Nel percorso verso la pensione anticipata, uno dei dubbi più frequenti riguarda la validità dei contributi figurativi. Molti lavoratori, consultando l’estratto conto Inps, trovano periodi coperti da malattia, disoccupazione, maternità o cassa integrazione e si chiedono se questi mesi “non lavorati” possano essere utilizzati per raggiungere i requisiti richiesti dalla normativa. La riforma Fornero ha introdotto regole più rigide e un sistema articolato, creando un doppio binario che rende la risposta meno immediata di quanto si possa pensare.
La questione è tornata al centro del dibattito dopo una recente ordinanza della Cassazione, che ha chiarito in quali casi i contributi figurativi sono validi e quando invece non possono essere conteggiati. Da qui nasce una serie di domande fondamentali: cosa sono esattamente i contributi figurativi? In quali forme di pensione anticipata possono essere utilizzati? E quali limiti restano per i lavoratori contributivi puri? Scopriamolo insieme.
In questo articolo:
- Cosa sono i contributi figurativi e come vengono riconosciuti dall’Inps
- Pensione anticipata: quando i contributi figurativi valgono e quando non possono essere utilizzati
- Come orientarsi tra contribuzione utile ed effettiva per accedere alla pensione anticipata
Cosa sono i contributi figurativi e perché compaiono nell’estratto conto Inps
I contributi figurativi sono accrediti riconosciuti dall’Inps per periodi in cui il lavoratore non ha svolto attività retribuita, ma che la legge considera comunque utili ai fini previdenziali. Non derivano da versamenti diretti, ma vengono attribuiti automaticamente o su richiesta, a seconda dei casi. Rientrano tra i periodi figurativi:
- malattia e infortunio
- disoccupazione indennizzata (Naspi)
- maternità e congedi parentali
- cassa integrazione
- servizio militare obbligatorio
La loro funzione è quella di evitare “vuoti contributivi” in momenti di fragilità lavorativa o personale, garantendo continuità nella carriera assicurativa. Sono sempre validi per la pensione di vecchiaia, che richiede 20 anni di contributi complessivi e 67 anni di età, ma il loro ruolo cambia quando si parla di pensione anticipata.
La riforma Fornero ha infatti introdotto due percorsi distinti per l’uscita anticipata, e la differenza tra “contribuzione utile” e “contribuzione effettiva” è diventata decisiva.
Pensione anticipata: quando i contributi figurativi valgono e quando non possono essere utilizzati
La pensione anticipata Fornero si articola su due canali, ciascuno con regole diverse. La Cassazione, con l’ordinanza del 20 ottobre 2025, ha confermato che la validità dei contributi figurativi dipende dal percorso scelto o applicabile al lavoratore.
La prima è la Pensione anticipata basata sull’anzianità contributiva. È il canale più utilizzato e riguarda chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. Richiede:
- 42 anni e 1 mese di contributi per gli uomini
- 41 anni e 1 mese per le donne
In questo caso, i contributi figurativi valgono pienamente.
La seconda è la Pensione anticipata contributiva a 63 anni: è riservata ai lavoratori che hanno iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996. Si richiede:
- 63 anni di età
- 20 anni di contributi effettivi
Qui la legge usa un termine preciso: “contribuzione effettiva”. Questo esclude automaticamente i contributi figurativi derivanti da disoccupazione, malattia o cassa integrazione.
La distinzione è netta e voluta dal legislatore. La Cassazione ha chiarito che non si tratta di un’interpretazione restrittiva, ma di una differenza strutturale tra due percorsi previdenziali diversi.
Perché l’Inps aveva dubbi e come orientarsi oggi tra contributi utili ed effettivi
Negli anni passati, l’Inps aveva spesso adottato una lettura prudente, escludendo i contributi figurativi anche nei casi in cui la legge non lo prevedeva. Questa impostazione derivava dalla volontà di limitare il ricorso alla pensione anticipata, interpretando la riforma Fornero nel modo più rigido possibile. Alcune sentenze precedenti avevano alimentato questa visione, creando incertezza tra i lavoratori.
La Cassazione ha però chiarito definitivamente che:
- per la pensione anticipata basata sull’anzianità contributiva, contano anche i contributi figurativi
- per la pensione anticipata contributiva a 63 anni, valgono solo i contributi effettivi
Il quadro è quindi più chiaro, ma resta fondamentale verificare la propria posizione contributiva con attenzione. L’estratto conto Inps distingue sempre tra contributi effettivi, figurativi e da riscatto, e questa distinzione può determinare l’accesso o meno alla pensione anticipata.
I contributi figurativi restano inoltre validi per la pensione di vecchiaia, per la quale è sufficiente raggiungere 20 anni complessivi, senza distinzione tra tipologie di accredito.









