Riforma catasto: cosa cambia per i padroni di casa dal 2026
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Riforma catasto: cosa cambia per i padroni di casa dal 2026

Riforma catasto: cosa cambia per i padroni di casa dal 2026

La Riforma del Catasto entra nel vivo in Italia e nelle prossime settimane si attende il testo completo di tutte le variazioni attuate dal Governo Draghi. Il documento è sancito dall’articolo 6 della Delega Fiscale e prevede che entro il 2026 venga completato il monitoraggio del patrimonio immobiliare per poter allineare i valori catastali e renderli più omogenei. 

A tale scopo si effettuerà una suddivisione dei Comuni in aree di mercato omogenee e si procederà a un aggiornamento degli immobili riguardo i vari criteri di classificazione, al fine di determinare le rendite. A questo proposito la riforma stabilisce che ogni unità immobiliare dovrà essere dotata, oltre che di una rendita catastale, anche di un valore patrimoniale e una rendita attualizzata ai valori di mercato. 

L’obiettivo del Governo Draghi è quello di svecchiare una regolamentazione catastale di 80 anni fa e arrivare a una piena digitalizzazione del catasto entro i prossimi 4 anni, facendo emergere abusi e irregolarità riguardo immobili e terreni, stanando i grossi illeciti, garantendo la massima trasparenza e procedendo al corretto classamento. Bisogna considerare che in Italia esiste oltre 1 milione di immobili fantasma non ancora accatastati. In tutto questo verranno adottati gli strumenti per rendere più fluida la comunicazione tra i Comuni e l’Agenzia delle Entrate. 

 

 

Riforma catasto: saliranno le tasse?

La variazione del calcolo delle rendite fa sorgere il dubbio a molti che alla fine le tasse sulla casa saranno maggiori, sia in termini di IMU, TARI, imposta di registro e di successione, sia per quanto attiene ai redditi patrimoniali ai fini ISEE. Inoltre, la rendita di mercato potrebbe far salire l’IRPEF sugli immobili sfitti nello stesso Comune dove si ha la prima casa. 

L’impatto di tali modifiche legislative coinvolge circa 39 milioni di soggetti privati e 1,5 milioni di persone giuridiche tra enti, società e associazioni. Un’analisi della UIL ha rivelato che le rendite in media aumenteranno di oltre il 128%, con l’IMU sulla seconda casa che arriverà a 2.046 da 896 euro. Il reddito relativo alla prima casa ai fini del calcolo ISEE crescerà del 319%, passando da 23 mila a 98 mila euro.

Il Governo però chiarisce che non ci sarà un aumento del gettito fiscale, ma solo l’emersione degli abusi edilizi. La neutralità fiscale sarebbe garantita dai meccanismi di compensazione, attraverso da esempio i coefficienti per abitazioni delle categorie catastali che verranno calmierati. Quanto agli abusi edilizi si andrebbe verso una nuova fase del contrasto all’evasione fiscale, in maniera particolare per quanto concerne l’IMU e la TARI. 

Il rapporto Statistiche catastali 2020 dell’Agenzia delle Entrate al riguardo fotografa una situazione non proprio edificante. Al 31 dicembre di quell’anno risultano 76,5 milioni di immobili accatastati, di cui 66 milioni produttivi di rendita e figuranti nelle categorie ordinarie e speciali, 3,6 milioni non produttivi di rendita in quanto censiti in categoria F e 6,8 milioni di proprietà comunali o in lavorazione che non sono quindi censibili. A ciò si aggiungono 1,2 milioni di immobili che sfuggono agli occhi del Fisco e quindi considerati fantasma. Per questi ultimi, un particolare lavoro di mappatura porterà inevitabilmente a un aumento delle tasse ma, come precisa il Premier Mario Draghi, l’impatto sul fronte fiscale per gli immobili regolarmente accatastati sarà nullo. 

Le modalità che lo Stato utilizzerà per effettuare un efficace contrasto all’evasione saranno fondamentalmente 2. La prima consiste nel mettere a disposizione di Comuni e Agenzia delle Entrate tutti gli strumenti per poter velocizzare il processo di individuazione degli immobili non censiti, abusivi o non attinenti a loro consistenza, destinazione d’uso o categoria catastale, per effettuare il corretto classamento. La seconda riguarda la previsione di modelli organizzativi che mirano a uno scambio telematico di dati e informazioni tra le varie Autorità preposte della Pubblica Amministrazione.

 

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