Una parte dei pensionati italiani potrebbe ricevere a breve un accredito inatteso. L’Inps ha infatti riconosciuto un errore nel calcolo della pensione per alcune categorie di lavoratori che hanno lasciato il lavoro dal 1° gennaio 2024 in avanti.
L’istituto ha ammesso lo sbaglio con un messaggio ufficiale e ha annunciato un riesame d’ufficio degli assegni, con conseguente pagamento degli arretrati e degli interessi dovuti. Si tratta di una correzione che riguarda decine di migliaia di persone, in particolare chi appartiene alle casse CPDEL, CPS, CPI e CPUG e aveva meno di 15 anni di contributi al 1° gennaio 1996.
A questo punto è naturale chiedersi: chi riceverà gli arretrati? Per quale motivo l’errore si è verificato? E come funziona la procedura di ricalcolo della pensione? Scopriamolo insieme.
In questo articolo:
- Perché alcune pensioni sono state calcolate in modo errato e chi rientra nella correzione
- Arretrati e ricalcolo della pensione: quanto spetta e come avverrà il pagamento
- Come chiedere il ricalcolo della pensione e quando arrivano gli arretrati
Perché alcune pensioni sono state calcolate in modo errato e chi rientra nella correzione
L’origine del problema risale alla legge di bilancio 2024, che aveva introdotto nuove aliquote di rendimento per alcune casse del pubblico impiego. L’obiettivo iniziale del governo era ridurre l’importo delle pensioni per chi, al 1° gennaio 1996, aveva meno di 15 anni di contributi. Dopo le proteste, la norma era stata corretta: il taglio doveva applicarsi solo alle pensioni anticipate, non a quelle di vecchiaia.
Il punto critico è che l’Inps non ha applicato correttamente questa distinzione. Dal 1° gennaio 2024 ha calcolato al ribasso tutte le pensioni liquidate per gli iscritti alle casse CPDEL, CPS, CPI e CPUG, indipendentemente dal fatto che si trattasse di pensione anticipata o di vecchiaia. Il risultato è che molti pensionati hanno ricevuto un assegno più basso del dovuto.
Il messaggio Inps del 5 marzo 2026 chiarisce definitivamente che:
- il taglio si applica solo alle pensioni anticipate, comprese quelle dei lavoratori precoci;
- le pensioni di vecchiaia devono essere calcolate con le vecchie aliquote, più favorevoli;
- gli assegni liquidati in modo errato devono essere riesaminati d’ufficio.
La correzione riguarda quindi chi:
- è andato in pensione di vecchiaia dal 1° gennaio 2024;
- appartiene alle casse CPDEL, CPS, CPI o CPUG;
- aveva meno di 15 anni di contributi al 1° gennaio 1996.
Secondo le stime circolate durante l’iter della manovra, la platea potenziale supera gli 80.000 pensionati, anche se il numero esatto sarà definito dall’Inps dopo il riesame delle posizioni.
Arretrati e ricalcolo della pensione: quanto spetta e come avverrà il pagamento
Il ricalcolo avverrà in modo automatico. L’Inps ha annunciato che riesaminerà d’ufficio tutte le pensioni di vecchiaia liquidate con il criterio riduttivo, senza necessità di presentare domanda. Una volta ricalcolato l’importo corretto, l’istituto procederà al pagamento:
- delle differenze sui ratei arretrati;
- degli interessi legali;
- della rivalutazione monetaria, quando prevista.
Gli arretrati copriranno il periodo che va dalla data di decorrenza della pensione fino alla riliquidazione. Per chi è andato in pensione nel gennaio 2024, il rimborso potrebbe quindi coprire oltre due anni di ratei.
Le cifre non sono ancora note. Tuttavia, la relazione tecnica della legge di bilancio stimava che l’esclusione delle pensioni di vecchiaia dal taglio avrebbe comportato una spesa aggiuntiva di circa 40 milioni di euro tra 2024 e 2025. È una stima indicativa, ma dà un’idea dell’ordine di grandezza del rimborso complessivo.
Il pagamento avverrà con un accredito diretto sul conto del pensionato, insieme alla pensione mensile o con un’emissione separata, a seconda dei tempi tecnici dell’Inps.
Come chiedere il ricalcolo della pensione e quando arrivano gli arretrati
Anche se il riesame è automatico, i pensionati possono comunque verificare la propria posizione e, se necessario, presentare una richiesta formale di ricostituzione. La procedura può essere utile per chi teme che la propria pensione non rientri nel riesame d’ufficio o per chi vuole accelerare i tempi.
La domanda può essere presentata:
- tramite il portale Inps, accedendo con Spid, Cie o Cns;
- tramite patronato, che può seguire la pratica e verificare l’esito;
- tramite Contact Center Inps.
La richiesta da presentare è la ricostituzione della pensione per motivi contributivi, specificando che si tratta di un ricalcolo legato al messaggio Inps n. 787 del 5 marzo 2026.
Per quanto riguarda i tempi, l’Inps non ha ancora comunicato una data precisa per l’erogazione degli arretrati. Tuttavia, la procedura è già avviata e i primi ricalcoli potrebbero arrivare entro i prossimi mesi, con pagamenti scaglionati in base alla complessità delle verifiche.
Chi vuole monitorare la propria situazione può consultare:
- il cedolino pensione;
- la sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino”;
- le comunicazioni Inps nella sezione “Messaggi e circolari”.
Il ricalcolo rappresenta un passaggio importante per ristabilire l’importo corretto della pensione e restituire ai pensionati quanto spettava loro fin dall’inizio









