Entro l’8 luglio 2025 molti lavoratori italiani dovranno aver già presentato la domanda di NASpI per non incorrere in ritardi nell’erogazione dell’indennità di disoccupazione. Una data che riguarda in particolare chi ha terminato un contratto a tempo determinato il 30 giugno, come avviene spesso per il personale scolastico precario. Ritardare anche solo di pochi giorni può significare perdere il diritto a ricevere il sussidio sin dall’inizio del periodo di disoccupazione, con conseguenze economiche dirette e immediate.
Ma chi sono i lavoratori interessati da questa scadenza? Quali sono i requisiti da rispettare per accedere alla NASpI? Quali canali si possono utilizzare per presentare la domanda in tempo utile?
In questo articolo:
- Chi può richiedere la NASpI e cosa dice la normativa aggiornata
- Scadenza NASpI 8 luglio 2025: perché è fondamentale rispettarla
- Come presentare la domanda NASpI
Chi può richiedere la NASpI e cosa dice la normativa aggiornata
La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) è il sostegno economico riconosciuto ai lavoratori dipendenti che perdono il lavoro in modo involontario. Sono esclusi i lavoratori agricoli, i titolari di partita IVA, i collaboratori sportivi e alcuni casi di dipendenti pubblici non contrattualizzati.
I requisiti richiesti per accedere alla NASpI sono:
- Perdita involontaria dell’impiego;
- Almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti;
- Iscrizione al Centro per l’Impiego in stato di disoccupazione.
Dal 1° gennaio 2025 è in vigore un nuovo vincolo: chi ha rassegnato le dimissioni volontarie da un impiego a tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti, potrà accedere alla NASpI solo se ha maturato almeno 13 settimane di contributi in un nuovo rapporto di lavoro. La norma punta a evitare abusi e a rafforzare il legame tra effettiva disoccupazione e accesso all’indennità.
Il 2025 conferma anche la struttura dell’indennità: il 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni fino a 1.550 euro lordi, con un calo progressivo del 3% al mese a partire dal sesto mese.
Scadenza NASpI 8 luglio 2025: perché è fondamentale rispettarla
Il termine dell’8 luglio 2025 è centrale per chi ha visto concludersi il contratto il 30 giugno, data tipica per moltissimi lavoratori precari della scuola, tra cui docenti e personale ATA. Sebbene la domanda NASpI possa essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto (quindi entro il 6 settembre), solo chi invia l’istanza entro 8 giorni dalla fine del contratto, riceverà l’indennità a partire dall’ottavo giorno successivo al termine del lavoro.
In pratica:
- Domanda presentata entro l’8 luglio: indennità attiva già dal 7 o 8 luglio;
- Domanda presentata dopo: indennità decorre dalla data di presentazione.
Il mancato rispetto di questa scadenza provoca un ritardo diretto nell’erogazione e una riduzione del numero totale di giorni indennizzati, con effetti concreti sul piano economico, specie nei mesi estivi in cui non sono previste altre fonti di reddito.
Per questo motivo, chi ha cessato l’attività il 30 giugno deve agire tempestivamente e non attendere agosto o settembre, anche se formalmente ancora nei termini.
Come presentare la domanda di NASpI
La domanda per la NASpI deve essere trasmessa attraverso il portale INPS, autenticandosi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). La sezione da utilizzare è “MyINPS > Prestazioni e Servizi > NASpI”. La procedura è guidata e disponibile h24.
Una novità rilevante da considerare per luglio 2025 riguarda lo SPID: dal 1° luglio alcuni provider come Infocert e Aruba applicano un canone annuo. Chi aveva attivato SPID gratuitamente dovrà verificare se il servizio è ancora operativo o se è necessario cambiare gestore, per evitare blocchi di accesso al portale.
Chi ha difficoltà nell’uso degli strumenti digitali può rivolgersi a:
- Patronati abilitati;
- CAF convenzionati;
- Contact center INPS: 803.164 da telefono fisso, 06.164.164 da cellulare.
Una volta inviata la domanda, l’INPS valuta i requisiti e calcola l’importo mensile spettante. Ogni giorno di ritardo nella trasmissione si traduce in una minore copertura, per questo è essenziale non aspettare l’ultimo minuto.









