Pensioni 2025: ecco chi prende 120 euro in più al mese con la riforma Irpef

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Pensioni 2025 nuovamente sotto i riflettori. Con l’avvicinarsi dell’estate, prende forma la seconda fase della riforma fiscale targata Meloni. Dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 216/2023, che ha modificato gli scaglioni Irpef con vantaggi già percepibili, ora l’esecutivo punta a nuovi tagli sulle aliquote per i redditi medi. L’obiettivo è chiaro: aumentare le pensioni nette fino a 120 euro al mese per milioni di italiani.

Ma chi beneficerà davvero di questo incremento? Quali pensionati vedranno aumentare l’importo mensile? E cosa cambia per chi ha redditi superiori ai 50.000 euro?

 

In questo articolo:

 

  • Pensioni 2025, nuova Irpef: chi guadagna fino a 1.440 euro all’anno
  • Detrazioni fiscali: la stretta per i redditi pensionistici più alti
  • Chi beneficia davvero dell’aumento

 

Pensioni 2025, nuova Irpef: chi guadagna fino a 1.440 euro all’anno

La riforma Irpef già in vigore da gennaio 2024 ha semplificato gli scaglioni da quattro a tre, con un beneficio tangibile per chi percepisce fino a 28.000 euro lordi l’anno. L’aliquota su questa fascia è scesa al 23%, generando un risparmio annuo fino a 260 euro. 

La seconda fase della riforma punta ora a ridurre l’aliquota per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, passando dal 35% al 33%. Tale intervento, atteso entro l’estate, potrebbe far salire il vantaggio fiscale complessivo fino a 700 euro per chi rientra in entrambe le fasce. Ma non finisce qui: il governo sta valutando l’estensione del secondo scaglione fino a 60.000 euro, il che significherebbe tassare la fascia 50.000–60.000 euro al 33% invece che al 43%.

Con questa ulteriore modifica, il risparmio fiscale aggiuntivo potrebbe raggiungere i 1.000 euro lordi, per un totale di 1.440 euro all’anno. In termini mensili, si parla di circa 120 euro netti in più sulla pensione. Un’iniezione di liquidità significativa che alleggerisce la pressione fiscale sulle fasce medio-alte.

 

Detrazioni fiscali: la stretta per i redditi pensionistici più alti

Parallelamente ai benefici, il governo ha introdotto un limite per le detrazioni dei pensionati con redditi superiori a 50.000 euro. Per loro la legge prevede una franchigia di 260 euro su tutte le detrazioni fiscali, a eccezione di quelle legate a spese sanitarie e bonus edilizi.

In sostanza, le detrazioni fiscali non si applicano integralmente: la parte di spesa che produce uno sconto Irpef viene considerata solo oltre la soglia dei 260 euro. Il meccanismo è stato pensato per evitare un effetto regressivo, garantendo che il beneficio della nuova Irpef non sia eccessivamente sbilanciato a favore dei redditi più alti.

È un correttivo fiscale che, seppur poco visibile, incide sulle dichiarazioni dei redditi di una parte non trascurabile dei pensionati, limitando il vantaggio pieno della riforma per chi supera la soglia dei 50.000 euro.

 

Chi beneficia davvero dell’aumento

Il principale vantaggio della riforma riguarda i pensionati che si collocano tra i 28.000 e i 60.000 euro di reddito annuo lordo. Sono loro i principali destinatari della riduzione Irpef grazie alla doppia revisione degli scaglioni. L’effetto combinato delle due misure consente una maggiore disponibilità netta mensile, in particolare per chi è collocato nella fascia medio-alta.

Per chi ha redditi inferiori, i benefici restano comunque evidenti, ma più contenuti: si parla di circa 260 euro annui per chi è fino a 28.000 euro. Invece, sopra i 60.000 euro, gli effetti della riforma si attenuano sia per via della franchigia sulle detrazioni, sia perché l’aliquota del 43% continuerà ad applicarsi su tutta la parte eccedente.

Il governo punta così a sostenere le fasce centrali, garantendo maggiore equità nel prelievo fiscale. Le pensioni 2025 potrebbero rappresentare un punto di svolta per milioni di pensionati, soprattutto per chi rientra in una fascia finora spesso dimenticata: quella dei redditi medi.

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Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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