Le obbligazioni in lire turche hanno subito la scorsa settimana il più grande deflusso di investitori stranieri degli ultimi dieci anni. Secondo i dati forniti da Bloomberg, la fuga di capitali ha raggiunto quota 1,5 miliardi di dollari. Le vendite sono scattate nel momento in cui la Banca centrale turca ha alzato di sorpresa le previsioni sul tasso di inflazione di fine anno dal 21% al 24%. Ciò fa pensare che i tassi di interesse potrebbero restare alti, tenendo sotto pressione il mercato obbligazionario. Attualmente, i rendimenti dei bond turchi sono i secondi più alti nell’ambito dei mercati emergenti sulla scadenza a 10 anni. In testa vi sono i rendimenti dei bond libanesi con il 45,8%, seguiti da quelli delle obbligazioni turche con il 26,8%, che a loro volta precedono i rendimenti nigeriani al 21,9% (dati Bloomberg).
Tuttavia, i titoli a reddito fisso decennali della Turchia rendono di meno rispetto a novembre, quando avevano raggiunto un ritorno del 31%. Il problema è che i rendimenti sono al di sotto del tasso di inflazione, che a gennaio si è attestato al 42%. Inoltre c’è la questione della valuta a rendere tutto più complicato. I guadagni delle obbligazioni in moneta locale vengono decurtati dalla svalutazione della lira. Quest’anno i rendimenti netti del debito turco sono stati inferiori al 4%, mentre questo mese hanno avuto addirittura un ritorno negativo.
Obbligazioni turche: ecco perché acquistarle ora
Se la gran parte degli investitori si sta liberando delle obbligazioni turche in lire, Allianz Global Investors va controcorrente e punta sul debito locale a lunga scadenza. A gennaio, il team specializzato nei mercati emergenti dell’asset manager, che gestisce asset per 2,9 miliardi di dollari, ha acquistato titoli in lire turche a 10 anni ed è intenzionato a tenere saldamente la posizione, quantunque abbia perso circa il 4% nel mese in corso.
“La nostra visione non è in linea con il consensus, ma mi aspetto che il trading si riprenda e offra rendimenti almeno a due cifre quest’anno”, ha affermato Carlos Carranza, gestore di portafoglio di Allianz. Questo “sulla scia del rapido calo dell’inflazione e di una garanzia implicita dello Stato che il deprezzamento della valuta non cancellerà i rendimenti degli interessi”, ha aggiunto. In pratica, Allianz punta su fatto che ci sarà una discesa dell’inflazione grazie a una politica stabile. Secondo Giulia Pellegrini, gestore di portafoglio di Allianz, “i responsabili politici turchi sono impegnati in un processo di disinflazione che si realizza attraverso l’apprezzamento reale della lira”. Questo “è fondamentalmente un via libera per qualsiasi posizione valutaria che un gestore patrimoniale voglia avere”, ha aggiunto.









