Mercato dei certificati: nuovo massimo nel 3Q 2025

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Con la chiusura del Q3 2025, il volume di certificati collocati sul mercato primario dagli emittenti aderenti ad ACEPI ha raggiunto i 24.483 milioni di euro, superando di 888 milioni il totale registrato nel 2024. Tale andamento lascia prevedere che entro la fine del 2025 possa essere battuto anche il record storico del 2023, pari a 25.764 milioni di euro.

Nonostante il perdurare di un contesto geopolitico complesso — con conflitti aperti sia in Europa che in Medio Oriente — e l’adozione, da parte degli Stati Uniti, di una politica economica protezionistica e di bassi tassi di interesse ispirata alla cosiddetta “Trumponomics”, i mercati finanziari hanno continuato a mostrarsi solidi, sostenuti da un atteggiamento di risk on.

Il sentiment degli investitori è rimasto ottimista, favorendo un clima di fiducia diffuso e supportando la strategia “TACO” introdotta da Trump in materia di dazi. In tale scenario, i principali indici globali hanno raggiunto nuovi massimi o livelli di prezzo che non si vedevano da tempo. L’indice FTSE MIB, in particolare, ha toccato nel 2025 le soglie più elevate dal lontano 2007.

In un contesto caratterizzato da incertezza geopolitica ma da mercati in crescita, il collocamento di certificati sul mercato primario — in aumento sin dal primo trimestre 2025 — ha continuato a espandersi anche nel terzo trimestre. Secondo i dati raccolti da ACEPI, nel Q3 2025 gli emittenti associati hanno collocato 8.044 milioni di euro di certificati, risultato secondo solo al record del Q2 (9.403 milioni di euro) e in crescita del 47% rispetto allo stesso periodo del 2024.

 

Nonostante il persistere di un contesto geopolitico complesso, con conflitti attivi nel cuore dell’Europa e in Medio Oriente, e la presenza di una politica economica statunitense improntata al protezionismo e ai bassi tassi di interesse – la cosiddetta “Trumponomics” – i mercati continuano a mantenere un orientamento positivo, sostenuti da un generale clima di risk on.

Il sentiment degli investitori si è mantenuto fiducioso, alimentando una tendenza strutturalmente favorevole e rafforzando l’ottimismo diffuso, mentre si concretizzava l’approccio “TACO” promosso da Trump in materia di dazi.

In questo scenario, i principali indici azionari globali hanno raggiunto nuovi massimi storici o livelli di prezzo che non si registravano da anni. In particolare, l’indice FTSE MIB ha toccato nel 2025 i valori più elevati dai tempi della primavera 2007.

In un contesto segnato da tensioni geopolitiche ma da mercati in rialzo, la crescita del collocamento di certificati sul mercato primario, iniziata nel primo trimestre del 2025, è proseguita anche nel terzo trimestre. Secondo i dati forniti da ACEPI (Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento), nel terzo trimestre 2025 gli emittenti associati hanno collocato 8.044 milioni di euro in certificati, il secondo miglior risultato di sempre, inferiore soltanto ai 9.403 milioni di euro raggiunti nel Q2. Questo dato rappresenta un aumento del 47% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Nel terzo trimestre il numero di prodotti offerti ha raggiunto 468 unità, segnando un aumento del 60% rispetto allo stesso periodo del 2024. Pur dopo il picco registrato nel trimestre precedente, pari a 624 prodotti, il dato rappresenta comunque un incremento del 4% rispetto alla media del 2024, confermando un trend di crescita costante iniziato nel 2020, anno in cui la media trimestrale era di 208 prodotti.

All’interno di questo scenario di mercato, i prodotti a capitale protetto continuano a costituire la quota prevalente del collocato, pari al 65% del totale, percentuale in linea con quella del secondo trimestre e ai massimi livelli registrati nel 2024. Parallelamente, i prodotti a capitale condizionatamente protetto (CCP) sono saliti di 5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, raggiungendo il 32%, a scapito dei credit linked, la cui quota è scesa dal 7% al 2%. Ciò evidenzia una rinnovata attenzione verso la protezione del capitale e una rotazione dalle soluzioni di credito verso quelle a cedola condizionatamente protetta, che risultano oggi più attrattive.

