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Nio: vendite in calo nel mese di maggio. Cosa fare sul titolo?

Nio: vendite in calo nel mese di maggio. Cosa fare sul titolo?

Tra gli osservati speciali a Wall Street nella seduta odierna troviamo il titolo Nio, dopo che la società ha comunicato le vendite di auto elettriche nel mese di maggio. Nello specifico queste sono aumentate solo del 4% nell’ultimo mese, per i problemi legati sia alla costruzione che alla consegna di veicoli in scia alle misure imposte per limitare la diffusione del Covid in alcune regioni della Cina. Per cercare di recuperare terreno l’azienda cinese starebbe ora lavorando con i suoi fornitori, per aumentare non solo la produzione nel mese di giugno ma anche le consegne. In questo contesto recuperano invece terreno i suoi competitors. Da una parte Xpeng ha dichiarato di essere riuscita a consegnare 10.125 automobili nel mese di maggio, con un aumento del 78% rispetto a un anno fa, grazie alla ripresa della produzione su due turni nei suoi stabilimenti, mentre Li Auto, ha dichiarato di essere riuscito a consegnare circa 11.500 veicoli, con un aumento di oltre il 160% rispetto a 12 mesi fa, nonostante le interruzioni dovute alla pandemia.

 

Azioni Nio: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi grafica del titolo nel breve e medio periodo. Se l’impostazione di fondo del titolo Nio rimane sempre al ribasso , con i prezzi scesi dai massimi di novembre 2021 in area 44,20 dollari ai minimi di maggio 2022 posti sugli 11,30 dollari, nel breve la situazione potrebbe farsi interessante. Infatti il recupero delle ultime giornate potrebbe spingere le quotazioni in direzione delle forti resistenze poste sui 18,30 dollari, oltre i quali potremmo avere ulteriori allunghi verso i 20,50 dollari e successivamente i 22,10 dollari. Nel caso in cui l’azione dovesse superare quest’ultime aree, si andrebbe a chiudere il gap down lasciato aperto il 6 aprile 2022 nei pressi dei 22,35 dollari e a seguire indirizzarsi verso i massimi degli ultimi 3 mesi in area 24 dollari. Al contrario nuovi e rinnovati segnali di debolezza si avrebbero con discese sotto i 14 dollari, con il titolo che a quel punto andrebbe a rivedere i minimi del 12 maggio in area 12,60 dollari. Importante diventerà la tenuta di quest’ultimi sostegni per evitare una prosecuzione delle vendite che avrebbero un ulteriore target sulla soglia dei 10 dollari.

 

 

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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