Pensioni vittime del dovere Inps: nuova esenzione Irpef 2026 e cosa cambia

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Il 2026 segna una svolta importante per le pensioni destinate alle vittime del dovere e ai loro familiari. Una modifica attesa da tempo, che amplia in modo significativo il beneficio fiscale riconosciuto a chi ha subito lesioni o ha perso la vita in servizio. L’Inps, con la circolare 51/2026, ha infatti chiarito che l’esenzione Irpef non sarà più limitata al solo trattamento pensionistico collegato all’evento lesivo, ma verrà estesa a tutte le pensioni percepite dalla persona che ha ottenuto lo status di vittima del dovere.

Una novità che cambia radicalmente il quadro fiscale e che riconosce un principio ribadito più volte anche dalla Cassazione: garantire una tutela economica reale, non simbolica, a chi ha servito lo Stato in condizioni di rischio. Ma cosa comporta esattamente questa estensione? Da quando sarà applicata? E soprattutto, chi rientra nella categoria delle vittime del dovere e potrà beneficiare della nuova esenzione? Scopriamolo insieme.

 

In questo articolo:

 

  • Esenzione Irpef totale su tutte le pensioni: cosa prevede la nuova circolare Inps
  • Quando sarà applicata l’esenzione e come ottenere i rimborsi degli anni precedenti
  • Chi sono le vittime del dovere e quali pensioni rientrano nella nuova esenzione
 

Esenzione Irpef totale su tutte le pensioni: cosa prevede la nuova circolare Inps

La circolare Inps del 30 aprile 2026 mette nero su bianco un cambiamento che supera definitivamente le indicazioni del 2017. Fino a oggi, infatti, l’esenzione Irpef riguardava solo la pensione legata all’evento che aveva determinato il riconoscimento dello status di vittima del dovere. Una limitazione che negli anni aveva generato ricorsi, interpretazioni discordanti e un crescente malcontento tra i beneficiari.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza del 25 febbraio 2025, aveva già aperto la strada a un’interpretazione più ampia, affermando che la tutela doveva estendersi a tutti i trattamenti pensionistici, senza distinzioni. L’Agenzia delle Entrate aveva poi confermato questa lettura, riconoscendo che l’esenzione non poteva essere confinata a un’unica prestazione.

Dal 2026, quindi, l’esenzione Irpef e quella relativa alle addizionali regionali e comunali si applicheranno automaticamente a:

 

  • pensioni di prima liquidazione
  • pensioni già liquidate e in pagamento
  • trattamenti derivanti da cumulo, totalizzazione o gestione separata

 

L’applicazione sarà immediata sulla prima pensione pagata nel 2026. Inoltre, le ritenute fiscali operate da gennaio 2026 saranno rimborsate in automatico, senza necessità di presentare domanda.

Per gli anni precedenti, invece, il rimborso dovrà essere richiesto direttamente all’Agenzia delle Entrate, seguendo le procedure previste per i crediti d’imposta. L’Inps ha annunciato che ulteriori istruzioni operative arriveranno con un messaggio dedicato.

 

Quando sarà applicata l’esenzione e come ottenere i rimborsi degli anni precedenti

Il nuovo regime fiscale entrerà in vigore a partire dall’anno d’imposta 2026, con applicazione diretta sulla prima pensione utile. Questo significa che chi percepisce più trattamenti non dovrà presentare alcuna domanda: l’Inps provvederà in automatico a eliminare l’Irpef e le addizionali da tutte le pensioni spettanti.

Per quanto riguarda i periodi precedenti al 2026, la situazione è diversa. Chi ritiene di aver diritto al rimborso dovrà rivolgersi all’Agenzia delle Entrate, che gestisce le richieste relative ai crediti d’imposta. La procedura non passa quindi dall’Inps, che si limiterà a fornire eventuali certificazioni utili.

Questa distinzione tra arretrati e applicazione futura è fondamentale per evitare confusione e per permettere ai beneficiari di recuperare quanto spettante. La circolare sottolinea inoltre che l’esenzione riguarda anche i trattamenti liquidati tramite cumulo o totalizzazione, ampliando ulteriormente la platea dei soggetti interessati.

 

Chi sono le vittime del dovere e quali pensioni rientrano nella nuova esenzione

Per comprendere appieno la portata della novità, è utile ricordare chi rientra nella categoria delle vittime del dovere. Si tratta di persone che hanno subito lesioni permanenti o hanno perso la vita in circostanze legate al servizio, in contesti che richiedono un elevato livello di rischio e responsabilità. Ne fanno parte magistrati, carabinieri, polizia, guardia di finanza, polizia penitenziaria, vigili del fuoco e militari delle Forze Armate. Il beneficio si estende anche ai familiari superstiti, nel caso in cui la vittima sia deceduta.

Le situazioni che rientrano in questa categoria sono molteplici: operazioni di contrasto alla criminalità, interventi di ordine pubblico, vigilanza di infrastrutture sensibili, missioni internazionali, operazioni di soccorso e attività svolte in contesti di emergenza. La nuova esenzione Irpef riconosce quindi il valore del servizio svolto, indipendentemente dal tipo di pensione percepita.

L’obiettivo è chiaro: garantire un sostegno economico adeguato a chi ha servito lo Stato in condizioni estreme, superando una normativa che negli anni aveva mostrato limiti e disparità. Con l’estensione dell’esenzione a tutte le pensioni, il sistema diventa più equo e più coerente con il principio di tutela che ha sempre guidato il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

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Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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