Il giorno di San Valentino, festa degli innamorati e degli eccessi romantici, continua a far battere anche il portafoglio degli imprenditori. Il giro d’affari globale generato da questa ricorrenza ha superato i 20 miliardi di euro nel 2024 secondo le rilevazioni di Statista, con i settori della ristorazione, della gioielleria, dei fioristi e del turismo che guidano il trend. In Italia, ad esempio, i fioristi registrano un aumento delle vendite superiore al 30% rispetto al resto dell’anno secondo le ricerche Nielsen, mentre i ristoranti vedono le prenotazioni salire alle stelle e gli investimenti pubblicitari aumentano del 15%.
Secondo le rilevazioni effettuate da Cna, la Confederazione nazionale dell’artigianato, tra i suoi associati, quest’anno il giro d’affari in Italia del giorno di San Valentino (e dell’intero fine settimana visto che cade di venerdì), dovrebbe raggiungere i 900 milioni di euro.
Truffe sentimentali: anche loro in crescita per San Valentino
Si dice che “l’amore rende stupidi”. A volte però, l’arguzia dei truffatori supera anche l’attenzione del più freddo degli innamorati. Il fenomeno delle truffe sentimentali, conosciuto anche come romance scam, registra una crescita allarmante. Secondo una ricerca condotta da ING in collaborazione con YouGov Italia, un italiano su due ha avuto almeno un contatto con una persona sconosciuta che cercava di instaurare un rapporto affettivo online. Ovviamente il suo scopo non era trovare l’amore della vita ma denaro.
Le truffe romantiche rappresentano solo una delle molteplici forme di raggiro legate all’ambito dei rapporti affettivi. È evidente che, in un mondo sempre più digitale, il rischio di cadere in questi tranelli è in crescita, con un incremento del 46,5% delle segnalazioni di romance scam nei primi sei mesi del 2024 rispetto ai primi sei mesi del 2023. La Polizia postale è stata chiamata a indagare su 293 casi contro i 200 dello scorso anno.
Quando si estende l’orizzonte di osservazione dalla cerchia di conoscenze più strette, comprendendo anche il mondo del lavoro e della burocrazia, aumentano anche le tipologie di truffa a cui si può andare incontro. I truffatori riescono a fingere in modo credibile di essere una conoscenza fidata (amico, parente, collega, datore di lavoro), oppure un’istituzione (banca, autorità pubblica, azienda e così via). Si pensi, per esempio a quanto accaduto recentemente ad alcuni imprenditori italiani, contattati da un “finto” ministro della Difesa Crosetto allo scopo di effettuare versamenti per riscattare degli inesistenti giornalisti rapiti all’estero. Sul caso sono aperte le indagini.
Secondo la ricerca Ing-YouGov Italia, un italiano su tre (34%) ha ricevuto chiamate/messaggi da qualcuno che si presentava come dipendente della propria banca o di un ente ufficiale.
I segnali che possono aiutare a difendersi
Delle truffe sentimentali, sia che vengano realizzate per San Valentino che in altre occasioni, le donne ne hanno sentito parlare più spesso che gli uomini (65% contro 47%). Più in generale il 75% degli italiani ha sentito parlare di persone truffate da qualcuno che si fingeva una celebrità e i social media sono considerati il canale principale attraverso il quale perpetrarle (71%), seguiti dalle app e siti di incontri (rispettivamente 54% e 37%) email e messaggi diretti (27%).
Prendersi cura di verificare con attenzione qualsiasi contatto rappresenta il primo fattore di controllo per evitare di cadere in questi tranelli. Vale sia per le aziende, che possono essere contattate da finti dipendenti, clienti, autorità, persino manager, vale le singole persone. Nel primo caso, peraltro, Ing ha sviluppato l’app “È davvero Ing” che permette di verificare immediatamente se una telefonata del gruppo bancario arrivi davvero da un suo dipendente.
“Sono ancora troppo poche le persone che si interessano e si attivano per proteggersi dalle frodi con conseguenti possibili danni economici e psicologici – afferma Damiano Zanisi, chief information officer di ING Italia. “Un aspetto fondamentale per contrastare le truffe informatiche e digitali è rappresentato dalle attività di sensibilizzazione e di educazione sugli utenti e in ING siamo molto attivi su questo fronte”.
Quello di Zanisi è anche un richiamo agli enti pubblici specializzati nella caccia ai truffatori, come la Polizia postale, che secondo i tre quarti dei partecipanti alla ricerca dovrebbero fornire formazione e sensibilizzazione. Seguono le scuole e le università (48%) e le associazioni del terzo settore (38%).
Il decalogo per evitare di essere truffati “da San Valentino”
A conclusione della ricerca, Ing propone un decalogo per evitare di cadere nelle trappole dell’amore:
- Prestare attenzione ai profili online troppo perfetti, ovvero troppo belli per essere veri;
- Se l’altra persona non vuole mai mostrarsi con una videochiamata deve scattare un campanello d’allarme;
- Diffidare di chi dichiara amore eterno dopo pochi messaggi;
- Mai inviare denaro a chi non si è mai incontrato di persona (e comunque essere molto prudenti anche con le persone che si conoscono);
- Le storie strappalacrime con richiesta di aiuto potrebbero essere dei falsi;
- Cerca le foto del profilo su Google, può darsi che siano dei fake;
- Non cedere mai a nessuno le password o i tuoi codici bancari online. Inoltre, è bene stare attenti a dare troppe informazioni su sé stessi;
- I soldi facili non esistono;
- Aiuta le piattaforme segnalando i profili sospetti;
- Se ti contatta un amico o un conoscente e ti chiede del denaro, verifica che sia veramente lui richiamandolo.









