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Prezzo Rame: ecco perché le quotazioni potrebbero salire del 75%

Rame: nel 2023 è il metallo industriale più performante, cosa aspettarsi nel 2024?

Il prezzo del rame salirà di oltre il 75% nei prossimi due anni. Le previsioni sono state fatte da BMI, un’unità di ricerca di Fitch Solution, che ha citato in un rapporto interruzioni all’offerta e aumenti della domanda per le energie rinnovabili come motori di crescita dei prezzi. Tra l’altro, con il dollaro che dovrebbe indebolirsi per effetto della riduzione dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, il rame sarebbe più conveniente per i commercianti non americani, il che stimolerebbe ulteriormente la domanda facendo salire le quotazioni, sottolinea lo studio di BMI.

Il metallo rosso è un elemento cruciale nell’ambito della transizione energetica, in quanto componente fondamentale nella produzione di veicoli elettrici, reti elettriche e turbine eoliche. A ciò si aggiunge il fatto che, quando un’economia cresce o è in ripresa, il rame è molto richiesto perché fa parte a pieno titolo della produzione industriale per via del suo utilizzo nelle apparecchiature elettriche e nei macchinari industriali.

BMI afferma che i vincitori di un possibile rally del prezzo del rame saranno principalmente Cile e Perù, perché entrambi i Paesi hanno grandi riserve di minerali di transizione verde come appunto il rame. Quindi sono pronti a beneficiare di maggiori investimenti e di una più elevata domanda delle esportazioni. Attualmente al London Metal Exchange il rame è scambiato a circa 8.500 dollari alla tonnellata, mentre nel 2023 ha guadagnato il 2,23%.

 

Prezzo Rame: ecco le altre previsioni

Gli altri analisti sono altrettanto ottimisti su un possibile rally del rame nell’anno in corso e nel prossimo. Matty Zhao, responsabile dei materiali di base dell’Asia-Pacifico di Bank of America Securities, ritiene che “la visione positiva per il rame è più su fattori macro”, citando il taglio dei tassi della Fed e un dollaro più debole. A dicembre, la big bank americana aveva previsto un aumento della domanda di 4,2 milioni di tonnellate entro il 2030, con un prezzo che arriverebbe a 15.000 dollari la tonnellata entro il 2025.

Gli analisti di Citi sottolineano gli investimenti nel settore della transizione energetica come driver per la crescita dei prezzi del rame, che però “presuppone un atterraggio molto morbido negli Stati Uniti e in Europa, una ripresa anticipata della crescita globale e un significativo allentamento della Cina”.

Goldman Sachs invece cita le interruzioni minerarie come principale contributore alla corsa rialzista del metallo, stimando un deficit dell’offerta di oltre 500 mila tonnellate nel 2024. A novembre First Quantum Minerals ha sospeso la produzione nella miniera di Cobre Panamá, a seguito delle proteste nazionali per le preoccupazioni ambientali. Mentre Anglo American ha già annunciato un taglio della produzione per quest’anno e il prossimo per abbassare i costi. “I tagli all’offerta rafforzano la nostra opinione che il mercato del rame stia entrando in un periodo di inasprimento molto più chiaro”, hanno scritto gli analisti di Goldman. La banca USA prevede che le quotazioni balzeranno a 10.000 dollari entro la fine del 2024 e aumenteranno ancora fino a 15.000 dollari nel 2025.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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