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Raccomandata indescritta: cos’è, come riconoscerla, codici e come ritirarla

Come si fa a scoprire cosa c’è dentro la busta della raccomandata se al momento della consegna non c’è nessuno in casa? Soltanto il mittente può saperlo in anticipo, mentre il destinatario è costretto ad una snervante attesa, specie se il colore di quel bigliettino che si recupera nella buca delle lettere non preannuncia nulla di buono. È proprio quando si riceve un avviso di mancata consegna che ci si imbatte in quella che viene definita raccomandata indescritta, ovvero la comunicazione che l’addetto lascia nella cassetta per informare l’utente assente del tentativo di consegna. Quel semplice fogliettino, in realtà, contiene tutte le indicazioni necessarie per poter procedere al recupero e soprattutto offre alcuni “indizi” preziosi per riconoscerne il contenuto.

 

Cos’è la raccomandata indescritta e come riconoscerla

Quando il postino che si occupa delle raccomandate non trova il destinatario in casa e quindi non riesce a recapitare la comunicazione, lascia un avviso di giacenza che segnala la mancata consegna. A quel punto la raccomandata rientra nella cosiddetta posta indescritta perché viene tenuta nel CPD (Centro Primario di Distribuzione) o nella sede di riferimento di Poste Italiane fino a quanto non avviene il ritiro di persona.

La raccomandata indescritta è uno scontrino (contrassegnato dalla sigla RI, appunto raccomandata indescritta) o una busta dal cui colore si può capire il contenuto della raccomandata. Gli avvisi più comuni hanno colore bianco o giallo e indicano prodotti postali tradizionali come lettere e pacchi, l’esito di un concorso pubblico, l’avviso di una riunione condominiale oppure una comunicazione informativa che arriva dalla propria banca, dall’agenzia di assicurazioni o da un fornitore di servizi come luce, gas, acqua e telefono.

Sono decisamente più problematici per gli utenti che li ricevono gli avvisi di colore verde perché si tratta di atti giudiziari: una cartella esattoriale, il mancato pagamento del bollo auto, una multa, un verbale per la revisione scaduta e non ancora rinnovata, la tassa sui rifiuti (TARI) o altre imposte non pagate, una citazione in giudizio. Il primo avviso inviato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per notificare la presenza di atti in giacenza prende il nome di atto Mof.

L'avviso di giacenza di una raccomandata nella buca della posta
Come ritirare una raccomandata indescritta? (foto di Arti Kh su Pexels)

 

Raccomandata indescritta: i codici e come ritirarla

Individuato il colore e dunque la natura dell’avviso, rimane da trovare il mittente. Per riconoscere il contenuto della raccomandata indescritta e chi l’ha inviata, bisogna analizzare i codici presenti sullo scontrino, in particolare le prime tre cifre che identificano la particolare tipologia di contenuto e il soggetto che l’ha spedito. In questa guida sono elencati i codici più frequenti.

Dopo il tentativo fallito di consegna della raccomandata, il passo successivo è il contatto con Poste Italiane. È possibile chiamare il numero che è riportato sullo scontrino e concordare un secondo tentativo di consegna oppure, aspettando almeno un giorno lavorativo, recarsi personalmente presso il CPD o l’ufficio postale centrale della propria zona di residenza per il ritiro. In quest’ultimo caso, occorre andare all’indirizzo specifico indicato all’interno dell’avviso, entro un numero massimo di giorni e negli orari di funzionamento dello sportello.

Per le raccomandati semplici e di ogni altro tipo, la giacenza massima è di 30 giorni. Per le raccomandate veloci, la giacenza massima si accorcia a 15 giorni, mentre per gli atti giudiziari i tempi si allungano e la giacenza massima è di 180 giorni. In alcuni casi si può incaricare un’altra persona del ritiro della raccomandata, con una delega scritta e firmata e l’accompagnamento della copia del documento d’identità in corso di validità e del codice fiscale.

Da qualche anno, inoltre, le Poste permettono di avvalersi del ritiro digitale, ovvero la modalità online e gratuita alternativa alla consegna o al ritiro fisico dell’invio. Il ritiro digitale è a disposizione sul sito ufficiale di Poste Italiane, avviene via computer, smartphone e tablet tramite l’Identità Digitale (con PosteID abilitato a SPID o con l’account Poste verificato) e la certificazione del ritiro con il sistema “Postecert Firma Digitale Remota”. Ovviamente nel caso di atti giudiziari o quando è richiesto specificatamente dal mittente, il ritiro digitale avviene soltanto dopo il primo tentativo di recapito a domicilio.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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