Microsoft sta con Huawei e attacca il presidente Trump

MICROSOFT STA CON HUAWEI E ATTACCA DONALD TRUMP

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Il presidente Microsoft Brad Smith: via il bando. Il titolo a Wall Street segna nuovi massimi


Microsoft
sta con Huawei. E si schiera contro Donald Trump.
In  un’intervista alla Bbc, il presidente e chief legal officer  Brad Smith, ha dichiarato che il trattamento rivolto al colosso asiatico da parte degli Usa sarebbe ingiusto. Per questo ha chiesto che si metta fine al bando che vieta alle aziende americane di vendere i loro prodotti al gruppo tecnologico cinese. Nessuno, così dice Smith, neppure dalle parti di Redmond, avrebbe visto le prove che Trump dice di avere contro Huawei, ossia quelle sui presunti e “preoccupanti”  legami con Pechino. Microsoft torna a chiedere quindi spiegazioni, ottenendo però sempre la stessa risposta che il presidente americano affida anche a stampa e social network: “Se sapeste quello che sappiamo, sareste d’accordo con la nostra decisione”.

Il retroscena

Secondo la Casa Bianca, il colosso delle telecomunicazioni rappresenterebbe un rischio per la sicurezza nazionale, ma Brad Smith crede invece con fermezza che la sicurezza nazionale “non sarà messa a repentaglio” se il governo americano permetterà a Huawei di usare app o sistemi operativi Made in Usa. La dichiarazione di Smith arriva proprio nel giorno in cui Microsoft ha aggiornato il nuovo record storico a Wall Street con 142,37, in scia all’aumento dell’11% della cedola trimestrale e all’autorizzazione di un piano di buyback da 40 miliardi di dollari. Un rally in grado di trascinare l‘S&p500 a sua volta ai massimi storici, a 3.022 punti e in generale il comparto tecnologico.


Grafico Microsoft by Trading View

La presentazione del Mate 30 a Monaco

Intanto oggi da Monaco l’azienda cinese ha presentato la sua linea di smartphone Mate 30. E’ il primo modello totalmente nuovo da quando i divieti Usa sono stati annunciati. Funzionerà sulla base di una versione open source del sistema operativo Android (Google), senza  le app pre-installate di Google come Maps, Gmail e YouTube, proprio per via delle restrizioni americane.

Secondo i legali di Huawei la legge con cui il gruppo è stato messo al bando in Usa è anticostituzionale e rappresenta una “pena di morte”.

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