Oro: poco smalto nel 2022, il finale potrebbe essere migliore? - Borsa&Finanza

Oro: poco smalto nel 2022, il finale potrebbe essere migliore?

Lingotti oro

L’oro bene rifugio per eccellenza e per ogni occasione. È davvero così? A giudicare dall’andamento del metallo prezioso nel corso del 2022 non sembrerebbe. L’oro ha perso, come quasi tutte le altre asset class. Il suo passivo, da inizio anno, è di quasi il 5% (in dollari al 25 novembre). Ma questo solo grazie al rimbalzo della prima settimana del mese, durante la quale ha recuperato quasi nove punti percentuali. Una risalita che è peraltro coincisa con una fase di risk-on sui mercati finanziari. Vista così appare quasi una conferma della perdita delle sue caratteristiche di decorrelazione e protezione nelle fasi di turbolenza dei mercati.

 

Quotazioni oro, attenti al dollaro

Se correlazione bisogna cercare, allora forse è meglio guadare al biglietto verde, valuta dominante nel corso del 2022. Che però, nel corso del prossimo anno potrebbe moderare la sua forza. In generale il rafforzamento del dollaro Usa spinge le materie prime al ribasso, un effetto che potrebbe in parte scemare il prossimo anno. La motivazione sta nel fatto che la Fed potrebbe essere vicina alla fine del rialzo dei tassi di interesse. Gli analisti iniziano a prevederne altri due, uno a dicembre di 50 punti base già scontato, e un altro successivo che non sarà sicuramente di 75 punti base ma che potrebbe essere di 25. Per fine anno potrebbe arrivare addirittura un taglio dei tassi se il rallentamento economico dell’economia Usa si rivelasse più forte di quanto sperato, retrocedendo l’economia in recessione.

 

Prezzo basso e acquisti

Un altro fattore che potrebbe sostenere le quotazioni dell’oro sono gli acquisti delle banche centrali e dei paesi dell’Estremo oriente, in particolare l’India. Secondo le rilevazioni del World Gold Council, nel terzo trimestre del 2022 le banche centrali hanno acquistato 399 tonnellate d’oro del valore di 20 miliardi di dollari. La notizia ha contribuito a sostenere le quotazioni del metallo prezioso nella prima settimana di novembre, dopo che nel mese di ottobre il ribasso era stato dell’8%. D’altro canto, i prezzi sul mercato erano diventati interessanti sia per gli speculatori sia per gli operatori in oro, come le gioiellerie, sia per i mercati orientali. In totale, secondo il World Gold Council, la domanda di oro nel terzo trimestre dell’anno è stata di 1.181 tonnellate, in crescita del 28% rispetto allo stesso periodo del 2021.

 

Tassi di interesse e inflazione

Con il Treasury Usa decennale che rende il 4% (ora meno) e di fronte a un tasso di inflazione del 9%, l’oro, attività che non distribuisce cedole né dividendi, perde brillantezza. L’inflazione, tuttavia, ha raggiunto il picco negli Stati Uniti e il Treasury potrebbe rientrare su rendimenti meno elevati con la “svolta” attesa sul rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed. Come già accennato, alcuni analisti prevedono che entro la fine del 2023 potrebbero arrivare dei tagli sui Fed Funds. Per l’oro che parte da livelli di prezzo interessanti, potrebbe essere l’occasione per ritrovare un po’ di smalto.

 

Lo scenario geopolitico

Al di là di un’iniziale salita delle quotazioni nel momento dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, l’oro ha poi perso per strada lo status di bene rifugio da tenere in casa durante la guerra. E d’altronde, fortunatamente, al momento il conflitto è circoscritto all’Ucraina dove si spera che possa rimanere. L’oro, da questo punto di vista, non dà molte speranze di poter risalire, ma è meglio così.

 

L’analisi tecnica e le strategie operative sull’oro

Con il bel rimbalzo messo a segno dai minimi di inizio mese a 1.616 dollari, area dove da fine settembre si è realizzato un triplo minimo, le quotazioni dell’oro hanno potuto risalire la china fino a 1.783 dollari dove il movimento si è per ora arrestato. Con la risalita il metallo prezioso è riuscito a rompere al rialzo la linea di tendenza ribassista che lo accompagnava al ribasso dall’8 marzo 2022, quando è iniziata la discesa dopo l’iniziale reazione all’invasione della Russia da parte dell’Ucraina. Il rally si è arrestato a 1.786 dollari da dove le quotazioni sono scese fino a 1.724, area di supporto ed ex-resistenza. Una ripresa del rally si avrebbe con la violazione al rialzo di 1.786, con target a 1.807 dollari in prima battuta e 1.825 successivamente, mentre una rottura al ribasso di area 1.724 proporrebbe arretramenti verso i 1.700 dollari.

Il grafico a candele con le quotazioni dell'oro
Andamento dell’oro – Fonte: IG

Oro: le strategie operative con i Certificati Turbo24 di IG

Per quanto riguarda l’operatività, si potrebbero valutare strategie long da 1.788 dollari con target a 1.824. Lo stop loss potrebbe essere posizionato a 1.759. Per questo tipo di operatività può essere utilizzato un Certificato Turbo24 di IG con facoltà long sull’oro che abbia il livello di Knock-Out (KO) inferiore alla zona scelta per lo stop loss indicato.
Nel dettaglio, il Certificato Turbo24 Long con ISIN DE000A2212V2 propone un livello di KO a 1.519,55 dollari e leva 8. Per trovare la corretta size di ingresso a mercato, ricordiamo di controllare il moltiplicatore, sotto la voce info. L’ammontare massimo che si potrà perdere non supererà in ogni caso l’investimento iniziale: perché ciò accada le quotazioni dell’oro dovranno raggiungere il livello di KO del Certificato.

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