PUN: cos'è e a cosa serve il Prezzo Unico Nazionale dell'energia
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PUN: cos’è e a cosa serve il Prezzo Unico Nazionale dell’energia

PUN: cos'è e a cosa serve il Prezzo Unico Nazionale dell'energia

Il PUN assume oggi un’importanza estrema nel mercato dell’energia elettrica, dal momento che l’Italia insieme a tutta l’Europa sta vivendo una crisi energetica gravissima che sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese. Il prezzo che viene pagato dal consumatore finale è frutto di vari passaggi che avvengono lungo la filiera produttiva dell’elettricità, partendo dal produttore fino ad arrivare al venditore al dettaglio. Gli scambi che avvengono tra produttori, operatori all’ingrosso e fornitori al dettaglio si realizzano sia in maniera bilaterale che in un mercato virtuale, ovvero alla Borsa elettrica. Qui si forma il PUN. Entriamo quindi nel dettaglio con un guida che illustra le modalità attraverso cui viene stabilito tale prezzo e l’importanza che questo riveste nel mercato energetico.

 

PUN: definizione e caratteristiche

Il PUN è l’acronimo di Prezzo Unico Nazionale e rappresenta il valore di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica che si acquista all’IPEX, la Borsa elettrica italiana. Il prezzo risulta dalla media ponderata nazionale dei valori zonali di vendita per ora e giorno, calcolati sulla base di diversi fattori che tengono conto della quantità e dei prezzi che si formano nelle varie zone d’Italia e nei diversi momenti della giornata. Il PUN viene pubblicato nel sito del Gestore dei Mercati Energetici, l’ente che gestisce la Borsa. I valori vengono riportati in base alla fascia oraria, che è suddivisa in:

 

  • Fascia F1: dalle 8.00 alle 19.00 dal lunedì al venerdì, escluse le festività nazionali;
  • Fascia F2: dalle 07.00 alle 8.00 e dalle 19:00 alle 23:00 dal lunedì al venerdì, il sabato dalle 07:00 alle 23:00, escluse le festività nazionali;
  • Fascia F3: dalle 23.00 alle 7.00 dal lunedì al sabato, domenica e festività nazionali.

PUN: quanto è importante per il prezzo dell’energia

Le variazioni del PUN sono determinanti per i costi che il consumatore finale deve sostenere in bolletta. Quando il PUN cresce di valore, i riflessi del mercato all’ingrosso poi si trasmettono in quello al dettaglio; di conseguenza, il valore delle bollette sale. A volte i fornitori di energia che operano nel mercato libero propongono tariffe a costo fisso o a costo indicizzato proprio all’andamento del PUN. È chiaro che nel primo caso, il rischio è di pagare un prezzo troppo alto rispetto al mercato nelle situazioni in cui il valore di riferimento tende a scendere. Viceversa, in un periodo come quello degli ultimi mesi dove si è verificata una grave crisi energetica per la carenza di gas e alla Borsa elettrica i prezzi si sono impennati, tenere i costi bloccati presenta un grande vantaggio. L’offerta a prezzo fisso della componente energia, però, non dura per sempre. Solitamente viene fatta dai fornitori una promozione che dura al massimo un paio di anni, in quanto le condizioni di mercato nel frattempo possono cambiare sensibilmente.

 

PUN e perdite di rete

Il prezzo finale in bolletta è quindi funzionale al valore del PUN, ossia risulta dalla somma di quest’ultimo e dalla fee che viene applicata dal fornitore come margine di guadagno. In realtà vi è un’altra voce che fa sembrare il valore del PUN più alto di quello che realmente è, ovvero le perdite di rete, che sono a carico del consumatore finale. Queste riguardano la dispersione come fatto naturale e inevitabile dell’energia elettrica durante la distribuzione. Una rete efficiente tende a ridurre tali perdite al minimo, ma è impensabile poterle annullare. Quanto è l’entità delle perdite viene stabilito periodicamente dall’ARERA. Alla fine, il PUN non è sufficiente per avere un’idea dei costi effettivi che si sostengono in bolletta, ma va considerato in associazione con le perdite di rete che aumentano il totale dei costi in media intorno al 10%.

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