Mutui garantiti da Bitcoin? Cosa significa per il mercato - Borsa e Finanza

Mutui garantiti da Bitcoin? Cosa significa per il mercato

Arrivano i mutui supportati da Bitcoin, cosa significa per il mercato

Dare in garanzia Bitcoin quando si accendono mutui è un fenomeno che sta prendendo sempre più corpo, con alcune startup di criptovalute che cercano di inserirsi in questo ampio mercato. A marzo ad esempio si è fatta avanti Milo, una fintech di Miami, che ha offerto mutui a 30 anni sostenuti da criptovalute. Per l’obiettivo, la società ha ottenuto prestiti per importi che vanno da 5 a 10 milioni di dollari e sta testando oltre 700 possibili mutuatari. Questi daranno come garanzia valute digitali come Bitcoin ed Ethereum, nonché stablecoin tra quelle accettate dall’azienda, ossia USDCoin, Gemini Dollar e Terra.

Milo ha dichiarato che il credito sarà esteso fino al 100% del prezzo dell’immobile, se sostenuto da criptovaluta. Quindi per una casa da 100.000 dollari è possibile accendere un mutuo che presenta come garanzia ad esempio Bitcoin per il valore equivalente. I tassi d’interesse che verranno corrisposti per i mutui trentennali sono compresi in una fascia che va dal 3,95% al 5,95%. Il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi potrebbero essere pagati sia in criptovalute che in dollari USA.

Non vi è solo Milo sul mercato che opera in questo ambiente. Altre startup come Figure e Ledn hanno detto di avere liste di attesa per concedere i propri mutui. Figure applica tassi dal 5,99% al 6,018% sempre per mutui a costo fisso con scadenza trentennale e con un importo massimo richiedibile di 20 milioni di dollari. Ledn invece segue un altro modello, ossia concede prestiti a 2 anni, con rinnovo e rivalutazione. A quel punto le condizioni possono variare.

 

Mutui garantiti da criptovalute: i vantaggi

Quali vantaggi presenta per un soggetto finanziato un mutuo sostenuto da criptovalute rispetto a uno tradizionale? Intanto le banche difficilmente copriranno il 100% del prezzo d’acquisto della casa. Solitamente infatti trattengono un buon 20%. Bisogna però precisare che alcuni istituti di credito accettano in garanzia titoli per il 100% del valore dell’immobile.

Il secondo vantaggio consiste nella fluidità delle operazioni. Milo afferma che il prestito potrebbe essere chiuso nell’arco di 2 o 3 settimane, senza troppa burocrazia. Le verifiche che farà l’azienda in sede di istruttoria si basano essenzialmente sull’identità del mutuatario e sull’origine dei fondi nell’ambito della normativa sul riciclaggio. In terzo luogo i mutuatari potrebbero puntare su guadagni di prezzo delle criptovalute senza incassare, in modo da finanziare un mutuo.

Per quanto riguarda invece gli istituti finanziatori potrebbe sembrare che l’operazione sia particolarmente rischiosa, vista l’alta volatilità delle criptovalute. In realtà, le fintech in tal caso possono contare su una doppia garanzia: la criptovaluta e la casa. Se il prezzo delle valute digitali che sostengono il mutuo dovesse scendere di valore, i prestatori potrebbe liquidare automaticamente le monete virtuali per effettuare i pagamenti sul prestito. In alternativa si potrà chiedere un’integrazione di garanzie o una modifica del finanziamento.

 

Mutui garantiti da criptovalute: gli inconvenienti

Si prevede che i mutui criptati diminuiranno del 35% rispetto al 2021, per effetto dell’aumento dei tassi sul mercato. Ad oggi i prestiti garantiti da criptovalute ancora hanno tassi più alti e non possono essere cartolarizzati. Questo è un grande svantaggio rispetto ai mutui tradizionali. Occorre dire che le fintech stanno lavorando in tale direzione.

Figure, ad esempio, ha stipulato un accordo con la società di private equity Apollo Global Management, che stabilisce la vendita di un pacchetto di mutui con il trasferimento delle proprietà tramite blockchain. Milo ritiene in questo senso che già esista un mercato per la cartolarizzazione di prestiti crittografici.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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