Davide contro Golia. Al che, si è creato il fenomeno dello short squeeze, secondo cui i big investors hanno dovuto coprire rapidamente la loro posizione di vendita per evitare le chiamate al margine.

 

Meme stock: ecco quanto hanno raccolto le società emittenti

Nello specifico, AMC ha raccolto 2,8 miliardi di dollari, dopo che le sue azioni sono aumentate di quasi 20 volte nel 2021. Come? Vendendo nuove azioni, emettendo nuovo debito e attirando nuovi grandi investitori. Mentre, il mese scorso l’azienda ha proposto la riorganizzazione della sua struttura di capitale. GameStop invece ha raccolto 1,8 miliardi di dollari, il che le ha consentito anche di infondere un profondo cambiamento al business aziendale, adeguandosi ai tempi della digitalizzazione.

La situazione invece è molto critica per Bad Bath & Beyond, a un passo dalla bancarotta e che ieri ha ricevuto un avviso di default dalla banca d’affari americana JP Morgan. La società di articoli per la casa ha pagato la sua azione più lenta nella raccolta di nuovo capitale, arrivata solo verso la fine dello scorso anno e dopo che nel 2021 ha riacquistato azioni per 400 milioni di dollari come segnale di fiducia nei confronti dell’azienda. “La grande differenza tra la frenesia dei meme stock di AMC e Bed Bath & Beyond è che i tempi e le condizioni del mercato sottostanti sono molto diversi”, ha dichiarato James Gellert, Amministratore Delegato di RapidRatings, una società di analisi dei dati che tiene traccia della salute finanziaria delle aziende. L’esperto sottolinea che quando AMC ha emesso più azioni, il mercato era rialzista, con una quantità di liquidità enorme. Mentre, “oggi siamo in un contesto di alta volatilità nelle ultime ore di un ciclo del credito con liquidità ridotta”, ha sottolineato.

 

Le performance rimangono basse

I fondi raccolti però non si sono tradotti in profitti per le società e questo per le meme stock potrebbe essere un problema. Sulla base dei dati forniti da S&P Capitali IQ, grazie ai nuovi fondi, nel 2020 Game Stock ha trasformato un indebitamento di 690 milioni di dollari, che era più del doppio della sua capitalizzazione, in una liquidità netta di 468 milioni di dollari.

Tutto questo, però, non ha prodotto profitti operativi e anzi l’aumento delle vendite ha visto un corrispondente incremento dei costi. “In un lungo periodo di mercato rialzista, le aziende possono sopravvivere per un tempo molto lungo come entità non redditizie, e finché puoi raccogliere capitali da bruciare stai bene. Ma a un certo punto la musica si ferma”, ha detto Gellert.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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