La riforma della disabilità sta entrando nella sua fase più concreta, con l’Inps che ha finalmente attivato il servizio telematico dedicato al Progetto di Vita, lo strumento centrale del nuovo modello di valutazione e presa in carico previsto dal decreto legislativo 62/2024. Si tratta di un passaggio decisivo, perché permette alle persone con disabilità residenti nelle province coinvolte nella sperimentazione di avviare il percorso che porterà alla definizione di un progetto personalizzato, costruito attorno ai bisogni, alle aspirazioni e agli obiettivi di vita della persona. Il servizio è già operativo e consente di trasmettere all’Ambito Territoriale Sociale tutta la documentazione necessaria per iniziare la valutazione multidimensionale.
Ma come funziona il nuovo servizio Inps? Chi può presentare domanda? In quali province è già attivo?
In questo articolo:
- Come funziona il servizio Inps per il Progetto di Vita
- Requisiti necessari per presentare la domanda per Progetto di Vita
- Province coinvolte e chi può presentare domanda
Come funziona il servizio Inps per il Progetto di Vita
Il nuovo servizio telematico permette di inviare la domanda direttamente dal sito Inps, attraverso un percorso dedicato all’interno dell’area “Sostegni, Sussidi e Indennità”. La persona con disabilità, o chi la rappresenta, accede con le proprie credenziali digitali e autorizza l’Inps a trasmettere all’Ats competente il certificato di disabilità, il questionario WHODAS e i dati necessari per avviare la valutazione multidimensionale. Una volta ricevuta la documentazione, l’Ats contatta la persona e dà avvio al procedimento previsto dalla riforma, che non si limita alla valutazione sanitaria ma analizza la situazione complessiva: contesto familiare, autonomia, sostegni necessari, obiettivi personali e condizioni di vita.
Il Progetto di Vita nasce proprio da questa analisi e diventa un documento che definisce interventi, supporti e strategie pensate per favorire autonomia, inclusione e partecipazione sociale. È un cambio di paradigma che mette al centro la persona e non la sua patologia, e che punta a costruire percorsi realmente personalizzati.
Requisiti necessari per presentare la domanda per Progetto di Vita
Per accedere al Progetto di Vita Inps è necessario possedere una certificazione che attesti la condizione di disabilità. La riforma prevede diverse situazioni che permettono di presentare domanda: invalidità civile oltre una certa soglia, deficit visivi o uditivi significativi, necessità di sostegno ai sensi della legge 104, difficoltà persistenti nei minori o condizioni specifiche per gli ultra‑sessantasettenni. È valida anche una certificazione rilasciata ai sensi della legge 104 ottenuta prima dell’entrata in vigore della riforma.
Questi requisiti rappresentano la base minima per avviare la procedura, ma la definizione del progetto dipenderà dagli esiti della valutazione multidimensionale svolta dall’Ats. Sono invece escluse, almeno per ora, le persone anziane non autosufficienti titolari di indennità di accompagnamento, in attesa che venga completato il quadro normativo dedicato alle politiche per gli anziani.
Province coinvolte e chi può presentare domanda
La sperimentazione del Progetto di Vita INPS è stata avviata in diverse province italiane, con un calendario che si è ampliato progressivamente tra il 2025 e il 2026. Le prime aree coinvolte sono state Brescia, Firenze, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste, seguite da altre province nel corso del 2025 e da un gruppo molto più ampio a partire dal marzo 2026, che comprende città come Roma, Milano, Torino, Venezia, Verona, Catania, Messina e molte altre.
La domanda può essere presentata direttamente dalla persona con disabilità, dal genitore in caso di minore oppure dal tutore, curatore o amministratore di sostegno, purché dotato delle credenziali digitali necessarie. È possibile anche presentare la richiesta direttamente all’ATS senza utilizzare il servizio Inps, ma in questo caso si può comunque chiedere all’Istituto di trasmettere il certificato.
Una volta avviata la procedura, l’Ats prende in carico la persona e avvia il percorso che porterà alla definizione del Progetto di Vita, un documento che racchiude obiettivi, sostegni, interventi e strategie pensate per migliorare la qualità della vita e favorire la piena partecipazione sociale.









