Reddito fisso: le curve più ripide non spaventano, è solo una normalizzazione

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Nel contesto di mercati globali caratterizzati da volatilità e incertezze macroeconomiche, la gestione del reddito fisso continua a rappresentare un punto di riferimento per gli investitori istituzionali e privati. George Bory, chief investment strategist del team Fixed Income di Allspring, ha analizzato lo scenario per l’asset class per i prossimi mesi nel corso di una presentazione alla stampa.

Il manager ha sottolineato che nel mercato obbligazionario il reddito rappresenta la leva principale per la costruzione di portafogli stabili e resilienti. “Il reddito ricavabile dagli investimenti obbligazionari è ciò che guida la performance di un portafoglio obbligazionario nel tempo e c’è una buona notizia: i rendimenti, in termini reali, sono positivi” ha spiegato Bory, aggiungendo che “ciò significa che il potere di acquisto sta aumentando nel corso del tempo”.

 

In questo articolo: 

 

  • Reddito fisso: l’irripidimento delle curve non spaventa
  • Il credito corporate è ancora in salute

 

Reddito fisso: l’irripidimento delle curve non spaventa

Come sta cambiando lo scenario per l’asset class obbligazionaria e con quali impatti per gli investitori? Bory parte dall’affermazione che “la gestione attiva degli investimenti in reddito fisso è molto importante e per Allspring rappresenta il cuore delle strategie”, con un processo di selezione che si muove dal basso verso l’alto (bottom up), analizzando le singole emissioni al fine di costruire flussi di cassa duraturi”. La gestione attiva, ha sottolineato lo strategist di Allspring nel corso della presentazione, consente di identificare le opportunità presenti nei mercati globali, sfruttando sia le differenze tra gli emittenti che le dislocazioni dei prezzi.

Nel contesto attuale, caratterizzato da tensioni sull’indebitamento di diversi Paesi, da una spesa pubblica in aumento e da Banche centrali impegnate a tagliare i tassi di interesse, “la diversificazione rappresenta un focus centrale della strategia nel reddito fisso”. Diversificazione che, in un contesto di guerre commerciali e incertezze politiche, deve essere geografica, valutaria, temporale (duration) ma anche a livello di singolo emittente. “L’attenzione alla qualità degli emittenti, alla durata e alla diversificazione rimane centrale per affrontare un mercato complesso e in evoluzione” ha aggiunto il manager. “Le Banche centrali stanno abbassando i rendimenti a breve termine praticamente in tutti i mercati. La parte lunga della curva rimane invece la valvola di sfogo per molte delle pressioni macro presenti al momento”, ha spiegato Bory, che predilige un posizionamento flessibile lungo la curva dei rendimenti e una collocazione, al momento, nella parte centrale, sulle scadenze tra cinque e dieci anni. “Ciò ci permette di ottimizzare il rischio e catturare il reddito reale positivo”. Dunque non c’è troppo da preoccuparsi per l’irripidimento delle curve di rendimento in corso, che per Bory è solo un processo di “normalizzazione”. Secondo lo strategist i mercati si stanno adattando al nuovo scenario.

 

Il credito corporate è ancora in salute

Con default aziendali contenuti, sia in Europa che negli Stati Uniti, che George Bory definisce “episodici”, e una coda lunga di indebitamento accumulato quando i tassi di interesse erano bassi, il credito aziendale rappresenta ancora oggi un’opportunità. “Le società – ha spiegato – hanno un costo del debito sensibilmente inferiore alla crescita nominale degli utili e questo significa essere in ottima forma. Inoltre, le Banche centrali stanno ancora tagliando i tassi di interesse e questo rende lo scenario favorevole”. Secondo lo strategist di Allspring, ci porteremo dietro questa situazione favorevole per i prossimi dieci anni, grazie allo stock di debito accumulato a tassi di interesse bassi. “Se ci saranno allargamenti degli spread creditizi, saranno comunque contenuti” conclude.

In questo contesto, l’Europa appare preferibile rispetto agli Stati Uniti, sia per la maggiore ripidità della curva dei rendimenti, sia per il rapporto tra euro e dollaro, destinato a muoversi ancora in favore della moneta unica. All’interno del Vecchio continente, l’Italia attraversa un momento felice. Non solo per quanto riguarda il debito pubblico, che pur rimane molto elevato, quanto per l’indebitamento delle imprese. “Il rendimento a 5 anni si avvicina al 5% ed è molto interessante. Tuttavia, quando si investe in credito – è l’avvertenza finale – la capacità di selezionare l’emittente è fondamentale per non trovarsi a dover gestire scenari di vulnerabilità che sui segmenti di mercato con maggiore leva potrebbero creare grossi grattacapi”.

 

Il grafico lineare, con sfumature in blu, mostra l'andamento del cambio euro/dollaro nell'ultimo anno, con la svalutazione del biglietto verde iniziata nel mese di marzo e, al momento, in pausa.
L’andamento del cambio Eur/Usd – Fonte: Forecaster

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