Questo andamento trova spiegazione in due fattori principali. Da un lato, la riduzione degli spread e il calo dei tassi d’interesse hanno reso meno interessanti i titoli obbligazionari governativi e bancari, che offrono rendimenti inferiori al 3% su orizzonti di 5-7 anni, rispetto ai certificati, anche in presenza di barriere profonde. Dall’altro, i mercati azionari, che hanno continuato a registrare nuovi record, hanno spinto gli investitori a cercare maggiore protezione nei propri portafogli, sostituendo parte degli investimenti diretti in azioni con certificati a protezione incondizionata, così da partecipare comunque ai potenziali ulteriori rialzi degli indici azionari.

Il rapporto tra prodotti a capitale condizionatamente protetto (CCP) e prodotti a capitale protetto (CP) rappresenta un valido indicatore della propensione al rischio degli investitori. A partire dalla metà del 2022 — periodo caratterizzato da elevata incertezza geopolitica, inflazione crescente e rialzo dei tassi d’interesse — gli investitori hanno privilegiato strumenti con protezione del capitale, con una media del 62% di CP rispetto al 32% di CCP. Tuttavia, i dati mostrano un progressivo calo della propensione al rischio dall’inizio del 2024: la quota dei CP è infatti aumentata costantemente, passando dal 52% nel Q1 2024 al 65% nel Q3, valore confermato anche nei due trimestri successivi del 2025.

Dal 2023, la quota di credit linked note collocate oscilla intorno a una media del 4,5%, con picchi fino al 7% (registrato nel Q2) e minimi del 2% nel trimestre analizzato. Questi strumenti, introdotti di recente sul mercato italiano anche al di fuori dei private placement, sono già consolidati in altri mercati europei e stanno riscuotendo interesse crescente tra gli investitori come opportunità di diversificazione del portafoglio.

Per quanto riguarda la struttura dei payoff, la ricerca di rendimento cedolare resta uno dei principali driver di scelta. Tra i prodotti a capitale protetto, i Digital rappresentano il 65% del collocato, in aumento di tre punti percentuali rispetto al Q2, mentre gli Equity Protection si attestano al 35%. All’interno dei prodotti CCP, i Express (autocallable) e i Cash Collect si confermano le categorie più diffuse.

Gli Express, che dal 2023 comprendono tutti i CCP con autocallability, si sono imposti come i più collocati con una quota del 50%, superando i Cash Collect, in calo di 9 punti al 22%, valore analogo a quello del Q1. I Bonus Cap recuperano terreno, salendo al 26% e riguadagnando due terzi della perdita di 15 punti subita nel Q1. Questo andamento riflette una preferenza degli investitori per prodotti che offrono la possibilità di rimborso anticipato del capitale, come gli Express Certificates, oltre ai flussi cedolari periodici, previsti ad es. dai Cash Collect oltre che dagli Express, o alle cedole a scadenza, come nel caso dei Bonus.

Nel secondo trimestre del 2025, i volumi di collocato sul mercato primario sono tornati a crescere in modo significativo, interrompendo la fase di consolidamento durata per tutto il 2024 e lasciando prevedere, entro fine anno, il superamento del record storico raggiunto nel 2023.

Tale crescita è riconducibile principalmente a un effetto mercato: la liquidità generata dalle strutture scadute anticipatamente tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025 è stata reinvestita, in un contesto di rinnovata propensione al rischio, sia in prodotti a capitale protetto sia in quelli condizionatamente protetti. In generale, i dati confermano che l’obiettivo principale degli investitori resta la ricerca di rendimento cedolare, tramite strumenti come i Digital e gli Express, unita alla tutela del capitale, totale nei primi e subordinata al verificarsi di determinati eventi nei secondi.

 

A cura di Giovanna Zanotti, Direttore Scientifico di ACEPI e Professore Ordinario dell’Università di Bergamo 

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ACEPI

ACEPI (Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento) nasce, sull'esempio di altri Paesi europei come Germania e Svizzera, per promuovere in Italia una cultura evoluta dei prodotti d’investimento, in particolare certificati. ACEPI ha lo scopo di promuovere l’interesse e la conoscenza nei confronti dei certificati e prodotti di investimento presso i risparmiatori e di favorire lo sviluppo di mercati (primario o secondario) efficienti e trasparenti per tali prodotti. Gli Associati, ovvero i membri di ACEPI, si dividono, secondo lo Statuto vigente in Ordinari, Aderenti e Onorari. Attualmente gli Associati Ordinari sono le emittenti Banca Akros, Banca Cesare Ponti, BNP Paribas, Intesa Sanpaolo, Leonteq, Mediobanca, Société Générale, UniCredit, Vontobel, i soci Aderenti Intermonte e IWBank, mentre gli Associati Onorari sono AIBE e AIPB.

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