Piazza Affari in rosso, forti vendite sui titoli difensivi e i bancari

PIAZZA AFFARI IN ROSSO, VENDITE SUI TITOLI DIFENSIVI E I BANCARI

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Spread a 141, si attende la nota di aggiornamento al Def. Piazza Affari maglia nera d’Europa

Nessun titolo positivo sul paniere principale, con l’eccezione di Snam, ma solo in apertura. Nessun’altra borsa registra perdite peggiori di Piazza Affari nella seduta di oggi. Il Ftse Mib, -1,54%, crolla di almeno 500 punti sotto la soglia dei 22.000, trascinato giù ai minimi dal 3 settembre dai settori delle materie prime, appesantite dal petrolio, dei sanitari e della tecnologia. Rimane stabile a 140 lo spread, così come il Btp decennale fermo in area 0,82%.

TITOLI PEGGIORI
Amplifon -3,74%
Le vendite non risparmiano neanche i titoli difensivi. I guadagni della vigilia (+2,77%), e il trend positivo a breve e lungo periodo portano prese di benefici su Amplifon, la peggiore tra le blue chips.

Unicredit -3,5%
A 11,484 euro, il titolo ha raggiunto l’11 settembre i massimi degli ultimi due mesi. Da quel momento ha perso il 10% circa, compresa la seduta odierna, con cui ha aggiornato i minimi dal 3 settembre scorso a 10,3.

Finecobank -3,19%
Come spesso accade durante le sedute fortemente negative,  sono i titoli bancari i più attaccati. Terzo rosso di fila negativa, aggiornati i minimi dal 27 agosto a 9,116 euro. La seduta odierna potrebbe innescare un trend negativo di breve periodo.

ANALISI FTSE MIB
Prevale ancora l’impulso ribassista del 20 settembre. Dopo la seduta piatta di ieri, a 21.553 ha raggiunto i minimi dal 3 settembre scorso, che è anche l’area di una primo supporto in pericolo rottura. Se dovesse accadere, il nuovo target è attorno ai i 21.300, oppure sprofondare a 21.060 in caso di shock esogeno esterno.

SPREAD
Si mantiene stabile, complice il fatto che il rendimento del Bund stia ricominciando a scendere (-0,61%). Ieri chiusura a 143, oggi il differenziale di rendimento tra i titoli tedeschi e quelli decennali italiani viaggia a 141 punti base, stabile il Btp in area 0,83%. I mal di pancia nel Movimento Cinque Stelle, con la fronda di 70 senatori che avrebbero messo in discussione la leadership di Luigi Di Maio con un documento congiunto, per ora non ha causato conseguenze. Il focus rimane la nota di aggiornamento al Def che il governo deve definire entro il 27 settembre.

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