Rimborso Irpef al centro della nuova stagione dichiarativa. I contribuenti italiani possono accedere al modello 730/2025 precompilato dal 30 aprile per certificare redditi e detrazioni relativi al periodo d’imposta 2024 anche se le modifiche sono state abilitate solo a partire dal 15 maggio 2025.
Per milioni di lavoratori e pensionati il risultato del conguaglio fiscale porterà a una somma da ricevere oppure a un debito da versare. Il saldo verrà applicato direttamente sulla busta paga o sul cedolino pensione, in base alla figura del sostituto d’imposta.
L’attenzione si concentra ora sulle tempistiche. Quando arriva il rimborso Irpef? La risposta cambia a seconda di diversi fattori: la data di invio, la categoria di appartenenza, il modello utilizzato (730 o Redditi o PF). Il calendario, però, è definito con precisione. E conviene conoscerlo.
In questo articolo:
- Alcune precisazioni sui tempi del rimborso Irpef
- Rimborso Irpef: calendario del modello 730/2025
- Rimborso Irpef senza sostituto d’imposta
- I tempi per il modelloRedditi PF
Alcune precisazioni sui tempi del rimborso Irpef
Prima di andare a vedere nel dettaglio il calendario completo del rimborso è necessario fare alcune precisazioni: i tempi del conguaglio Irpef non sono uguali per tutti.
Chi invia il modello 730/2025 in anticipo riceve il rimborso più rapidamente, spesso già entro luglio. Tempistiche più lente per chi presenta il modello Redditi PF o per i pensionati, i cui conguagli vengono elaborati dall’Inps con un mese in più di attesa.
La rapidità dipende anche dalla disponibilità dei documenti. Raccogliere con largo anticipo certificazioni uniche, spese sanitarie, oneri detraibili è fondamentale per non perdere la prima finestra utile. Insomma, anticipare la trasmissione consente di essere inclusi nei primi slot di pagamento. Attenzione infine alla correttezza dei dati trasmessi, poiché eventuali errori bloccano l’erogazione automatica, comportano controlli aggiuntivi e ritardi nell’erogazione anche di diversi mesi.
Rimborso Irpef: calendario del modello 730/2025
Le tempistiche del rimborso Irpef legato al modello 730/2025 non sono fisse, ma seguono un calendario mobile. Tutto ruota attorno alla data in cui la dichiarazione viene inviata. Prima arriva il modello all’Agenzia delle Entrate, prima viene liquidato il credito fiscale.
Il calendario prevede sei finestre operative:
- entro il 31 maggio → elaborazione entro il 15 giugno;
- 1–20 giugno → elaborazione entro il 29 giugno;
- 21 giugno–15 luglio → entro il 23 luglio;
- 16 luglio–31 agosto → entro il 15 settembre;
- •1–2 ottobre → entro il 2 ottobre.
Il rimborso viene poi accreditato sul primo cedolino utile dopo la ricezione del prospetto di liquidazione da parte del sostituto d’imposta. Per i dipendenti che rispettano la prima scadenza, l’importo sarà in busta paga già a luglio. Chi ritarda rischia di vedere il conguaglio spostato a ottobre o novembre. I pensionati, invece, iniziano a ricevere il rimborso a partire da agosto, a condizione che l’Inps riceva i dati entro la metà di giugno.
Rimborso Irpef senza sostituto d’imposta
La modalità di rimborso Irpef, così come le tempistiche di pagamento, cambia per i contribuenti che presentano il 730/2025 senza sostituto d’imposta. In assenza di datore di lavoro o ente pensionistico, sarà direttamente l’Agenzia delle Entrate a provvedere all’accredito sul conto corrente indicato. L’importo viene versato solo se l’Ibsn è intestato o cointestato al contribuente. In caso contrario:
- per somme fino a 1.000 euro, si riceverà una comunicazione per il ritiro in contanti presso Poste Italiane
- per importi superiori, l’Agenzia emetterà un assegno postale non trasferibile
Il termine per l’accredito è fissato al 31 dicembre 2025, ma per rimborsi più consistenti può slittare a marzo 2026.
I tempi per il modello Redditi PF
La strada più lunga resta quella di chi utilizza il modello Redditi Persone Fisiche. In questo caso, i rimborsi Irpef vengono elaborati solo dopo la fine dell’anno fiscale, con tempistiche che possono superare i 12 mesi. La liquidazione del credito avviene solitamente tra gennaio e marzo dell’anno successivo. Chi presenta la dichiarazione nel 2025, quindi, potrebbe vedere il rimborso soltanto nel 2026, anche oltre la data limite del 30 marzo.









