Un tempo Novo Nordisk era l’azienda più capitalizzata d’Europa. Dal record storico delle azioni nel luglio del 2024, però, si è eclissata. Da allora, il titolo in Borsa ha perso oltre tre quarti del suo valore, nonostante l’azienda abbia ancora solide fondamentali. Ma allora, quali sono le ragioni per cui gli investitori hanno venduto massicciamente le azioni? Quali altre nubi si addensano all’orizzonte per la casa farmaceutica danese?
In questo articolo:
- Novo Nordisk: tutte le ragioni del crollo
- Quali prospettive ora
Novo Nordisk: tutte le ragioni del crollo
I problemi per la casa farmaceutica danese si stanno accumulando. Pressioni sui prezzi, concorrenza feroce e battute d’arresto nella pipeline, portando gli investitori a liberarsi delle azioni. Ecco quindi i principali fattori che hanno determinato il crollo del titolo in Borsa.
La concorrenza di Eli Lilly
Nel 2021 Novo Nordisk lanciò il farmaco anti-obesità Wegovy. Il trattamento si basa sul principio attivo semaglutide, già utilizzato per un altro prodotto di successo dell’azienda, Ozempic, commercializzato negli Stati Uniti dal 2018. Fino ad allora, non esisteva sul mercato un farmaco specifico per la perdita di peso. Wegovy veniva somministrato con frequenza settimanale attraverso iniezione sottocutanea, e quello fu l’inizio di una cavalcata impressionante del titolo in Borsa.
Nel frattempo, però, il colosso farmaceutico americano Eli Lilly è piombato sul mercato, lanciando nel 2023 Zepbound. Il principio attivo, in questo caso, è diverso: si tratta della tirzepatide, già utilizzata nel farmaco contro il diabete Mounjaro. Zepbound si è dimostrato più efficace di Wegovy in termini di perdita di peso in uno studio comparativo. Il motivo principale è che il farmaco di Lilly combina due vie ormonali (GIP + GLP-1), mentre Wegovy agisce solo su GLP-1, e questo dual target sembra dare un vantaggio nella riduzione dell’appetito e del peso. Di conseguenza, le vendite di Zepbound hanno superato quelle di Wegovy lo scorso anno e, secondo gli analisti, nel 2026 il divario è destinato ad ampliarsi. Novo ha giocato la carta CagriSema, un nuovo farmaco che combina la semaglutide con un composto che imita l’ormone amilina. Gli ultimi risultati clinici, però, sono stati deludenti: la perdita di peso media associata a CagriSema arriva al 23% dopo 84 settimane, al di sotto del 25,5% raggiunto da Zepbound.
L’azienda con sede a Bagsværd ha introdotto a gennaio la pillola orale, approvata dalla Food and Drug Administration (FDA) americana. Questo le dà un vantaggio iniziale su Lilly, che a sua volta attende il via libera dall’autorità del farmaco previsto per aprile.
I farmaci compounded
Negli Stati Uniti, Novo Nordisk ha dovuto fare i conti con i cosiddetti farmaci “compounded”, versioni copiate dei suoi prodotti anti-obesità più economiche, stimate essere utilizzate da circa 1,5 milioni di pazienti. Il problema è che, negli USA, tali farmaci sono consentiti quando si verificano carenze delle versioni originali, come è stato in passato. Il vantaggio dei compounded è che non devono superare l’iter rigoroso dell’approvazione normativa.
La FDA americana ha dichiarato che la carenza iniziale si è conclusa, ma molti produttori hanno trovato un escamotage modificando leggermente la formulazione, ad esempio cambiando il dosaggio o aggiungendo vitamine. Alla fine, il prodotto risulta comunque efficace, con il vantaggio di un costo inferiore.
La scadenza dei brevetti
Nel 2026 scade in diversi Paesi chiave l’esclusiva sui brevetti che proteggono il principio attivo semaglutide, alla base di Ozempic e Wegovy, aprendo la porta ai farmaci generici in mercati come Canada, India, Cina e Brasile già a partire da marzo. Negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone, invece, la protezione rimane più lunga grazie alle estensioni di brevetto e ai certificati supplementari, spingendo la scadenza verso il 2031‑2032. Questa dinamica significa che Novo potrebbe trovarsi ad affrontare concorrenza generica prima in alcune aree del mondo, mettendo sotto pressione le vendite. L’alternativa sarebbero acquisizioni strategiche, ma l’azienda si è fatta soffiare Metsera, biotech focalizzata sui trattamenti per la perdita di peso, da Pfizer lo scorso anno.
La riduzione dei prezzi negli Stati Uniti
Il presidente americano Donald Trump ha preso di mira i prezzi elevati dei farmaci da prescrizione negli Stati Uniti, chiedendo alle aziende di vendere direttamente ai pazienti e di allineare i prezzi statunitensi a quelli degli altri Paesi sviluppati. A novembre, Novo e Lilly hanno raggiunto un accordo con l’amministrazione USA per ridurre i prezzi dei loro farmaci dimagranti nei programmi pubblici Medicaid e Medicare. Novo ha avvertito che i prezzi più bassi potrebbero pesare sulla crescita delle vendite globali nel breve termine. Gli Stati Uniti, infatti, hanno rappresentato più della metà delle entrate totali di Novo dal 2023.
Nuovi competitor in arrivo e farmaci blockbuster limitati
Novo Nordisk viene spesso definita una società focalizzata esclusivamente su diabete e obesità. In realtà, nel 2025 il suo portafoglio comprendeva sei farmaci blockbuster, ossia prodotti di marca con vendite annue pari o superiori a 1 miliardo di dollari. Tuttavia, si tratta di un numero inferiore rispetto a quello di rivali attuali e potenziali. Nei prossimi anni, altre grandi aziende farmaceutiche puntano a entrare nel mercato dei farmaci per la perdita di peso, tra cui AstraZeneca, Roche, Amgen e Pfizer, quest’ultima tramite l’acquisizione di Metsera. Roche possiede 17 farmaci blockbuster, AstraZeneca 16, Amgen 14, Pfizer 13 ed Eli Lilly 8.
Quali prospettive ora
L’amministratore delegato di Novo Nordisk, Mike Doustdar, ha affermato che i numeri del 2026 saranno in discesa prima di tornare a salire. A inizio febbraio, la società ha stimato un calo di vendite e profitti compreso tra il 5% e il 13% nell’anno in corso. Si tratterebbe della prima flessione del fatturato annuale dal 2017.
Gli analisti si aspettano una riduzione delle vendite di circa l’8% su base annua. Novo, tuttavia, ritiene di avere due assi nella manica: CagriSema, che dovrebbe rafforzare le vendite future nonostante gli ultimi risultati clinici deludenti, e la pillola Wegovy, sebbene una pillola rivale di Eli Lilly potrebbe arrivare sul mercato a breve.
Gli investitori restano scettici, ma sarà necessario osservare gli sviluppi. In ogni caso, le azioni in Borsa appaiono fortemente sottovalutate dopo il pesante calo. Il fair value stimato da Forecaster.biz è pari a 95,74 dollari al 25 febbraio 2026, ovvero il 151,19% in più rispetto all’attuale prezzo di mercato di 38,11 dollari a Wall Street.









